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	<title>Stadio Sport &#187; Tra Paradiso e Inferno</title>
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	<description>Il magazine sportivo diretto da Gaetano Alfano</description>
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		<title>La 38^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In paradiso: Storari il doppiogiochista
Nessuno come lui in questo campionato. Perché nessuno come lui ha compiuto la silente impresa di portare due squadre in Champions League, una per direttissima l’altra via preliminare. Chiamatelo dunque l’uomo dalle grandi orecchie, Marco Storari, portiere del Milan all’andata, portiere della Sampdoria al ritorno. Il numero uno successore di Castellazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In paradiso: Storari il doppiogiochista</strong></p>
<div id="attachment_4175" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4175" title="Marco Storari" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/storari-300x195.jpg" alt="Foto GETTY IMAGES" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">Foto GETTY IMAGES</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nessuno come lui in questo campionato. Perché nessuno come lui ha compiuto la silente impresa di portare due squadre in Champions League, una per direttissima l’altra via preliminare. Chiamatelo dunque l’uomo dalle grandi orecchie, Marco Storari, portiere del Milan all’andata, portiere della Sampdoria al ritorno. Il numero uno successore di Castellazzi che chiude la sua doppia stagione al terzo e al quarto posto, roba che ha fatto (comunque) felice Leonardo e che ha fatto felicissimo Delneri: il risultato è lo stesso, accesso all’Europa che conta, serrando la porta con parate acrobatiche ma soprattutto efficaci. In rossonero sarebbe rimasto al 100% se non si fossero risvegliati contemporaneamente dai rispettivi acciacchi sia Abbiati che Dida. L’impresa di Marsiglia rimane una delle perle di Storari, autore di una partita da lode. La manona sul colpo di testa di Quagliarella nell’ultima giornata è invece il sigillo sull’impresa blucerchiata a cui Storari prende parte per forza di cosa dalla prima di ritorno, un’operazione di mercato in sordina che è valso doppio. Per Milan e Sampdoria.</p>
<p> </p>
<p><strong>All’inferno: Zac, il taglio che non c’è stato</strong></p>
<div id="attachment_1249" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1249" title="Alberto Zaccheroni" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/zaccheroni-300x211.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="211" /><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non è riuscito a fare il miracolo, ma forse non gli era stato nemmeno richiesto, viste la macerie in cui dal 29 gennaio scorso ha deciso di infognarsi. Non ha fatto meglio di Ferrara, e questo forse gli era stato richiesto, visti i bassissimi standard offerti dal buon Ciro. Ha perso il treno Champions, dopo aver perduto scandalosamente l’Europa League a Londra contro il Fullham. Non è riuscito a far resuscitare Diego, a scuotere i campioni del mondo appassiti Cannavaro e Grosso, a mettere il turbo ad Amauri. Solo Iaquinta gli ha dato una mano, ogni tanto Candreva, trapiantato per sbaglio nella peggior Juve degli ultimi trent’anni. Non parliamo di Felipe Melo, che ha dato dispiaceri a Ferrara e crediamo a qualunque allenatore lo avesse avuto in questa stagione. Il classico contro il Milan, perso per 0-3, è la foto sbiadita di una Signora troppo vecchia per essere vera. Zac paga per tutti, dopo aver pagato il dazio di un Benitez sempre alle costole. Poi ecco che spunta improvvisamente Delneri, perché i programmi a Vinovo cambiano ormai come banderuole. Zac lascia una squadra all’inferno. Ma forse lo sapevamo tutti fin dall’inizio: gli errori si pagano dalla testa in giù. Dunque, la purga bianconera deve iniziare dall’alto. Da molto in alto.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+38%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://ni64z.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 37^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In paradiso: la carica Di Natale
