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	<title>Stadio Sport &#187; Superbike</title>
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	<description>Il magazine sportivo diretto da Gaetano Alfano</description>
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		<title>Il risveglio del Samurai</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è facile, in nessun campo, fare i conti con l&#8217;anagrafe impietosa. Figuriamoci nello sport, dove il fisico è messo a dura prova e l&#8217;esser giovani e freschi agevola e non poco. Questo è vero, ma guai a fortificarsi con l&#8217;alibi della vecchiaia. Ciò non vale sempre, e soprattutto non vale in Superbike. Noriyuki Haga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-8361" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Noriyuki-Haga-300x221.jpg" alt="Noriyuki Haga" width="300" height="221" />Non è facile, in nessun campo, fare i conti con l&#8217;anagrafe impietosa. Figuriamoci nello sport, dove il fisico è messo a dura prova e l&#8217;esser giovani e freschi agevola e non poco. Questo è vero, ma guai a fortificarsi con l&#8217;alibi della vecchiaia. Ciò non vale sempre, e soprattutto non vale in Superbike. Noriyuki Haga, 35 anni da Aichi, in mezzo ai tanti veterani del campionato fa quasi la parte del giovincello. Perché il mondiale lo sta per vincere Max Biaggi, quasi 40enne, e la loro gran figura la fanno ancora tipetti del calibro di Carlos Checa (37) e Troy Corser (39). Senza dimenticare Troy Bayliss, che vinse il suo ultimo mondiale a trentanove primavere per poi abbandonare il circus non senza qualche rimpianto. Nori, dunque, non è un pensionato delle moto. Bensì, semplicemente, un pilota incappato in una stagione davvero storta e deludente.</p>
<p style="text-align: justify">Lo scorso anno fu lui, sino all&#8217;ultimo centimetro del mondiale, a contendere a &#8217;sua eccellenza&#8217; Ben Spies il titolo iridato. Forte di una Ducati veloce e di tanta motivazione, Haga conquistò vittorie in serie e mise in mostra il ben noto talento. Solo un pizzico di sfortuna e la classe del rivale Ben lo costrinsero a dire addio alla corona di campione. Il 2010 avrebbe dovuto rappresentare l&#8217;anno del gran riscatto. Se avesse condotto una stagione simile alla precedente, Nitro Nori sarebbe tuttora in lotta con Max Biaggi per il vessillo dorato. E invece, annata nera. Delle più classiche. Un fiacco inizio, l&#8217;illusione di Valencia, tante cadute sino al triste annuncio dell&#8217;addio Ducati alla Superbike. Evento che esclude Borgo Panigale dal mondiale 2011 e appieda il povero Haga.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;idea di restar fermo ha risvegliato dal torpore il Samurai giapponese, che al Nurbugring si è finalmente dato una scossa. In qualifica è rientrato in top eight dopo tempo immemore, e nelle due gare si è rilanciato con prestazioni vecchia maniera. Forte, arrembante, aggressivo. Fin troppo, vista la rovinosa caduta in prima manche, con tanto di feroce delusione. Segno dei tempi, ma se si lavora bene si può sbagliare una volta.  Non due. E infatti, al secondo start, Nori è partito bene ed è stato impeccabile per l&#8217;intera durata del GP. A cadere stavolta è stato Checa, il rivale più tembile, ed Haga è così andato liscio come l&#8217;olio verso il successo. Un gradino più alto del podio atteso sei mesi: eterno lasso di tempo per un campione come lui, veterano e autentico asso del World SBK. In estate si è vociferato di un suo imminente ritiro, anche a stagione in corso. Macché. L&#8217;Haga visto in Germania è tutt&#8217;altro che un pilota a fine carriera. Anzi. Se rimette in moto grinta e motivazioni, è ancora un fuoriclasse da titolo mondiale, sfiorato più volte e mai conquistato. Chi avrà voglia di puntare sull&#8217;usato sicuro &#8216;made in Japan&#8217;, in vista della futura stagione?</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+risveglio+del+Samurai+http://8nswx.