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	<title>Stadio Sport</title>
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	<description>Il magazine sportivo diretto da Gaetano Alfano</description>
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		<title>Juve, sorride solo Del Piero</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 18:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristiano Scarrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pareggio ricco di emozioni tra Juventus e Siena nell’ultima giornata di campionato con tre reti da ambedue le parti. Avvio sprint per i bianconeri di sponda piemontese che in 10 minuti cercano di chiudere la pratica con il goal 300 e 301 in carriera di Alex Del Piero e una bomba dalla distanza di Candreva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2022" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/melo.jpg"><img class="size-medium wp-image-2022" title="melo" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/melo-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pareggio ricco di emozioni tra Juventus e Siena nell’ultima giornata di campionato con tre reti da ambedue le parti. Avvio sprint per i bianconeri di sponda piemontese che in 10 minuti cercano di chiudere la pratica con il goal 300 e 301 in carriera di Alex Del Piero e una bomba dalla distanza di Candreva. Solo illusione. Infatti gli ospiti pareggiano alla fine con Maccarone e con la doppietta dell’algerino Ghezzal.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; La squadra che nelle ultime uscite ha impressionato positivamente il pubblico si scontra ancora una volta contro un muro chiamato, in questo caso, Siena. La partita sulla carta era scontata tanto che i bookmakers non quotavano nemmeno il 3-3 finale. Una partenza scattante che faceva subito pensare ad una goleada o comunque a un risultato già scritto. Come visto in altre occasioni la squadra si è rilassata troppo e imbarazzanti errori difensivi (Grygera in primis) hanno permesso un impensabile pareggio. Anche in questo caso possiamo trovare molte cause come gli infortuni (60 con quelli recenti di Legrottaglie e Manninger) e di sicuro ancora un po’ di affaticamento dall’ultimo appuntamento in coppa. Segnali allarmanti poiché in tutti i reparti le scelte valide in questo periodo sono ben poche. Il ritorno di Giorgio Chiellini potrà sicuramente giovare alla difesa che è stata messa fortemente in dubbio proprio negli ultimi incontri e ridare quindi splendore a un po’ tutta la macchina. Scelte forzate quindi per assicurare il passaggio del turno giovedì in Inghilterra e cercare di assicurarsi il vero obbiettivo stagionale ancora rimasto a galla. Domenica c’è la Samp e sarà importante non avere un ulteriore calo per non perdere di vista questo ambito quarto posto che potrebbe già delineare i progetti e le speranze della prossima stagione.</p>
<p><em>Cristiano Scarrone</em></p>
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		<title>ESCLUSIVA &#8211; Luca Serafini: Il Milan non poteva lottare su due fronti. Berlusconi non è contento del suo staff</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaetano Alfano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La redazione di Stadio Sport ha contattato in esclusiva Luca Serafini, giornalista Mediaset e opinionista di Milan Channel, per analizzare il momento del Milan, dall’eliminazione in Champions alla possibilità di lottare per lo scudetto.
