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Cesare Prandelli: “Con Balotelli sono stato chiaro. Cassano non sbaglierà più”

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Cesare Prandelli

L’ultima volta Balotelli portava uno strano cappello a cinque punte. «Le sue uscite non mi fanno effetto. Con lui sono stato chiaro fin dall’inizio». L’ultima volta Cassano parlava di manicomio durante la conferenza stampa di presentazione al Milan. «La paternità lo ha responsabilizzato ulteriormente. Sono convinto che non sbaglierà più». Anche alla Facoltà di Economia dell’Università di Parma, durante l’incontro con gli studenti del «Master Sport», Cesare Prandelli parla di Mario e Antonio, i giocatori su cui il citì della Nazionale vorrebbe costruire l’Italia del futuro. «L’obiettivo – dice Prandelli – è definire un gruppo di trenta giocatori sul quale fondare la squadra. Per farlo, però, è necessario che i nostri club puntino di più sui giovani». Cesare dialoga con Matteo Marani – direttore del Guerin Sportivo e moderatore dell’incontro – e scambia qualche battuta con Tommaso Ghiaradi, presidente del Parma. Alla fine si intrattiene con i giornalisti per la prima conferenza stampa del nuovo anno, a cui Stadio Sport era presente.

Qualche settimana fa Balotelli ha detto di essere secondo solo a Messi, poi ha dichiarato che a Manchester c’è un giocatore più bravo di Rooney, ovviamente alludendo a se stesso. Che effetto le fanno le uscite di Mario?
“Nessun effetto. Con lui sono stato chiaro fin dall’inizio: gli ho detto che tutti gli riconoscono qualità importanti, ma che deve far parlare di sé per quello che fa in campo, non fuori. Il suo è un percorso di crescita. Mario è un ragazzo puro, vero”.

Nel 2004 ha vissuto una breve esperienza a Roma. In quella squadra c’era anche Cassano. In sette anni è veramente maturato oppure dovremo aspettarci altre «cassanate»?
“Nei giorni della vicenda con la Sampdoria ho telefonato spesso ad Antonio. Era un modo di sostenerlo. Ho sentito la sua ultima conferenza stampa – dovrebbe farne di più, è molto simpatico – in cui Cassano ha dichiarato che se butta via anche l’opportunità offerta dal Milan è da rinchiudere in manicomio. La paternità lo ha responsabilizzato ulteriormente. Sono convinto che non sbaglierà più”.

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Durante la querelle con la Sampdoria non l’ha convocato: nella prossima partita ci sarà?
“Alla Samp era stato messo fuori rosa, mentre adesso sta giocando. Se avrà continuità di rendimento lo chiamerò, certo”.

Altro bad boy: Adrian Mutu, un giocatore che ha allenato in passato. L’ha sentito ultimamente?
“L’ho sentito, sì. Sta vivendo un momento particolare, anche se ormai lo conosciamo: i problemi se li va a cercare, non è una novità”.

Se fosse nel Cesena lo prenderebbe?
“Sì, assolutamente”.

Qui a Parma gira voce di una possibile convocazione di Giovinco…
“Lo avevamo seguito prima che si infortunasse e lo teniamo d’occhio tuttora insieme ad altri ragazzi. Giovinco, oltre a essere giovane, ha grande qualità”.

Sul tema degli oriundi è stato molto chiaro…
“Se uno straniero lavora in Italia, è regolare e ha la cittadinanza italiana, per me è italiano”.

Al momento qual è la nazionale che più la impressiona?
“E’ facile rispondere Spagna. La vittoria del Mondiale è il culmine di un lavoro iniziato anni fa, è il successo di una cultura che punta tutto sulla ricerca assoluta del gioco e su calciatori di grande qualità”.

Passiamo alla serie A. Il Milan è sempre al comando, ma la remuntada dell’Inter di Leonardo non si ferma…
“E’ un campionato interessante. Ci sono diverse squadre che possono lottare per lo scudetto e altre che si contenderanno fino alla fine un posto in Champions e in Europa League”.

Si è sempre detto favorevole alla tecnologia, in particolare alla moviola in campo…
“Confermo. Per due motivi. Primo: una decisione dubbia può fomentare i tifosi e originare di conseguenza atti di violenza sugli spalti. Secondo: con la moviola in campo si toglierebbe un po’ di responsabilità all’arbitro, che oggi è costretto a prendere una decisione con una velocità di giudizio che è impossibile avere”.

Filippo Merli

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