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SUPERBIKE | GP Repubblica Ceca, Brno: il sogno di Melandri, i tormenti di Biaggi

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Max Biaggi

Può essere l’atto di svolta del campionato. Il momento in cui tutto cambia, e quel che era (o sembrava) certo sino a ieri, improvvisamente torna in discussione. Sino a poche ore fa, il titolo Superbike 2012 era nelle mani ben salde di Max Biaggi. Un signorino che di solito, quando ha il trionfo in tasca, sfrutta classe ed esperienza per non farselo sfuggire. Il guaio è che stavolta gli avversari fanno sul serio. O meglio, l’avversario. Quel Marco Melandri felice sposo del progetto BMW. Un bolide, un fulmine, un mostro di tenacia, qualità e coraggio. A Brno, la pista del cuore di Max (undici vittorie in carriera, dal 1994 al 2011), il colpaccio vero lo ha fatto il ravennate, sconquassando gli equilibri e stravolgendo la realtà della classifica. Biaggi, forte di 48 punti di vantaggio sul rivale, era sbarcato in Repubblica Ceca per fare il pieno, metter ulteriore fieno in cascina e chiudere col lucchetto (almeno virtualmente) ogni discorso relativo al titolo.

Operazione quasi scontata, sulla carta, visto il dolce feeling di Max col circuito della Moravia. Bastava poco. Vincere laddove il successo è sempre stato un’abitudine, per poi tornarsene a casa in serenità, in attesa di “gestire” i restanti cinque round. Piano perfetto, ma il guastafeste con il numero 33 si è messo in mezzo. Già un anno fa, Biaggi e Melandri a Brno diedero spettacolo, dividendosi l’intera posta in palio e costringendo il dominatore stagionale Checa a due terzi posti. Ci si attendeva un duello bis, ma il grande assente è stato proprio lui, il Corsaro. I tempi alti in prova non preoccupavano granché. E’ spesso abitudine di Max lievitare in corso d’opera, mostrando il meglio di sé in gara. Stavolta, ahilui, lo scarso feeling con l’Aprilia si è protratto oltremisura. Solo 14° in griglia (errata scelta di gomme in Q1 Superpole), lento e sbiadito anche alla domenica. La rimonta sensazionale stile Misano non è riuscita. Sesto in gara 1, quarto in gara 2. Tanto chattering, risultati mediocri, ed un futuro immediato che inizia a far paura.

L’enorme vantaggio in classifica era stato frutto, sin qui, di un rendimento continuo e regolare. Max non è mai caduto, spesso accontentandosi del ‘piazzamento’ e sfruttando i pasticci dei rivali (Checa su tutti). Era ciò che serviva anche stavolta. Una giornata incolore o altalenante di Melandri, che invece ha rotto gli indugi. Macio ha guidato da fuoriclasse e si è mostrato il più forte. Dopo un difficile avvio di gara 1 ha messo il turbo, sorpassando tutti (Sykes compreso) e trionfando di “foga”. In gara 2 ha inquadrato nel mirino nuovamente Sykes, studiandolo e infilandolo al momento giusto. Come il Valentino Rossi dei bei tempi. L’entusiasmo in BMW è straripante, la moto è una bomba e in sella c’è il pilota ideale. Forte, esperto e ultramotivato. Biaggi in cuor suo lo sa, è conscio di aver a che fare col peggior avversario possibile, senza punti deboli apparenti. Un anno fa, dopo Brno, Carlos Checa si ritrovò con soli 30 punti (proprio su Biaggi) da dover difendere in classifica, salvo poi stradominare a Silverstone e apporre la firma sul mondiale 2011. L’obbligo di Max è imitare lo spagnolo, andando a segno il prossimo 5 agosto in Gran Bretagna. Sarà un evento clou, tutto da vivere. Con due fuoriclasse italiani a contendersi un sogno.

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Alessio Nardo

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