Il Milan ha subito una sconfitta umiliante contro il Manchester e ha detto addio alla Champions. Tutto l&#8217;ambiente era fiducioso, ma cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/serafini.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2015" title="serafini" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/serafini.jpeg" alt="serafini" width="300" height="223" /></a>La redazione di Stadio Sport ha contattato in esclusiva Luca Serafini, giornalista Mediaset e opinionista di Milan Channel, per analizzare il momento del Milan, dall’eliminazione in Champions alla possibilità di lottare per lo scudetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Milan ha subito una sconfitta umiliante contro il Manchester e ha detto addio alla Champions. Tutto l&#8217;ambiente era fiducioso, ma cosa è mancato in quella serata?<br />
</strong>Nesta, Pato, Seedorf e Inzaghi tutti al cento per cento erano la condizione per sperarci. L&#8217;ambiente era fiducioso? Nessuno si dichiara battuto in partenza, ma dopo l&#8217;1-0 l&#8217;impianto si è sfaldato. Meglio così, il Milan non riusciva ad arrivare in fondo nelle due competizioni negli anni d&#8217;oro, non ci sarebbe riuscito tanto meno oggi. Meglio che si concentri su uno scudetto possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Crede che Leonardo abbia sbagliato qualcosa nella gestione della gara?<br />
</strong>Non è il solo, la valutazione sulle condizioni e la gestione di Nesta e Bonera non è dipesa solo da Leonardo. Non è stato carino chiedere a Inzaghi di entrare sul 3-0, l&#8217;avrei messo nell&#8217;intervallo, almeno il traguardo del suo record avrebbe avuto più chances di essere raggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; possibile che la troppa convinzione di poter ribaltare il risultato abbia portato a sottovalutare la forza degli avversari?<br />
</strong>Non sono affatto convinto che qualcuno al Milan fosse davvero ottimista sulle possibilità di eliminare il Manchester.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di cosa ha bisogno questo Milan per tornare ad essere protagonista in Europa?<br />
</strong>Di ciò che ha bisogno per essere competitivo a tutti i livelli: un uomo per reparto, giovane e già affidabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come giudica lo scarso impiego di Inzaghi a favore di Huntelaar?<br />
</strong>Gli allenatori fanno valutazioni globali sull&#8217;economia della tattica e della squadra. Huntelaar ha dimostrato di poter essere utile anche in un ruolo dove Inzaghi non potrebbe giocare. Personalmente avrei messo Pippo più spesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito dell&#8217;olandese. Crede che resterà al Milan anche la prossima stagione?<br />
</strong>Penso di sì, il che non esclude che il Milan dovrà prendere un&#8217;altra punta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si è letto sui giornali che il presidente Berlusconi abbia spento la tv sul 2-0. Cosa ne pensa? Non crede che un presidente dovrebbe stare più vicino alla sua squadra e soprattutto non abbandonarla nel bisogno?<br />
</strong>E’ quello che ha sempre fatto, ma il suo atteggiamento negli ultimi anni è cambiato radicalmente. Credo che il suo tarlo sia la gestione del club che viene fatta in via Turati, non è un mistero che avrebbe voglia di cambiare staff ma che non lo fa per una lunga serie di motivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiudiamo con un dato statistico: l&#8217;ultima volta che il Milan fu eliminato dalla Champions con il punteggio di 4-0 (Deportivo La Coruna) vinse lo scudetto nello stesso anno. Visti i recenti risultati dell&#8217;Inter, pensa che il Milan possa vincere lo scudetto quest&#8217;anno?<br />
</strong>Deve crederci e soprattutto non perdere altri pezzi importanti. Pochi in queste ore hanno detto che Beckham stava giocando col Chievo l&#8217;unica partita, quest&#8217;anno, all&#8217;altezza della passata stagione e per questo il suo infortunio è ancora più grave per la squadra. Ci vuole il miglior Pato insieme con Seedorf. Personalmente credo che in certi ruoli ormai non ci sia più alcun dubbio: i titolari devono essere Oddo a destra, Antonini a sinistra, Flamini a centrocampo. E forse sarebbe il caso di rispolverare Kaladze che dopo otto anni eccellenti non può essere diventato una schiappa.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La redazione di Stadio Sport ringrazia il sig. Serafini  per la sua disponibilità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gaetano Alfano</em></p>