Bianconero come il pelo di un dalmata, 101 come la carica. Totò Di Natale sembra un personaggio dei cartoni animati Disney, un po&#8217; perché a Udine se lo coccolano come un cucciolo nonostante i suoi ormai 33 anni, ma soprattutto perché le sue imprese dalla mediana in su sanno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In paradiso: la carica Di Natale</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3946" title="Antonio Di Natale" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Antonio-Di-Natale-300x184.jpg" alt="Antonio Di Natale" width="300" height="184" />Bianconero come il pelo di un dalmata, 101 come la carica. Totò Di Natale sembra un personaggio dei cartoni animati Disney, un po&#8217; perché a Udine se lo coccolano come un cucciolo nonostante i suoi ormai 33 anni, ma soprattutto perché le sue imprese dalla mediana in su sanno di autentico supereroe. Persino Oliver Bierhoff si deve piegare all&#8217;evidenza: il centravanti tedesco che fece la fortuna dell&#8217;Udinese &#8216;97-&#8217;98 targato Zaccheroni scivola al secondo posto nella classifica dei marcatori stagionali dell&#8217;Udinese, lasciando il passo a Di Natale, 28 gol e nessuna intenzione di chiudere qui il bottino personale. Centoeun reti con la maglia dalmata, e tanta tanta classe: Totò si è ritagliato una grossa fetta nel cuore dei tifosi con reti di pregevole fattura e quel carisma da leader che ha trascinato i friulani verso una salvezza senza troppi patemi, almeno nell&#8217;ultimo scorcio di campionato. Lippi ha conservato per lui un posto sull&#8217;aereo che porta in Sudafrica, lui che l&#8217;azzurro l&#8217;ha vestito &#8211; oltre che durante le qualificazioni mondiali &#8211; anche agli Europei 2008 in Austria e in Svizzera, amara parentesi per colpa di quel rigore sbagliato contro la Spagna ai quarti, ma è acqua passata. A giugno Bum Bum Di Natale vuole riprendersi la rivincita. Del resto, la carica è quella giusta.</p>
<p> </p>
<p><strong>All&#8217;inferno: Tutti contro e con Totti</strong></p>
<div id="attachment_3877" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3877" title="Francesco Totti" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Francesco-Totti-300x224.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">In quattro giorni è passato dall&#8217;inferno al paradiso, dal calcione isterico sferrato a Balotelli alla doppietta salva Roma (e campionato). Francesco Totti, prima nel male e poi nel bene, non è mai stato così protagonista della vita della Capitale dai tempi dello scudetto 2001. Tra retorica esuberante e colpevolismo ostentato, in mezzo a questa marmaglia sentenziosa, c&#8217;è qualcosa di sbagliato, e cioè l&#8217;amplificazione di un gesto, seppur scorretto, che sarebbe dovuto rimanere all&#8217;interno del campo, di quella partita, di quella finale di Coppa Italia giocata soprattutto nel pre-gara, alimentata da tensione bellica e strategie psicologiche nei confronti degli avversari. La pentola bolliva e il coperchio non poteva che saltare. Certo, Balotelli non ha fatto nulla per non meritarsi il falcione della buonanotte, provoca si sa, ma crediamo non solo lui, molti lo fanno e del resto a nessuno è vietato parlare mentre si gioca. Le parole (parolacce incluse) volano, ma i fatti persistono, figuriamoci quando a bordocampo ci sono sessantamila telecamere che scannerizzano ogni tua flebile alzata di sopracciglio. L&#8217;atteggiamento generale sul capitano della Roma, però, transitato in poche ore dalla fredda condanna alla rapida santificazione, nasconde una quantità abnorme di superficialità intellettuale. Tradotto: spesso, il tempo per riflettere è direttamente proporzionale all&#8217;intenzione di cambiare subito opinione. E allora, se l&#8217;opinione si basa solo sull&#8217;onda emotiva, tanto vale non opinare e passare oltre. Senza farne un dramma nazionale. </p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+37%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://gefgo.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 36^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 10:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In paradiso: La Samp guarda le stelle
Adesso il paradiso stellato della Champions dista solo due giornate. Due come i punti che la separano dal Palermo, l’altro competitor che sogna a occhi aperti e che non ha intenzione di chiuderli fino a quando la matematica emetterà la sua sentenza. La Sampdoria di Delneri ha in pugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In paradiso: La Samp guarda le stelle</strong></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3681" title="Sampdoria" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/sampdoria-300x184.jpg" alt="Sampdoria" width="300" height="184" />Adesso il paradiso stellato della Champions dista solo due giornate. Due come i punti che la separano dal Palermo, l’altro competitor che sogna a occhi aperti e che non ha intenzione di chiuderli fino a quando la matematica emetterà la sua sentenza. La Sampdoria di Delneri ha in pugno una qualificazione nel cielo degli eroi che manca dall’epoca del presidente Mantovani, cose di vent’anni fa, ricordi che rimandano alla coppia mitologica Mancini-Vialli, pensieri impolverati che risvegliano la voglia