La 22^ di Serie A tra paradiso e inferno
IN PARADISO: OKAKA, ADDIO ALLA KAKA’
L’estate scorsa se ne andò Kakà, ieri pomeriggio se ne è andato Okaka. Va bene, non è la stessa cosa, ma per la Roma potrebbe trattarsi di un addio tanto importante quanto potrebbe esserlo il suo ritorno a giugno, o forse tra un anno, chissà. Tutto dipende da lui, Stefanino classe ’89, che se fa bene in prestito al Fullham rischia di rimanerci anche più di quattro mesi per poi rientrare in giallorosso, in caso di non riscatto da parte inglese. Ma tant’è. Quella contro il Siena rimane, per ora, l’ultima partita da romanista di Okaka, uno che gli addii li confeziona con il fiocco sottoforma di tacco: 2-1 sublime a un paio di minuti dalla fine e abbonati della Sud in delirio come De Rossi, che corre a coccolarselo sotto la curva e che di Stefano è un po’ il fratello maggiore. Il problema è che davanti c’erano Vucinic, Totti, Baptista, adesso pure Toni. E di fronte a questi supernomi nemmeno il buon Daniele, decano di Trigoria, può fare molto a livello di raccomandazione. E allora, via a farsi le ossa in Premier, per tornare nella Capitale più forte di prima. A Milano non rimpiangono poi così tanto Kakà. A Roma potrebbero rimpiangere Okaka.
ALL’INFERNO: MERCATO ISTERICO
Marotta dice “sì è della Fiorentina”. Corvino dice “sì è già nostro”. Peccato non abbiano interpellato il diretto interessato: Cassano dice “no, io rimango dove sono, per la mia gente” e il trasferimento del barese in Toscana fa puff. Allora, qui c’è qualcosa che non quadra. Fantantonio battibecca con Delneri dalla notte dei tempi, Fantantonio sbotta e minaccia di andarsene già nell’inverno scorso, Fantantonio fa capire che cambiare aria forse è meglio, Fantantonio fa tutto lui, gli altri semmai fanno su il polverone. Sta di fatto che nulla si è concluso, tutto è rimasto come prima, con Cassano ancora in blucerchiato e Delneri che non lo convoca nemmeno contro l’Atalanta. La Samp vince e se ne frega dalla manfrina di mercato. Quindi la domanda è: ma prima del proclamo non è più saggio ficcarci dentro il contenuto? Le voci isteriche di trasferimenti fulminei lasciano il tempo che trovano (se ce n’è di tempo), vedi Ledesma: Inter sì Inter no, ma forse Genoa. Noi vogliamo mandare all’inferno tutte queste voci. Sembrano quelle dei demoni urlanti: urlano urlano, ma stanno al loro posto. Tanto chiasso per niente.
Joni Scarpolini