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		<title>La Roma si riscopre fragile</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 12:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un pareggio amaro, denso di rimpianti. La trasferta della Roma a Livorno si conclude con un nulla di fatto, in chiave scudetto. Per due volte in vantaggio, i giallorossi sbagliano il rigore del 4-2 a fine primo tempo e nella ripresa subiscono il penalty del 3-3. L&#8217;ennesima grande chance gettata al vento, dopo quelle di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2012" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/mexes1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2012" title="mexes" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/mexes1-300x183.jpg" alt="Foto BARTOLETTI" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto BARTOLETTI</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un pareggio amaro, denso di rimpianti. La trasferta della Roma a Livorno si conclude con un nulla di fatto, in chiave scudetto. Per due volte in vantaggio, i giallorossi sbagliano il rigore del 4-2 a fine primo tempo e nella ripresa subiscono il penalty del 3-3. L&#8217;ennesima grande chance gettata al vento, dopo quelle di Cagliari e Napoli, aumenta la delusione in seno alla tifoseria. Nulla è perduto, questo è bene dirlo. A dieci giornate dalla fine, con un Roma-Inter alle porte, sognare è ancora possibile. Ma Claudio Ranieri dovrà rimettere presto in carreggiata il proprio team, riscopertosi improvvisamente fragile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; Dieci gol incassati in quattro delle ultime sei gare disputate. Dieci pesantissime reti, che alla Roma son costate l&#8217;eliminazione dall&#8217;Europa League e quattro punti persi in campionato. Che cosa succede? Il discorso ovviamente non può restringersi solo alla difesa, bensì all&#8217;intera squadra. Il primo problema è sotto gli occhi di tutti. La Roma, dagli inizi di febbraio, vive un periodo di evidente calo atletico. A Livorno qualche miglioramento si è visto, in tal senso. Gli otto giorni abbondanti di riposo, dopo lo 0-0 con il Milan, hanno permesso al gruppo di recuperare fiato, e per un&#8217;ora la Roma è andata a vele spiegate. Dal 60&#8242; in poi, la sofferenza l&#8217;ha fatta da padrona. Giocatori stanchi, fiacchi e privi di sufficienti energie per tentare di segnare il quarto gol. Oltre al discorso fisico, c&#8217;è da analizzare l&#8217;avaria del reparto arretrato. Fino ad oggi, la difesa romanista è stata retta da un monumentale Juan e dal concreto Burdisso. Sono bastati alcuni piccoli cambiamenti di Ranieri, e riecco gli spettri della passata stagione. Si è rivisto Mexés in coppia con Juan in un paio di occasioni: all&#8217;Olimpico contro il Panathinaikos e domenica a Livorno. Risultato? Sei gol incassati, un disastro. Non è la prima volta che i due, in tandem, faticano a trovare l&#8217;intesa. Se poi il brasiliano, come accaduto al &#8220;Picchi&#8221;, si prende una giornata di &#8216;relax&#8217;, per la Roma è notte fonda. Il guasto, ovviamente, non è solo in mezzo ma anche sugli esterni. Se a Riise gli si può imputare poco (il norvegese è molto stanco, vista la quantità enorme di partite consecutive disputate), Motta e Cassetti continuano ad alternarsi a destra, con risultati mediocri. Sono i problemi dell&#8217;ultima Roma spallettiana, che Ranieri aveva in parte risolto. Già da sabato, la truppa giallorossa è chiamata a mostrare il lato migliore di sé stessa. Contro l&#8217;Udinese ne mancheranno quattro per squalifica (Pizarro, De Rossi, Taddei e Mexés), ma non ci sono più scuse. La vittoria, ormai, manca quasi da un mese.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
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		<title>La 28^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IN PARADISO: GHEZZAL, RESPIRO PROFONDO
Le rimonte sono tali solo se possibili. Abdel Kader Ghezzal è uno che sa come rimontare in casa della Juve e metterci insieme la prima doppietta personale in due anni di pasta e pizza, lui che è abituato a kebab algerini e Ramadan fuori stagione. Due gol, uno di rapina l’altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IN PARADISO: GHEZZAL, RESPIRO PROFONDO</strong></p>