d’Europa &#8211; quella che conta &#8211; nel cuore di tutti i tifosi blucerchiati, ora invaghiti di un altro duo da urlo, Cassano-Pazzini, diviso solo in prospettiva Nazionale. Perché Fantantonio in Sudafrica non ci sarà di certo e per i soliti motivi, mentre l’ex viola ha davanti a sé Borriello e Lippi sembra preferire il milanista. L’unico azzurro di questa squadra sorprendente è Palombo, uno che a centrocampo ci mette muscoli e cervello e che al buon Marcello piace parecchio perché somiglia a un Gattuso meno irruente e più ragionevole. La Samp insegue un sogno atteso da tanto troppo tempo. Il paradiso dista solo centottanta giri di cronometro. Passando per Palermo, la tappa più lunga di un tratto finale brevissimo.</div>
<p> </p>
<p><strong>All’inferno: Muslera fra i demoni urlanti</strong></p>
<div id="attachment_3682" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3682" title="Fernando Muslera" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/muslera-300x228.jpg" alt="Foto AP" width="300" height="228" /><p class="wp-caption-text">Foto AP</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il povero Muslera ha vissuto l’ennesima giornata d’inferno, come se non bastasse un intero campionato a piegare la schiena per raccogliere la palla in fondo alla rete. L’unica volta in questa stagione che il portierino uruguiano fa un figurone che nemmeno Buffon dei tempi d’oro, ecco che le sue parate dal sapore miracoloso vengono puntualmente sommerse da uno tsunami di fischi provenienti dalla sua stessa curva, pronta a saccagnarlo di botte fuori dai cancelli per aver tentato di ostruire la vittoria interista e di conseguenza aver dato una mano agli odiati romanisti nelle loro velleità di scudetto. Muslera si arrende alla capocciata di Samuel, ed è tripudio biancoceleste. S’inchina a Thiago Motta, e la Nord tira un sospiro di sollievo. Da non crederci. Questo è il non-calcio. Dove le imprese di un giovane valente numero uno non trovano posto. Se non per gli insulti e per l’odio. Roba da demoni urlanti. Roba da inferno.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+36%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://xsoz4.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 35^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 12:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In paradiso: Iaquinta, uomo provvidenza
Con tutto rispetto, chissenefrega se Amauri è finalmente diventato uno dei nostri grazie a quel passaporto tanto agoniato e giunto in tempo &#8220;mondiale&#8221;. Chissenefrega. L&#8217;italobrasiliano dalla chioma riccioluta ha vissuto e sta vivendo una stagione orrenda, mandarlo in Sudafrica sarebbe una bestemmia. Semmai, occhio a chi non tradisce mai le attese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In paradiso: Iaquinta, uomo provvidenza</strong></p>
<div id="attachment_3439" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3439" title="Vincenzo Iaquinta" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Iaquinta-300x168.jpg" alt="Foto LAPRESSE" width="300" height="168" /><p class="wp-caption-text">Foto LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Con tutto rispetto, chissenefrega se Amauri è finalmente diventato uno dei nostri grazie a quel passaporto tanto agoniato e giunto in tempo &#8220;mondiale&#8221;. Chissenefrega. L&#8217;italobrasiliano dalla chioma riccioluta ha vissuto e sta vivendo una stagione orrenda, mandarlo in Sudafrica sarebbe una bestemmia. Semmai, occhio a chi non tradisce mai le attese, a chi risponde alla voce non pervenuto solo a causa di un lungo in infortunio. Semmai, occhio a Vincenzo Iaquinta, uno che torna al gol dopo mesi di calvario e che si risveglia nel momento propizio, per la Juve e forse anche per la Nazionale. Lippi stravede per lui, per la sua duttilità in attacco, per il suo spirito di sacrificio che lo rende uno dei migliori centravanti del nostro campionato. Il gol contro il Ghana che spianò la strada verso Berlino quattro anni fa è un ricordo ancora troppo forte per essere cancellato nella memoria del ct. Non che la nostalgia debba diventare il miglior sponsor per Iaquinta: nell&#8217;86 Bearzot pagò con la sua stessa moneta l&#8217;eccesso di riconoscenza verso i campioni del mondo &#8216;82. Di certo, il buon Vincenzo è il miglior sponsor di se stesso, l&#8217;uomo provvidenza. Amauri si attacchi al tram, oppure al suo nuovo passaporto.</p>
<p> </p>
<p><strong>All&#8217;inferno (o quasi): Atalanta e Siena, purgate e deludenti</strong></p>
