La 14^ di Serie A tra Paradiso e Inferno
Per andare in paradiso ci vuole Klaas
Se ci dicessero che il trapasso dall’inferno al paradiso dura centoventi secondi e che per raggiungere la beatitudine devi infilarci due capolavori, bè, noi ci proveremmo volentieri seppur con poca speranza, mal che vada ritorniamo in mezzo alla brace con la consapevolezza, almeno, di averci provato. Klaas Jan Huntelaar ci ha provato ed è rinato a Catania, gettato dentro da Leonardo per mangiucchiarsi le ultime briciole di una gara insipida destinata allo zero a zero e tornato il cacciatore che la metteva in rete a mitraglia con la casacca dell’Ajax e che il Milan, l’estate scorsa, ha preferito ai vari Dzeko e Luis Fabiano sradicandolo dalla malinconia madridista per 15 milioni di euro. Due gol di classe che fa quasi rima col suo nome, il secondo alla Van Basten, olandese come lui. In questo Diavolo imprevedibile votato all’attacco sbarazzino, le punte si stanno svegliando a turno: in principio fu Inzaghi, poi fu la volta di Pato, a seguire Dinho, Borriello, ora Huntelaar. Tanta roba per Leonardo, che nel recupero del recupero, in centoventi secondi, si è ritrovato improvvisamente a 7 punti dal paradiso nerazzurro. Che Klaas.
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Signora, gradisce una purga?
Non è ancora inferno pieno, ma purgatorio sì. La Juve stecca a Cagliari nel pomeriggio e si fa far oplà dal Milan in tarda serata, scivola al terzo posto e l’Inter scappa anche all’autovelox. Non gira nulla in Sardegna, Ferrara non riesce a plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza e lamenta – taaac – alcune decisioni arbitrali. Amauri sembra quello dei tempi di Napoli, Diego ha dimenticato l’estro negli spogliatoi del Werder, Del Piero comincia ad avere la sua età , la difesa pastafrolleggia così come il centrocampo, nonostante il rientro di Sissoko, ha le parvenze di un tornello devastato dove passano gli ultrà in massa e in scioltezza. In Champions non c’è identità europea, in campionato manca la convinzione di poter essere l’antagonista numero uno dell’Inter. C’è semmai insicurezza nei propri mezzi, a dispetto di una campagna acquisti deluxe. E tutto questo a una settimana dal derby d’Italia. Una settimana di tempo per purgarsi.