<div id="attachment_2000" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ghezzal.jpg"><img class="size-medium wp-image-2000" title="ghezzal" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ghezzal-300x183.jpg" alt="Foto LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le rimonte sono tali solo se possibili. Abdel Kader Ghezzal è uno che sa come rimontare in casa della Juve e metterci insieme la prima doppietta personale in due anni di pasta e pizza, lui che è abituato a kebab algerini e Ramadan fuori stagione. Due gol, uno di rapina l’altro su rigore, che permettono al Siena di concepire la salvezza non più come una mongolfiera spazzata via dal vento e a Malesani di esplodere senza troppi crismi in stile Fiorentina. Quando ormai i bianconeri minori non ci credevano più, ecco il 25enne attaccante ex Crotone bucare i guanti impolverati di Chimenti in una rincorsa inaugurata dal solito Maccarone e agevolata da un mastodontico calo di concentrazione da parte dei bianconeri maggiori, ancora ingabbiati dentro una stagione controversa. Il Siena è sempre ultimo, ma a -4 dalla linea di galleggiamento può iniziare a prendere fiato. Perché a portare le bombole d’ossigeno ci pensa Ghezzal.</p>
<p> </p>
<p><strong>ALL’INFERNO: BECKS, COME BACK!</strong></p>
<div id="attachment_2001" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/backham.jpg"><img class="size-medium wp-image-2001" title="backham" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/backham-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">No, non ci voleva. Per lui e per il Milan. Quel tendine d’achille strozzato durante un semplice disimpegno contro il Chievo decapita le possibilità di andare al Mondiale con la sua Inghilterra e complica le cose per i rossoneri che, col campionato improvvisamente riaperto, avrebbero avuto estremo bisogno dei suoi cross senza peccato in queste ultime dieci puntate di caccia all’Inter. E invece niente di tutto questo: David Beckham vola in Finlandia a ricomporre la lesione, ben consapevole che d’ora in poi il suo contributo si ridurrà al puro tifo dalla tribuna. Peccato, peccato davvero. Vederlo uscire dal campo sepolto dagli applausi degli ex tifosi delll’Old Trafford ha commosso tutto il calcio. Vederlo uscire tra le lacrime, stavolta di dolore, dall’erba del Meazza ha stretto il cuore un po’ di tutti, non solo quello del popolo milanista. Più che inferno, per Becks si tratterà di un calvario. Mentre la banda di Leonardo sembra essere uscita definitivamente dal purgatorio.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
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		<title>Il professor Seedorf fa sognare il Milan</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 18:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Frisoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Milan coglie una vittoria incredibile e insperabile nel posticipo della 28a giornata di campionato. A San Siro la squadra di Leonardo supera un ottimo Chievo grazie ad una prodezza di Clarence seedorf (entrato all&#8217;80&#8242; al posto di uno stanco Pirlo) che dopo un&#8217;azione personale conclude con un diagonale chirurgico che si insacca alla destra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1996" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/seedorf.jpg"><img class="size-medium wp-image-1996" title="seedorf" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/seedorf-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il Milan coglie una vittoria incredibile e insperabile nel posticipo della 28a giornata di campionato. A San Siro la squadra di Leonardo supera un ottimo Chievo grazie ad una prodezza di Clarence seedorf (entrato all&#8217;80&#8242; al posto di uno stanco Pirlo) che dopo un&#8217;azione personale conclude con un diagonale chirurgico che si insacca alla destra di Sorrentino. Con questa vittoria i rossoneri si portano a -1 dall&#8217;Inter in virtù della sconfitta di quest&#8217;ultima venerdì a Catania. Il campionato è, adesso più che mai, riaperto. Da registrare l&#8217;ottima prova di Pippo Inzaghi e il brutto infortunio rimediato da Beckham (rottura del tendine d&#8217; Achille). Per lui stagione finita e addio Sudafrica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. C&#8217;è voluta una gemma di un fuoriclasse assoluto per abbattere l&#8217;ordinato Chievo; e chi più di Clarence Seedorf avrrebbe potuto decidere la sfida. Lui, giocatore dotato di grandissima classe ma soprattutto di una personalità disarmante. Uno di quelli capaci di prendere in mano la squadra in momenti, come quello di ieri, dove è difficile assumersi responsablità. Proprio per questa sua capacità di mettersi in prima fila, insomma di metterci anche la faccia in molte circostanze, proprio per questo in passato ha anche rimediato qualche fischio. Non è un caso che il Milan con il &#8220;professore&#8221; in campo (così lo definiscono i suoi compagni di squadra proprio per la sua capacità di trascinare la squadra) assume un&#8217;altra identità. La squadra, con lui in campo, si sente meno responsabilizzata, perchè sa che c&#8217;è chi è capace di grandi giocate in situazioni delicate. I rossoneri hanno un grande bisogno di lui fino alla fine della stagione perchè in ballo c&#8217;è uno scudetto da cercare di conquistare e un giocatore che al 90&#8242; prende palla a cetrocampo, salta in dribbling due uomini e scaglia un diagonale da fuori area, non può che fare comodo. Dopo tutto stiamo parlando di uno dei megliori centrocampisti che il gioco del calcio ci abbia mai presentato. E noi siamo lieti di averlo conosciuto. Chapeau Clarence, chapeau!!</p>