<div id="attachment_3440" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3440" title="Mutti - Atalanta" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Mutti-Atalanta-300x184.jpg" alt="Foto LAPRESSE" width="300" height="184" /><p class="wp-caption-text">Foto LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">A dir la verità, attualmente sono in purgatorio e stanno aspettando di capire se il loro posto definitivo sarà l&#8217;inferno o l&#8217;improbabile paradiso. Col Livorno già nella fossa, sono rimaste Atalanta e Siena, le due maggiori pericolanti escluse Bologna, Lazio e Catania la cui salvezza non è più un miraggio. La squadra di Mutti alterna gare importanti a prestazioni sotto i tacchi. E&#8217; vero che contro la Grande Inter c&#8217;è ben poco da fare, di certo però non è contro i nerazzurri più rinomati che bisogna fare punti salvezza. Gli uomini di Malesani sono Maccarone-dipendenti e quando non segna lui non segna praticamente nessuno, salvo Calaiò che ogni tanto la mette dentro quando però ormai il risultato ha preso altri lidi, vedi l&#8217;1-4 subito a Udine. L&#8217;inferno è dietro l&#8217;angolo e, detto in tutta franchezza, due squadre come Atalanta e Siena che in passato ci hanno abituato a un calcio non spettacolare ma sicuramente arcigno ed eroico, quest&#8217;anno hanno parecchio deluso e la retrocessione non potrà che essere la fisiologica conseguenza. A meno che la Lazio non voglia far vincere lo scudetto all&#8217;Inter e il Bologna riprenda a suicidarsi come nell&#8217;ultimo mese e mezzo.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+35%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://qr4e9.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 34^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 16:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In paradiso: Roma, strategia d’impresa
Per la terza edizione consecutiva, in paradiso ci finisce la Roma. Ma più che la Roma, più che Ranieri, stavolta, premiamo la capacità di osare (e di azzeccare) la mossa vincente da parte di allenatori strategicamente eccellenti, proprio come il buon Claudio. Strappare il cuore della Lupa alla Lupa significa avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In paradiso: Roma, strategia d’impresa</strong></p>
<div id="attachment_1879" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1879" title="Claudio Ranieri" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ranieri2-300x183.jpg" alt="Foto BARTOLETTI" width="300" height="183" /><p class="wp-caption-text">Foto BARTOLETTI</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per la terza edizione consecutiva, in paradiso ci finisce la Roma. Ma più che la Roma, più che Ranieri, stavolta, premiamo la capacità di osare (e di azzeccare) la mossa vincente da parte di allenatori strategicamente eccellenti, proprio come il buon Claudio. Strappare il cuore della Lupa alla Lupa significa avere un fegato così: Totti e De Rossi sono sclerotici e invasati, nocivi e scorbutici, e allora fuori senza troppi crismi, dentro Taddei e Menez per raddrizzare un derby in salita. Il primo viene atterrato in area e procura il rigore del pari, il secondo viene atterrato al limite e procura il rigore del definitivo vantaggio. Tutto secondo un copione cambiato in corsa, perché la Roma non poteva arrestarsi proprio sul più bello. A fine gara esultano anche i due esclusi, il capitano e il suo vice, con Francé che mostra i pollici bassi. I laziali non la prendono bene, Reja addirittura vuole che gli vengano inflitti dieci turni sabbatici, Baronio nega di aver stuzzicato Totti a inizio partita. Sono screzi post derby, nulla in confronto alla violenza imbecille che si è scatenata oltre gli spalti. Meglio guardare al paradiso giallorosso. Dove Ranieri vuole salire continuando a osare, se necessario.  </p>
<p> </p>
<p><strong>All’inferno: Livorno, il meglio gettato al vento</strong></p>
<div id="attachment_2617" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2617" title="Aldo Spinelli" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/SPINELLI-300x219.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="219" /><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Se vendi i due fiori all’occhiello, Diamanti e Candreva, non puoi pretendere di essere in zona Uefa. Spinelli ha sbagliato mercato, ha sbagliato con Ruotolo, con Cosmi, e ora sta sbagliando ancora con Ruotolo. Tanti errori di gestione e di interpretazione che si traducono in 52 reti incassate, solo 22 quelle all’attivo, ultimo posto in classifica, Serie B ad un alito. A Verona contro il Chievo il Livorno doveva dare una dimostrazione, se non di forza, quanto meno di volontà, ma la squadra è sembrata svuotata, psicologicamente incollata al suolo per via una di un stagione poco chiara anche negli obiettivi minimi, cioè una salvezza comunque alla portata e gettata al vento fin dalla prima giornata: il gioco è sempre stato fumoso, la tifoseria è in rotta col presidente dalla notte dei tempi, Lucarelli ha la sua età, Tavano non può fare miracoli da solo. Non ci vuole molto per capire che in questo campionato gli amaranto non ci sono mai stati, fisicamente e mentalmente. La Serie B non può che essere una diretta conseguenza, se ti suicidi liberandoti dei tuoi pezzi pregiati.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+34%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://ozbbg.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 33^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 17:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Paradiso: Claudio Ranieri, il primo gode
