Juventus, passo da retrocessione
La Juventus continua a non vincere e raccoglie il secondo pareggio dell’era Zaccheroni. Contro il Livorno finisce 1-1. Apre le marcature Filippini a cui risponde Legrottaglie nel finale di 1° tempo. Nella ripresa la squadra bianconera (che gioca con la difesa a tre) si ripresenta in campo con piglio più deciso ma si spegne col passare dei minuti e chiude la gara in 10 a causa dell’espulsione di Melo.
IL COMMENTO – Dal punto più alto al punto più basso. Nel giro di otto partite, dall’Inter al Livorno, la Juventus è riuscita nella “storica” impresa di vincere una sola gara, quella di Parma, e ottenere la miseria di cinque punti in otto incontri. Lo score dei bianconeri è imbarazzante: 1 vittoria, 2 pareggi e 5 sconfitte (tre in casa). Una media punti da zona retrocessione: peggio hanno fatto solo Parma e Siena. Per capire l’involuzione incredibile di Del Piero e compagni vanno però presi in considerazione anche altri dati significativi. All’indomani del successo sull’Inter (15^ giornata, 5 dicembre), i bianconeri potevano vantare il secondo miglior attacco del campionato insieme al Genoa e alle spalle solamente dei nerazzurri di Mourinho. Da allora, la Juve ha segnato sette gol (nemmeno uno a partita) e ne ha subiti 14. Perdendo, tra l’altro, quasi tutti gli incontri disputati in casa. L’allarme, insomma, nonostante il passaggio di consegne da Ferrara a Zaccheroni, resta altissimo. Perché la Juve fa una fatica tremenda ad andare in gol e perché, soprattutto, come sottolineato anche dal nuovo tecnico, subisce gol incredibili. La rete di Filippini, “gigante” del Livorno, è solo l’ultimo di tanti episodi sconcertanti. Sta di fatto che, come detto, se il campionato fosse cominciato alla 16.ma giornata, la Juve sarebbe terz’ultima davanti solamente a Siena e Parma (4 punti). Avrebbe, in altre parole, un ruolino di marcia da retrocessione.
Riccardo Di Pillo