<p><em>Pietro Frisoli</em></p>
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		<title>Inter, poca concentrazione in campionato per via della Champions</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 17:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Esposito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clamoroso al Massimino, l’Inter esce sconfitta per 3-1 dalla trasferta di Catania quasi 50 anni dopo il “clamoroso” risultato del Cibali. Dopo il vantaggio di Milito, i nerazzurri si fanno raggiungere e rimontare da Maxi Lopez, Mascara e Martinez. Aldilà dello sviluppo della gara, fortemente condizionato dal modulo troppo spregiudicato e dall’espulsione di Muntari, l’Inter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1992" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/zanetti.jpg"><img class="size-medium wp-image-1992" title="zanetti" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/zanetti-300x184.jpg" alt="Foto LAPRESSE" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Foto LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Clamoroso al Massimino, l’Inter esce sconfitta per 3-1 dalla trasferta di Catania quasi 50 anni dopo il “clamoroso” risultato del Cibali. Dopo il vantaggio di Milito, i nerazzurri si fanno raggiungere e rimontare da Maxi Lopez, Mascara e Martinez. Aldilà dello sviluppo della gara, fortemente condizionato dal modulo troppo spregiudicato e dall’espulsione di Muntari, l’Inter sta vivendo un momento davvero difficile, proprio in coincidenza della doppia sfida Champions con il Chelsea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; Negli anni scorsi i meneghini, pur uscendo sempre malconci dalle sfide decisive europee, avevano sempre saputo rialzarsi in campionato; quest’anno invece sta succedendo il contrario: dopo l’incoraggiante vittoria della gara d’andata contro i blues, i nerazzurri non hanno più trovato la necessaria concentrazione in campionato. Senza nulla togliere alle squadre che hanno messo in difficoltà i campioni d’Italia, è stato evidente che, almeno sotto il punto di vista della concentrazione, l’Inter ha spesso approcciato alle gare nella maniera sbagliata. Martedì c’è la sfida di ritorno con gli uomini di Carlo Ancelotti e per l’Inter sarà il momento clou: passando il turno i nerazzurri potrebbero riacquistare quella fiducia necessaria tanto in Champions, quanto in campionato; perdendo potrebbero esserci ripercussioni pesanti sul morale della squadra, che quindi potrebbe fare fatica anche in campionato, dove c’è il Milan ormai a solo 1 punto di distacco. Il giorno della verità per l’Inter sta per arrivare e siamo certi che Josè Mourinho starà preparando al meglio la squadra per farsi trovare pronta al momento decisivo di una stagione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alessio Esposito</em></p>
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		<title>Campionati esteri, Rooney re di Manchester</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Della Pergola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Campionati Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora Rooney e ancora Manchester United. Bella prova degli uomini di Ferguson che vincono 3-0 contro il Fulham e mantengono il primato con 2 punti di vantaggio sul Chelsea ma con una gara in più rispetto ai Bleus che, intanto, si sbarazzano facilmente del West Ham con un secco 4-1. Stesso punteggio anche per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1988" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/fulham-manchester.jpg"><img class="size-medium wp-image-1988" title="fulham-manchester" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/fulham-manchester-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ancora Rooney e ancora Manchester United. Bella prova degli uomini di Ferguson che vincono 3-0 contro il Fulham e mantengono il primato con 2 punti di vantaggio sul Chelsea ma