Lo dicevamo la scorsa domenica: la Roma è in paradiso già dopo la vittoria di Bari. Oggi invece viaggia nell’iperuranio, dove le idee platoniche si fanno realtà. E dove i sogni giallorossi si materializzano senza nemmeno far troppo rumore. Sì, perché tra il frastuono in loop di Mourinho e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>In Paradiso: Claudio Ranieri, il primo gode</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1416" title="Claudio Ranieri" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ranieri1-300x186.jpg" alt="Claudio Ranieri" width="300" height="186" />Lo dicevamo la scorsa domenica: la Roma è in paradiso già dopo la vittoria di Bari. Oggi invece viaggia nell’iperuranio, dove le idee platoniche si fanno realtà. E dove i sogni giallorossi si materializzano senza nemmeno far troppo rumore. Sì, perché tra il frastuono in loop di Mourinho e le vampate di entusiasmo di Galliani, ci sta l’aplomb di Claudio Ranieri che ha saputo condurre i suoi dalla linea di galleggiamento alla cresta dell’onda percorrendo tutta l’anticamera dell’anonimato, per poi spuntare all’improvviso come un coccodrillo dalle acque torbide della laguna. Adesso la Roma deve dimostrare di essere una capolista, ovvero quella squadra che quando è in testa non perde la testa, a partire dal prossimo derby, contro una Lazio risorta e adirata dopo una stagione straziante. Ma a Trigoria tutto gira per il verso giusto, e persino una campagna acquisti condotta ai minimi termini causa problemi societari (due prestiti, Burisso e Toni) sta facendo la fortuna di Ranieri, che venerdì prossimo potrebbe ricevere un favore da chi lo aveva cacciato senza troppi crismi un anno addietro: la Juve deve rinascere a Milano contro l’Inter, quella dello scudetto &#8220;di plastica&#8221;. Tra i due litiganti Ranieri vuole godere. E se gode il terzo, figuriamoci il primo.</p>
<p> </p>
<p><strong>All&#8217;inferno: Quel diavolo di uno sprecone</strong></p>
<div id="attachment_1190" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1190 " title="Milan" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/milan1-300x225.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il Milan getta nella brace le ultime velleità di scudetto rischiando persino di soccombere a domicilio per mano di un Catania cinico e corsaro. Le occasioni sono state molteplici nell’ultimo mese, ma quel pari casalingo rimediato contro il Napoli, con l’Inter congelato a un solo punto di distacco e la possibilità di balzare in testa dopo tanto inseguire e patire, sembra aver procurato ai rossoneri un’irrimediabile depressione. L’alibi potrebbe essere triplice: le assenze per infortunio di Pato, Nesta e Beckham pesano come un macigno, anche perché il Milan di quest’anno è fatto di gente imprescindibile. E il problema sta proprio qui: mentre l’Inter può scambiare a piacimento i suoi effettivi, praticamente sempre all’altezza della situazione quando c’è da sostituire il titolare di turno, Leonardo non può permettersi di smarrire Pato, perché Mancini non è la stessa cosa. Vedere ora i cugini annaspare a Firenze ed essere scavalcati da una Roma che merita quantomeno il titolo di vincitore morale della stagione, fa rabbia, molta rabbia: il miracolo di essere ora in zona scudetto è stato compiuto, con un po’ più di voglia (la partita dura novanta minuti, non quarantacinque…) e lucidità (gli assalti rossoneri dell’ultimo quarto d’ora sono confusi come un puzzle smontato sul più bello), forse il Diavolo sarebbe uscito dal pentolone per un’ultima decisiva inforcata all’Inter.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+33%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://y7gg5.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 32^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IN PARADISO: Roma, un gradino dall’Eden
Il paradiso è a un passo. Addirittura, per una decina di minuti, la banda di Ranieri ha fatto il passo più lungo della gamba, quando l’Inter era immortalata sullo 0-0 contro il Bologna in casa mentre quel gol lesto di Vucinic, pizzicato da un Toni formato trequartista, spediva provvisoriamente i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IN PARADISO: Roma, un gradino dall’Eden</strong></p>
