Roma, se c’è Europa, c’è Mirko
Tanta carne al fuoco. Claudio Ranieri lo ha detto proprio domenica, al termine della partita vinta all’Olimpico contro il Catania. A -5 dall’Inter in classifica e in piena corsa sia in Coppa Italia che in Europa League, la Roma avrà ancora molte partite da giocare e tante energie da spendere. L’importante, alla fine, sarà raggiungere qualche obiettivo concreto. Al momento non si deve tralasciare nulla, marciando su ogni fronte. E per i giallorossi c’è subito un appuntamento decisivo: la prima vera finale della stagione. Giovedì sera, alle ore 19.00, all’Olimpico si disputerà il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Panathinaikos. Si parte dal 2-3 dell’andata. Ranieri, alle prese con importanti assenze, si affida alla forza del collettivo e allo straordinario momento di forma di un giocatore.
IL COMMENTO – A Roma ormai lo chiamano Super Mirko. Un attaccante formidabile per qualità tecniche, capace di esaltare la platea giallorossa con giocate di alta scuola e reti meravigliose. Vucinic è tutto questo, ma solo “quanno je và”, per dirla alla romana. Già. Da sempre, il suo unico reale neo è la discontinuità nei comportamenti. Da buon slavo, egli affida le proprie sorti alla luna. Se essa gira son faville, altrimenti è dura sopportarlo. A volte, e non è un mistero, Mirko entra in campo dando l’idea di esser appena sceso dal letto. Addormentato, quasi rintontito, per nulla scosso da ciò che gli accade intorno. E in quei momenti fa rabbia. Irrita l’innata abilità nel non sfruttare il proprio talento con costanza. Poi passa del tempo, trascorre qualche giorno e si vede all’opera una versione di Vucinic diametralmente opposta. Tenace, tosto, grintoso, persino trascinatore. Un giocatore imprevedibile, che nelle sue migliori giornate riesce a prender per mano la squadra e portarla al successo. Decisivo il cambio tattico, adottato da Spalletti un paio di stagioni fa. Da puntero centrale ad esterno sinistro d’attacco, svincolato da obblighi realizzativi ai quali è sempre stato allergico. Prima punta? Solo all’occorrenza. Ma se Mirko sta bene, anche da centravanti sa far male. Domenica, contro il Catania, il reparto avanzato della Roma è stato affidato unicamente a lui, viste le assenze di Totti e Toni. Prestazione eccezionale, condita dal gol partita. Una qualità, quella di realizzare reti decisive, che il montenegrino ha sempre avuto. In particolare, la sua ispirazione vien solleticata dal profumo d’Europa. Quando si varcano i confini sportivi italiani, Vucinic si esalta e migliora significativamente la propria media realizzativa. Dal 2007 ad oggi sono ben 11 i suoi centri europei con la maglia giallorossa. Come non citare il gol al Bernabeu, la doppietta contro il Chelsea, la gemma di giovedì scorso ad Atene contro il Panathinaikos. A proposito, fra due giorni si disputa il ritorno con i greci. Per la Lupa ci sarà un solo risultato a disposizione: la vittoria. Conquistare gli ottavi di finale d’Europa League è un obiettivo chiaro e fondamentale. Le speranze di Ranieri, e dell’intera tifoseria, saranno ancora una volta riposte su Super Mirko. Il talismano europeo di casa Roma.
Alessio Nardo