con una gara in più rispetto ai Bleus che, intanto, si sbarazzano facilmente del West Ham con un secco 4-1. Stesso punteggio anche per il Real Madrid che, dopo l&#8217;eliminazione dalla Champions, reagisce così, asfaltando il Valladolid. Se i Blancos stravincono, non è da meno il Barcellona che si aggrappa al solito Messi (tripletta per lui) e vince 3-0 contro il Valencia. Intanto vincono tutte in Bundesliga. Il Bayern Monaco, a fatica, 2-1 contro il Freiburg penultimo, il Leverkusen 4-2 contro l&#8217;Amburgo e lo Shalke, sempre secondo, 2-1 contro lo Stoccarda. Chi non vince più invece è il Bordeaux. Ennesimo pareggio per gli uomini di Blanc (0-0 contro il Monaco) che però mantengono la testa della classifica affiancati dal Montpellier che fa 1-1 contro l&#8217;Auxerre. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; Cristiano Ronaldo aveva speso parole di elogio per il suo ex compagno dello United, definendolo uno dei giocatori più forti e più decisivi di sempre. Come a voler confermare questa ipotesi, Wayne Rooney, 25 anni, si è divertito, prima a eliminare il Milan dalla Champions con una doppietta, poi a sbarazzarsi del Fulham con altri due gol, permettendo ai Red Devils di rimanere in cima alla classifica seppur con una partita in più rispetto al Chelsea. Con la doppietta di domenica i gol stagionali per il fenomeno nato a Liverpool sono 32. Uno score davvero niente male se si considera che mancano 8 giornate alla fine della Premier e che il Manchester è in corsa ancora in Champions League. La media di Rooney è ancor più impressionante se si considera che il ragazzo è appena tornato da un infortunio e non sembra essere ancora al 100%. E nonostante questo sulla lavagnetta di Ferguson sono stati segnati 16 gol nelle ultime 11 gare. L&#8217;obiettivo finale rimane però quello delle 42 reti segnate da Cristiano Ronaldo nella stagione 2007-2008. Un paragone, quello con l&#8217;ex numero 7, che deve essere scomodo per molti, ma non per tutti e, sicuramente, non per uno come Rooney, abituato a far parlare il campo. A staccarlo da quel record ci sono 11 reti in quasi altrettante partite (o poco più in caso di passaggio del turno in Europa). Che l&#8217;impresa riesca o no il fantasma di Ronaldo (che si godrà i quarti di Champions dal divano di casa) è sempre più lontano e il cuore dei tifosi batte già per una nuova stella.</p>
<p><em>Nicola Della Pergola</em></p>
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		<title>28^ di Serie A, è più che mai corsa a tre</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 08:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1985" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ronaldinho-seedorf.jpg"><img class="size-medium wp-image-1985" title="ronaldinho-seedorf" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ronaldinho-seedorf-300x183.jpg" alt="Foto LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una strepitosa prodezza di Clarence Seedorf al 91&#8242; di Milan-Chievo riapre definitivamente la corsa scudetto. In virtù dell&#8217;1-0 maturato nel posticipo, i rossoneri si portano ad un solo punto dall&#8217;Inter, travolta venerdì sera a Catania. A -6 dalla vetta c&#8217;è la Roma, che ritrova Luca Toni ma non va oltre il pareggio in quel di Livorno. La Juve, avanti 3-0, si fa rimontare dal Siena e non approfitta del ko del Palermo ad Udine, in chiave quarto posto. Nella parte bassa della graduatoria, la lotta per evitare la retrocessione si restringe a quattro squadre: Siena, Atalanta, Livorno e Lazio. Per quest&#8217;ultima, ancora un pomeriggio drammatico: lo 0-2 contro il Bari sa di mazzata definitiva al morale dei biancocelesti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; Un finale incandescente. Dieci giornate di fuoco, un&#8217;emozione dopo l&#8217;altra. Quel che ci aspettavamo, d&#8217;altronde. Poteva sembrare utopistico immaginarlo solo un mese fa, ma ora lo &#8217;strano triangolo&#8217; è divenuto realtà. Inter-Milan-Roma: il terzetto magico si è materializzato, passo dopo passo. I nerazzurri ci hanno messo molto del loro, perdendo punti con imprevedibile regolarità. La corazzata di Mourinho, dopo qualche anno di dominio assoluto, sta mostrando una vulnerabilità insolita. La difesa comincia a perder colpi, e la concentrazione generale è ai minimi storici. I pensieri, come è normale che sia, son rivolti alla Champions. Martedì sera, allo Stamford Bridge, l&#8217;Inter potrebbe scrivere una pagina nuova ed importantissima della propria storia recente. Un appuntamento cruciale, quello contro il Chelsea. Ovvio che in campionato, l&#8217;attenzione