<div id="attachment_1764" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1764" title="roma" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/roma3-300x183.jpg" alt="Foto GETTY IMAGES" width="300" height="183" /><p class="wp-caption-text">Foto GETTY IMAGES</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il paradiso è a un passo. Addirittura, per una decina di minuti, la banda di Ranieri ha fatto il passo più lungo della gamba, quando l’Inter era immortalata sullo 0-0 contro il Bologna in casa mentre quel gol lesto di Vucinic, pizzicato da un Toni formato trequartista, spediva provvisoriamente i giallorossi sul cucuzzolo solitario della graduatoria. Poi vabbè, inizia la primavera di Thiago Motta e non c’è per nessuno, né per i rossoblù, né per il Milan, nonostante la preziosa vittoria di Cagliari, ma non per la Roma, che s’impone a Bari e materializza il suo 22esimo risultato utile consecutivo. La prova del nove è stata superata ampiamente, perché se è vero che il trionfo casalingo sull’Inter di sabato scorso è sicuramente la tappa più importante di questa magnifica rincorsa, i tre punti acciuffati in Puglia sono la conferma tangibile di una squadra convinta nei propri mezzi, non solo nel proprio entusiasmo, e pragmatica oltre ogni illusione. Ranieri non vuole illudere nessuno. Il paradiso romanista, infatti, è una realtà a portata di mano.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p><strong>ALL’INFERNO: Juve alle corde, Nazionale indifesa</strong></p>
<div id="attachment_1117" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1117" title="chiellini" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/chiellini2-300x211.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="211" /><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">La Juve è come un giocattolo difettoso: lo puoi aggiustare quanto vuoi, ma i difetti di fabbrica resistono a mille tentativi di riparazione. Come dire, una cosa nata male muore peggio. E peggio di così, la creatura bianconera non poteva soccombere. Esonerato Ferrara, fuori dalla Champions, arruolato Zaccheroni,  fuori dall’Europa League, quarto posto in bilico, e meno male che Samp e Napoli zoppicano, solo il Palermo cavalca leggiadro. Ultima picconata, lo 0-3 targato Udinese, che poi non fa più così notizia, se non il fatto che il 12esimo ko segue alla vittoria ossigenante sull’Atalanta, una fugace botta di entusiasmo subito sedata domenica sera per mano non solo di Sanchez, Pepe e Di Natale ma anche e soprattutto dell’ennesima dimostrazione di imbarazzante inettitudine da parte della difesa: 47 gol subiti, uno in meno di quelli fatti. E la preoccupazione è nazionale: con un Cannavaro, un Chiellini e un Grosso così depressi e fuori forma, saremo davvero competitivi in Sudafrica? O la nostra retroguardia azzurra sarà l’orripilante facsimile di quella bianconera? Attenzione dunque: le sorti della Juve non sono così scollegate da quella dell’Italia. Lippi controlli bene il suo giocattolo, prima di farlo giocare.  </p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+32%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://xzbh7.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 31^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Felipe Melo, stacco verso il paradiso
Se ogni partita fosse contro l&#8217;Atalanta, quei 25 milioni sperperati l&#8217;estate scorsa sarebbe il miglior investimento juventino dell&#8217;ultimo decennio. Non che Felipe Melo sappia segnare solo ai bergamaschi (prima del gol alla Dea nel girone di andata ci fu il siluro contro la Roma, finito presto nel dimenticatoio), ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Felipe Melo, stacco verso il paradiso</strong></p>
<div id="attachment_2022" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2022" title="melo" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/melo-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Se ogni partita fosse contro l&#8217;Atalanta, quei 25 milioni sperperati l&#8217;estate scorsa sarebbe il miglior investimento juventino dell&#8217;ultimo decennio. Non che Felipe Melo sappia segnare solo ai bergamaschi (prima del gol alla Dea nel girone di andata ci fu il siluro contro la Roma, finito presto nel dimenticatoio), ma è innegabile che certi avversari risveglino poteri assopiti e voglia di riprendersi tutto quello che si è sprecato strada facendo. Il brasiliano, chiamato &#8220;Viola di emmenthal&#8221; da ultrà e tifosi borghesi, ha dovuto appendersi su Legrottaglie per sbattere di testa il pallone del 2-1 definitivo, immagine di uno sforzo sovrumano che l&#8217;ex centrocampista della Fiorentina ha dovuto compiere per levarsi di dosso mesi e mesi di infamia (calcisticamente parlando) e di ingiurie nei confronti del popolo bianconero che lo ha messo dietro la lavagna per i suoi troppi errori da mediano dilettante. Lui, Melo, non esulta ma si scusa a mani giunte col pubblico, perché &#8220;i veri campioni sanno chiedere perdono&#8221;. Ed è questo il punto: davvero basta una capocciata per diventare campione? Di certo, gli è bastata l&#8217;altroieri per guadagnarsi una fetta di paradiso. Da gustare almeno per una domenica.