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SUPERBIKE | GP Italia, Monza: tra Biaggi e Checa spunta il terzo incomodo. Tom Sykes ora crede al titolo

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Carlos Checa - Tom Sykes

Poveri loro. Chi? I tifosi e gli appassionati, accorsi con furore in quel di Monza per il week-end del mondiale Superbike. Un appuntamento ogni anno attesissimo, simbolo di tradizione e continuità. Stavolta, chi ha speso cifre (più o meno esose) per assicurarsi un posticino sugli spalti brianzoli, se ne torna a casa a deluso e infuriato. Col tempo, grigio e incerto neanche fossimo a novembre. E con una domenica che di spettacolo, alla fine, ne ha regalato ben poco. Otto miseri giri, peraltro non molto significativi, vista l’assegnazione della metà dei punti previsti ai primi 15 classificati. Questo ha deciso il cielo, severo giudice del mondiale. Un gran peccato, forse non per tutti.  Ad esempio, non per i ducatisti, che da sempre vivono la tappa di Monza come un incubo. La pista meno adatta alle bicilindriche, per giunta la più detestata dal campione del mondo Carlos Checa che qui, in otto gare disputate in SBK, aveva ottenuto un 8° posto (nel 2008) come miglior risultato. Persino nel 2011, all’interno di un’annata trionfale, lo spagnolo a Monza non riuscì ad andare oltre un 9° e un 10° posto.

Stavolta in Ducati si tremava sul serio. Già, perché ad Assen le cose non erano andate nel migliore dei modi. Solo 16 punti complessivi, a fronte dei 21 totalizzati da Biaggi, di nuovo leader del mondiale. Il timore che Max potesse stradominare e Checa soffrire (con un progressivo aumento del divario in classifica) era nitido. Ma qualcosa è andato storto, aldilà della pioggia, soprattutto in Aprilia. Il Corsaro non è mai riuscito a trovare il bandolo della matassa. Lento in prova (mai vicino ai primi), non molto efficace in Superpole (6° tempo su pista umida, dietro a Checa 4°) e anonimo negli otto giri di gara 2. Può sembrare paradossale, visto che il primatista in classifica è ancora lui, ma questo è forse il Max Biaggi meno temibile e appariscente degli ultimi due anni. Era partito fortissimo a Phillip Island, con la vittoria in gara 1 e la sensazionale rimonta in gara 2 dall’ultima alla seconda piazza. Poi? Due quarti posti ad Imola, un quarto ed un ottavo ad Assen, un quinto a Monza, dietro a Sykes, Haslam, Laverty e Melandri.

Il progetto Aprilia non è riuscito. L’auspicio era di aumentare significativamente il vantaggio su Checa, portandolo anche intorno ai 30 punti. E invece, solo una misera lunghezza guadagnata. Con le prossime due piste, Donington e Miller, che sembrano fatte su misura per Carlos e la Ducati. Monza avrebbe potuto rappresentare una piccola svolta in campionato. E invece, il discorso resta aperto. Gli altri (Melandri, Rea, Haslam e soci) restano a debita distanza da Biaggi e Checa. Chi s’avvicina a grandi falcate è Tom Sykes, autentica rivelazione di questo 2012. L’inglese, battuto in Superpole da un grande Guintoli, nelle otto tornate di gara 2 ha sbaragliato la concorrenza, vincendo con distacco abnorme. Solo l’arrivo della pioggia gli ha impedito di arpionare ulteriori 12,5 punti. Tom si sta dimostrando forte in tutte le condizioni, ed è lì: a sei punti da Biaggi, a quattro da Checa. La lotta al titolo 2012 accoglie di diritto il terzo contendente.

Alessio Nardo

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