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Roma, vietato mollare

Foto AP/LAPRESSE

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Letale, dolorosa, agghiacciante. Per la Roma di Claudio Ranieri è arrivata la prima bastonata stagionale, con tanti saluti all’ambita Europa League. Il tris del Panathinaikos all’Olimpico, conseguenza di cinque minuti di delirio collettivo giallorosso, fa male e rischia di portar con sé una serie di ingombranti strascichi negativi. E’ dura accettare la sconfitta, ma questo è il calcio. Sbadataggine e sufficienza hanno contribuito a regalare una meritata qualificazione ai verdi di Atene, lestissimi nello sfruttare la preziosa chance. In questo momento è inutile ricorrere a futili piagnistei. Da grande squadra qual’è, la Roma è chiamata a reagire sul campo. A partire da domenica.

IL COMMENTO – Quattro mesi di duro lavoro, vittorie in serie e fatiche inenarrabili. E poi? Son bastati dieci minuti, suddivisi equamente tra l’andata ad Atene ed il ritorno a Roma, per mandare all’aria uno dei tre obiettivi stagionali. Addio Europa League, con tanto di lacrimuccia per non celare una sofferenza evidente. In questi casi, è dura trovare le giuste parole per scuotersi. Ma sì, il campionato è prioritario, e poi c’è sempre la Coppa Italia. Già, piccole consolazioni in un momento che di amaro conserva molto, se non tutto. Perché la Roma, questa Roma, fino a ieri voleva spaccare il mondo. Un anno di stenti aveva prodotto, oltre al cambio di allenatore, una rediviva voglia di vincere trasformatasi in rabbia agonistica sul campo. E sì che di lavoro se n’è fatto tanto. La bellezza di questa squadra resta, così come è incancellabile la striscia positiva che ha colorato i mesi da ottobre a febbraio. Ma ritrovarsi senza Europa, è una realtà alla quale è faticoso credere ed abituarsi. Proprio stavolta che le premesse per vincere c’eran tutte. La Roma ha iniziato la sua stagione a luglio con i preliminari, mettendo subito nel mirino un obiettivo prestigioso. Ma il sogno è finito troppo presto. Sedicesimi di finale, un avversario abbordabile come il Panathinaikos, e l’amara eliminazione dovuta a sciagure. Più ci si ripensa, e più si va in bestia. Normale aver rimpianti, ma ora quel che conta è il futuro. Gettare una stagione al vento non avrebbe senso. La Roma, orfana del suo obiettivo continentale, ha il dovere di offrire subito risposte confortanti. Aldilà del risultato, la partita di domenica prossima a Napoli dirà molto sul carattere e sulla mentalità di questa squadra. Nonostante le pesanti assenze del momento (Totti, Toni, Julio Sergio, Pizarro), la Lupa deve restare in piedi e lottare. La fase più importante della stagione inizia ora, e pazienza se un obiettivo è andato a farsi benedire. C’è ancora tanto da fare e da dare. Claudio Ranieri, il sergente dei miracoli, è chiamato ad imprimere una nuova scossa alla sua armata ferita.

Alessio Nardo

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