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p><strong>All&#8217;inferno: ultrà noiosi e nocivi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-1253 alignright" title="tifo napoli" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/tifo-napoli-300x186.jpg" alt="tifo napoli" width="300" height="186" />Un bu razzista vale quanto uno schiaffo e viceversa. Seedorf e Zebina, vittime entrambi dei soliti emeriti idioti. Il primo viene sommerso da cori vergognosi per tutta la partita dai 2mila ultrà laziali appollaiati al terzo anello di San Siro, il secondo si becca un ceffone in testa mentre esce dal pullman prima del match contro l&#8217;Atalanta. Non abbiamo voglia di fare la solita melina retorica, ripetitiva e assordante. Ci teniamo solo a ricordare che l&#8217;Italia è uno dei Paesi meno civili del mondo dal punto di vista del tifo calcistico. E non serve riaprire una megadiscussione che parte dalle medievali guerriglie in stile Raciti fino ad arrivare ai complimenti in loop alla mamma di Materazzi, passando per scomodi tornelli e biglietti finto-uninominali. Ricordiamo soltanto che episodi come quelli subiti dall&#8217;olandese e il francese sono ormai un rito domenicale, ed è questa la cosa più preoccupante. Si dice che un&#8217;invenzione abbia successo quando diviene la norma per tutti. Noi questi inventori di cose normali li vorremmo con molta meno inventiva. Anzi, non inventatevi più nulla, please. Siete ripetitivi.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+31%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://3oo3g.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 29^ e la 30^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IN PARADISO: ETO&#8217;O SANTO SUBITO, ANZI NON C&#8217;E&#8217; FRETTA
Eto&#8217;è è uno che sa aspettare. Eto&#8217;o è uno che torna dalla Coppa d&#8217;Africa abbacchiato per l&#8217;eliminazione e poi si accomoda serenamente in panca perché Mou nel frattempo si è preso una cotta per Pandev. Eto&#8217;o è uno che quando vede Champions non perde il vizio acquisito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IN PARADISO: ETO&#8217;O SANTO SUBITO, ANZI NON C&#8217;E&#8217; FRETTA</strong></p>
<div id="attachment_2176" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/etoo2.jpg"><img class="size-medium wp-image-2176" title="eto'o" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/etoo2-300x168.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Eto&#8217;è è uno che sa aspettare. Eto&#8217;o è uno che torna dalla Coppa d&#8217;Africa abbacchiato per l&#8217;eliminazione e poi si accomoda serenamente in panca perché Mou nel frattempo si è preso una cotta per Pandev. Eto&#8217;o è uno che quando vede Champions non perde il vizio acquisito a Barcellona e segna un gol scacciapensieri. Eto&#8217;o è uno che se c&#8217;è da rispedire i cugini a -4 non si lascia pregare e piuttosto la butta dentro in rovesciata, dopo aver fatto bottino qualche minuto prima con un bel destro a giro, chiedere info al Livorno di Cosmi. Eto&#8217;o è uno che Balotelli, lui che ha la fortuna di averlo al proprio fianco ogni santo giorno, dovrebbe prendere come esempio. Glielo ha raccomandato anche capitan Zanetti. Insomma, Samuel Eto&#8217;o è tutto questo e molto altro ancora. Se ne stanno accorgendo giorno dopo giorno in casa Inter: un campione dipinto in Spagna come un gran permaloso, ma estremamente professionale se c&#8217;è da capitalizzare uno scudetto che sembra scucito almeno sull&#8217;orlo. I nerazzurri possono fare a meno di SuperMario: SuperSamuel, in area, è imprendibile. Anche per Staffelli.</p>
<p> </p>
<p><strong>ALL&#8217;INFERNO: SIRIGU, SALUTE!</strong></p>
