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MOTOGP | GP Qatar, Losail: il peggior Rossi di sempre. E se la soluzione fosse la “fuga” in Superbike?

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Valentino Rossi

Due parole e un punto interrogativo: che succede? E’ una domanda che si stanno ponendo in parecchi, da mesi e mesi a questa parte. Persino lui, il diretto interessato, non trova risposta. Cos’hai, caro Valentino? Cosa c’è che non va? Qual è il problema? Perché un nove volte campione del mondo non riesce a guidare bene una moto settata e resettata, costruita e modificata, aggiornata e rivoluzionata? Risposta non c’è. Eppure il “pressing” è continuo da parte di giornalisti e intervistatori. Nessuno pretende da Rossi l’impossibile, ovvero lottar per la vittoria con una Ducati che ad oggi non è attrezzata per puntare al successo. Basterebbe solo una spiegazione tecnica, una motivazione valida, un qualcosa. Vale non riesce a rispondere. Sembra spaesato. “Se sapessi il perché”, fa intendere lui, “avrei già risolto il problema”. Giusto. E qui sorge un altro interrogativo. Com’è possibile che un pilota dell’esperienza, del carisma e della classe di Valentino Rossi non cavi un ragno dal buco da una moto (che Hayden porta “almeno” al sesto posto in gara) senza capirne nemmeno i motivi?

Anche qui, nessuna risposta chiarificatrice. Di evidente c’è solo una realtà assurda. Perché Rossi è Rossi, uno che è sempre andato forte in qualsiasi condizione, che in MotoGP, prima del suo approdo in Ducati, nella sua peggior stagione aveva chiuso terzo, e mai senza una vittoria all’attivo. Qui siamo alle prese con una crisi irreversibile. Valentino e la rossa, insieme, avrebbero dovuto costituire un binomio fortissimo e inossidabile. E invece, senza esagerare, stiamo narrando da ormai 12 mesi del più grande flop della storia dello sport italiano. Perché Ducati è un marchio storico e vincente (Stoner nel 2007 portò la rossa sul trono iridato) e Rossi è e rimane il pilota più forte di tutti i tempi (assieme a Giacomo Agostini), almeno finché i vari Casey e Jorge non arriveranno a quota nove titoli. Il tutto diviene ancor più paradossale se pensiamo che ad inizio 2011 la situazione era sì critica, ma non a questi livelli. Vale iniziò il campionato arrivando 7° in Qatar, poi infilò in serie i seguenti piazzamenti: 5°, 5°, 3°, 5°, 6°, 4°, 6°. Da lì, il baratro. Nelle ultime quattordici gare disputate, il miglior risultato del Dottore è stato un quarto posto. Incredibile. Perlomeno antistorico.

I campioni non durano in eterno, anche i più grandi prima o poi chiudono il sipario e lasciano spazio ai successori. Ma il crollo di Valentino è stato repentino, immediato. Solo nel 2009 (due anni e mezzo fa) vinse il suo ultimo mondiale, travolgendo Jorge Lorenzo (e gli altri) con gare stratosferiche e indimenticabili. Di mezzo c’è stato un infortunio pesante, ma anche un’ottima chiusura di 2010 in Yamaha. Poi il capitolo Ducati. L’avvio discreto ed il misero declino. Valentino ha 33 anni, una carriera ineguagliabile e si ritrova nella peggior situazione tecnica e psicologica di sempre. E’ un vincente nato e sa di non poter vincere, anche migliorando un po’ l’attuale condizione. E’ destinato a vivere un 2012 di sofferenze, osservando gli altri (i rivali di un tempo) festeggiare e sorseggiare lo champagne sul podio. Non è una bella cosa, ed è altrettanto vero che “fuggire” non sarebbe del tutto corretto. Rossi vorrebbe ancora provare a vincere la sfida, ma sta perdendo fiducia e speranze. E’ quasi rassegnato, non sa più che fare. Noi la buttiamo lì. Dato che in MotoGP ha già vinto tutto e non ha nulla da dimostrare, perché non pensare al grande sbarco in Superbike? Rivederlo contro Max Biaggi sarebbe meraviglioso, anche solo per lo spettacolo. E magari lui, Vale, tornerebbe a divertirsi un po’ in sella ad una moto.

Alessio Nardo

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