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Rossi prenota per Sepang

Foto ANSA

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MOTOGP – Mai secondo posto fu così piacevole. Se a pensarlo ed esternarlo è un cannibale della pista come Valentino Rossi vuol dire che i motivi sono davvero validi. A Philipp Island, in Australia, “il dottore” ha difatti messo una seria ipoteca al titolo della classe regina (sarebbe il settimo, il nono totale), conquistando i 20 punti alle spalle del padrone di casa Casey Stoner, che non vinceva una gara da maggio (G.p. d’Italia).
Chi cade e non piglia punti invece è Jorge Lorenzo – il compagno nonché rivale per il mondiale di Rossi – addirittura fuori alla prima curva. Spavaldo nelle dichiarazioni (“Rossi sviluppa la Yamaha dal 2004 ma ora copia da me”) ci prova anche in pista ma gli va male: irruento tocca Hayden (uno che non si sa come ma a Rossi ha soffiato un mondiale) e giù per l’ennesima volta a terra. La classifica a due gare dalla fine (Sepang e Valencia) parla chiaro: lo spagnolo ha ora 38 lunghezze da recuperare, classifica alla mano in Malesia al “dottore” basterà il quarto posto (13 punti).

250 – Simoncelli (Gilera) vince e torna a sperare. Ma soprattutto diverte sia in pista che fuori: quando gli fanno notare che il rivale per il titolo, Hiroshi Aoyama (Honda), è giunto solo settimo e che i punti che li dividono ora sono solo 12, con perfetto accento romagnolo tira fuori un esclamativo, poco usato nei prati di Oxford, ma che la situazione, il suo personaggio e la sua dizione rendono assolutamente piacevole.

125 – Spera Simoncelli, fa festa il francese Julian Simon che con la sua Aprilia vince gara e mondiale precedendo in entrambi i casi il britannico Bradley Smith.
Non bene, come accade tra l’altro da un po’ di anni, gli italiani: il migliore in classifica è Andrea Iannone solo sesto. Che non sia un segnale di crisi?

Riccardo Marchese

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