venga meno rispetto al passato. Le avversarie, in parte, ne stanno approfittando. Nonostante tutti i problemi, il Milan è lì ad un soffio. La vittoria contro il Chievo, strappata con i denti al 91&#8242;, riporta i rossoneri in piena corsa. Certo, le assenze di Nesta e Beckham (per loro stagione finita) saranno un peso non indifferente, da qui al termine del campionato. Per l&#8217;Inter, un&#8217;eventuale qualificazione ai quarti di Champions potrebbe voler dire energie psicofisiche riservate quasi totalmente all&#8217;Europa. E allora, è giusto tenere in considerazione anche la Roma. Al momento, un terzo incomodo. La mina vagante che può inserirsi all&#8217;improvviso. La squadra di Claudio Ranieri sta passando un periodo di evidente difficoltà, soprattutto sotto l&#8217;aspetto atletico. Ma questo rientra ancora nell&#8217;ambito di un fisiologico calo di rendimento. Troppo presto, dunque, per parlare di crisi o crollo verticale. Senza dimenticare due aspetti fondamentali: lo scontro diretto con l&#8217;Inter in casa, ormai alle porte, ed il prossimo rientro in campo di un certo Francesco Totti. Dieci partite, due mesi ancora. Da vivere con passione. La storia dello scudetto è ancora tutta da scrivere.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
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		<title>GP Bahrain &#8211; Subito Ferrari, subito Alonso</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 21:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rossa è tornata, il primo Gran Premio stagionale – sul circuito di Sakhir in Bahrain &#8211; ci lascia questa certezza. Doppietta Ferrari con Alonso davanti a Massa, e i ritorni diventano tre: lo spagnolo ritrova la vittoria al primo tentativo in rosso (dopo più di un anno di digiuno, da Singapore 2008); il brasiliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1967" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Alonso.jpg"><img class="size-medium wp-image-1967" title="BAHRAIN FORMULA ONE GRAND PRIX" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Alonso-300x207.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">La rossa è tornata, il primo Gran Premio stagionale – sul circuito di Sakhir in Bahrain &#8211; ci lascia questa certezza. Doppietta Ferrari con Alonso davanti a Massa, e i ritorni diventano tre: lo spagnolo ritrova la vittoria al primo tentativo in rosso (dopo più di un anno di digiuno, da Singapore 2008); il brasiliano ritrova il podio dopo il terribile infortunio del G.P. d’Ungheria nella stagione scorsa. Dietro i ferraristi si piazza Hamilton con la sua Mclaren, con un distacco abbastanza ampio da indurre all’ottimismo. Il vero avversario delle Ferrari è stato però Vettel che per tre quarti di gara ha tenuto la testa, chiudendo poi solo quarto per un guaio agli scarichi della sua Red Bull. Punti iridati anche per Rosberg, quinto, che precede il compagno alla Mercedes, Schumacher, e il campione del mondo Button (McLaren). Chiudono la zona punti Webber (Red Bull), Liuzzi (Force India) e Barrichello (Williams). Con il nuovo sistema di assegnazione dei punteggi sono dieci i piloti premiati: 25 punti al primo e poi a scalare 18, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1. Se la classifica piloti rispecchia l’ordine d’arrivo, quella costruttori recita: Ferrari 43; McLaren 21; Mercedes 18; Red Bull 16; Force India 2; Williams 1.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211;  Se dovessimo trarre solo da questa gara indicazioni per il mondiale, il nome da affiancare ai due piloti Ferrari sarebbe senza dubbio quello di Sebastian Vettel, vero dominatore finché la sua vettura ha retto. I quattro top team la fanno comunque da padrone: Ferrari, Red Bull, McLaren e Mercedes piazzano ai primi otto posti i rispettivi piloti. Le difficoltà maggiori invece le ha avute la Hispania Racing (ex Campos Meta): Senna e Chandhock , entrambi ritirati, non sono riusciti neppure a partire dalla griglia per problemi al cambio. Non hanno finito la gara neppure le due Virgin e le Sauber, mentre le Lotus (su di una Trulli) hanno chiuso in coda a due giri da Alonso. Per tutte le nuove squadre il lavoro da fare resta enorme.</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
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		<title>Josè Mourinho &#8211; It&#8217;s my life</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Scarnera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inauguriamo questa nuova rubrica di Stadio Sport con la quale cercheremo di raccontare lo sport “a suon di musica”, sperando sia di vostro gradimento.