<div id="attachment_2177" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/sirigu.jpg"><img class="size-medium wp-image-2177" title="sirigu" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/sirigu-300x183.jpg" alt="Foto BARTOLETTI" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto BARTOLETTI</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il suo destino è un po&#8217; come quello di chi aspetta trepidante il primo (apparente) caldo di primavera: esce a maniche corte e poi si becca un accidente perché la temperatura in realtà non è propriamente quella estiva. Salvatore Sirigu esce dal suo portone al 97&#8242;, dopo una partita da Nazionale, ma azzecca il momento sbagliato, visto che dai suoi quartieri c&#8217;è un Criscito, anch&#8217;egli da Nazionale, alla disperata ricerca del gol del pari. La morale della favola dice: rigore Genoa per atterramento in area del difensore rossoblù da parte del portiere rosanero. I titoli di coda mettono poi in evidenza il nome di Houssine Kharja, che non segnava da sette mesi ma che torna a pompare la rete proprio contro il Palermo, agguantando il 2-2 nei secondi extra dei minuti di recupero. Peccato, un gran peccato per il valente numero uno siciliano, che senza il suicidio finale avrebbe consentito alla sua squadra di rimanere al quarto posto ancora più in solitaria, ma tant&#8217;è. Sirigu è uscito nel momento sbagliato e si è beccato il raffreddore. Ma uno starnuto, questo Palermo in piena corsa Champions, se lo può anche permettere.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+29%5E+e+la+30%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://x5fad.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La 28^ di Serie A tra paradiso e inferno</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joni Scarpolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IN PARADISO: GHEZZAL, RESPIRO PROFONDO
Le rimonte sono tali solo se possibili. Abdel Kader Ghezzal è uno che sa come rimontare in casa della Juve e metterci insieme la prima doppietta personale in due anni di pasta e pizza, lui che è abituato a kebab algerini e Ramadan fuori stagione. Due gol, uno di rapina l’altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IN PARADISO: GHEZZAL, RESPIRO PROFONDO</strong></p>
<div id="attachment_2000" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ghezzal.jpg"><img class="size-medium wp-image-2000" title="ghezzal" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/ghezzal-300x183.jpg" alt="Foto LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le rimonte sono tali solo se possibili. Abdel Kader Ghezzal è uno che sa come rimontare in casa della Juve e metterci insieme la prima doppietta personale in due anni di pasta e pizza, lui che è abituato a kebab algerini e Ramadan fuori stagione. Due gol, uno di rapina l’altro su rigore, che permettono al Siena di concepire la salvezza non più come una mongolfiera spazzata via dal vento e a Malesani di esplodere senza troppi crismi in stile Fiorentina. Quando ormai i bianconeri minori non ci credevano più, ecco il 25enne attaccante ex Crotone bucare i guanti impolverati di Chimenti in una rincorsa inaugurata dal solito Maccarone e agevolata da un mastodontico calo di concentrazione da parte dei bianconeri maggiori, ancora ingabbiati dentro una stagione controversa. Il Siena è sempre ultimo, ma a -4 dalla linea di galleggiamento può iniziare a prendere fiato. Perché a portare le bombole d’ossigeno ci pensa Ghezzal.</p>
<p> </p>
<p><strong>ALL’INFERNO: BECKS, COME BACK!</strong></p>
<div id="attachment_2001" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/backham.jpg"><img class="size-medium wp-image-2001" title="backham" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/backham-300x183.jpg" alt="Foto AP/LAPRESSE" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Foto AP/LAPRESSE</p></div>
<p style="text-align: justify;">No, non ci voleva. Per lui e per il Milan. Quel tendine d’achille strozzato durante un semplice disimpegno contro il Chievo decapita le possibilità di andare al Mondiale con la sua Inghilterra e complica le cose per i rossoneri che, col campionato improvvisamente riaperto, avrebbero avuto estremo bisogno dei suoi cross senza peccato in queste ultime dieci puntate di caccia all’Inter. E invece niente di tutto questo: David Beckham vola in Finlandia a ricomporre la lesione, ben consapevole che d’ora in poi il suo contributo si ridurrà al puro tifo dalla tribuna. Peccato, peccato davvero. Vederlo uscire dal campo sepolto dagli applausi degli ex tifosi delll’Old Trafford ha commosso tutto il calcio. Vederlo uscire tra le lacrime, stavolta di dolore, dall’erba del Meazza ha stretto il cuore un po’ di tutti, non solo quello del popolo milanista. Più che inferno, per Becks si tratterà di un calvario. Mentre la banda di Leonardo sembra essere uscita definitivamente dal purgatorio.</p>
<p><em>Joni Scarpolini</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=La+28%5E+di+Serie+A+tra+paradiso+e+inferno+http://43w7w.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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