E&#8217; lui il personaggio indiscusso degli ultimi anni nel nostro Bel Paese. Se si parla di serie A non si può far a meno di far tornare alla mente lui, soprannominato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1963" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/mourinho7.jpg"><img class="size-medium wp-image-1963" title="mourinho" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/mourinho7-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Inauguriamo questa nuova rubrica di Stadio Sport con la quale cercheremo di raccontare lo sport “a suon di musica”, sperando sia di vostro gradimento.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; lui il personaggio indiscusso degli ultimi anni nel nostro Bel Paese. Se si parla di serie A non si può far a meno di far tornare alla mente lui, soprannominato da tutti lo “Special One”, <strong>Josè Màrio dos Santos Fèlix Mourinho</strong>, allenatore della squadra attualmente più forte in Italia, l&#8217;Inter. Ogni domenica sportiva, ogni mercoledì di Champions si attende con ansia qualche gesta del “grande”, del personaggio che anche se criticato infervora le pagine dei quotidiani più famosi e i siti che si occupano di calcio. Nel bene e nel male. Josè Mourinho, un uomo fortemente criticato e volutamente amato, un uomo capace di far parlare di sé in ogni occasione. Dove troviamo lui troviamo una marea di giornalisti al suo seguito, pronti a rivolgergli qualsiasi tipo di domanda, dove c&#8217;è lui c&#8217;è  tutto tranne il silenzio, e egli stesso sembra urlare un titolo di una canzone famosissima di Bon Jovi, “<strong>It&#8217;s my life</strong>”! E&#8217; la sua vita, è vero. Chi lo accetta bene, chi lo odia bene lo stesso. Questo il messaggio che Mou vorrebbe mandare a chi per sua fortuna o sfortuna lo segue. “E&#8217; la mia vita, è ora o mai più, perchè non vivrò per sempre, voglio vivere finché sono vivo”: così predica Bon Jovi e così sembra pensarla anche il predestinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin da piccolo l&#8217;attuale allenatore portoghese ha mostrato sempre un forte temperamento e una grande voglia di rivoluzionare e cambiare il suo mondo, il calcio, sport che per lui vale quanto una vita, la sua vita, passata in tour per l&#8217;Europa dal Portogallo all&#8217;Italia, passando per la Spagna e l’Inghilterra e ora alla soglia dei 50 anni sembra non voler dire basta alla sua voglia di non mollare mai. Ora più che mai, infatti, il tecnico sembra essere al centro di tutta quella fantastica macchina calcistica italiana e non, pronto a far parlare di sé, pronto a saltare, a sorprendere chiunque, amante della squadra nero-azzurra e non, ad attaccare gli arbitri che per uno strano gioco del destino sono sempre contro di lui, ma soprattutto pronto a meravigliare chi fino ad ora non sia ancora rimasto stupefatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo ormai al girone di ritorno della Serie A e l&#8217;Inter è in testa con 59 punti ed ha alle sua spalle una grande inseguitrice, il Milan. Tutti i tifosi (ad esclusione dei nero-azzurri) sperano in un rovescio della medaglia, gli interisti sono impauriti dalla partita persa venerdì 12 Marzo nell&#8217;anticipo contro il Catania e hanno il timore di perdere qualche colpo, e i milanisti credono nel loro sogno-scudetto. L&#8217;unico impassibile, impenetrabile è sempre lui, il fenomeno degli allenatori in questi ultimi periodi. Combatte, sfida, affronta ogni situazione con il suo solito passo, non ascolta nessuno se non se stesso. Qualcuno ha osato chiamarlo “egocentrico” e lui a questa parola non ha battuto ciglio. Mezza nazione contro ma lui continua imperterrito a seguire la strada dettata dal suo cuore, dalla sua anima, e se queste due componenti sono il risultato della passione, lunga vita ad un personaggio che sicuramente ha scritto pagine importanti del calcio e che sicuramente lascerà segni indelebili nel libro che ogni sportivo vorrebbe avere!</p>
<p><em>Elisabetta Scarnera</em></p>
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