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;impero dei britannici</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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Silverstone, basta la parola. Pochi circuiti vantano la storia e la tradizione del tracciato inglese, 70 chilometri a nord di Londra. Certo, correrci deve suscitare un&#8217;emozione particolare a chiunque. Figuriamoci a quella banda di &#8216;ragazzini scatenati&#8217; che popola il World Champion Superbike 2010. Tutti rigorosamente britannici. E la conferma che le derivate di serie non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_7454" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-7454" title="Rea-Crutchlow" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/rea-crutchlow1-300x222.jpg" alt="Cal Crutchlow (dx) e Jonathan Rea festeggiano sul podio" width="300" height="222" /><p class="wp-caption-text">Cal Crutchlow (dx) e Jonathan Rea festeggiano sul podio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Silverstone, basta la parola. Pochi circuiti vantano la storia e la tradizione del tracciato inglese, 70 chilometri a nord di Londra. Certo, correrci deve suscitare un&#8217;emozione particolare a chiunque. Figuriamoci a quella banda di &#8216;ragazzini scatenati&#8217; che popola il World Champion Superbike 2010. Tutti rigorosamente britannici. E la conferma che le derivate di serie non sono giocattolini da bimbi immaturi è arrivata proprio nel week-end della storia, della leggenda. Loro, i piloti del Regno Unito, respirando la sana aria casalinga han tirato fuori artigli felini. Uno in particolare, &#8216;occhi furiosi&#8217; Cal Crutchlow, ha dispensato spettacolo a 360 gradi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è da lui che vogliamo e dobbiamo partire. Dal presunto &#8216;erede&#8217; di Ben Spies in casa Yamaha Sterilgarda. Una responsabilità eccessiva per un ragazzotto di 24 anni reduce da un brillante trono iridato in Supersport, ma ancora lontano dall&#8217;avere classe ed esperienza degne di un campione SBK. L&#8217;anno di apprendistato di Cal ha percorso momenti difficili: cadute, ritiri, risultati non sempre all&#8217;altezza della situazione. Ma sul talento puro nessuno ha mai osato dubitare. Crutchlow è veloce, velocissimo, straordinariamente forte in prospettiva. E il dominio di Silverstone (Superpole e doppietta a suon di tempi sul giro favolosi) è solo un assaggio del suo reale potenziale. Un tipetto che la MotoGP sta cercando a tutti i costi di strappare alla SBK, piazzandolo nel team Tech3 Yamaha in sostituzione del vecchio Edwards. I giovani leoni britannici piacciono, intrigano, stuzzicano.</p>
<p style="text-align: justify;">E Cal non è il solo. Con lui Jonathan Rea, alfiere Honda, 23 anni da Ballymena (Irlanda del Nord). Uno che quando si mette in testa di andar forte, rischia di maciullare ogni concorrente. A Silverstone è giunto due volte secondo, battuto solo dal marziano col numero 35, ma dando dimostrazione di guida pulita, costanza e velocità da campione. Il terzo posto se lo son spartito i due &#8216;Leon&#8217;: in gara1 Haslam, unico vero rivale di Biaggi in chiave iridata; in gara2 Camier, fido compagno di Max e altro bel manico da tenere d&#8217;occhio in prospettiva futura. Tra champagne e festeggiamenti, il decimo week-end dell&#8217;anno Superbike è stato a forti tinte britanniche. Gli altri (spagnoli, italiani, giapponesi e quant&#8217;altro) han fatto incetta di briciole. L&#8217;effetto Silverstone ha prodotto ciò: segno che il &#8216;fattore campo&#8217;, anche nel motociclismo, gioca un ruolo fondamentale.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></div>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=L%E2%80%99impero+dei+britannici+http://7ky89.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Haslam affonda, Biaggi trionfa sulla &#8216;pista del cuore&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 15:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-6832" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Max-Biaggi5-300x192.jpg" alt="Max Biaggi" width="300" height="192" />Solo un anno fa, di questi tempi, Max Biaggi e l&#8217;Aprilia erano in piena fase sperimentale e progettuale. Erano i giorni di Brno 2009, ed il Corsaro agguantava sul circuito ceco la prima (ed unica) vittoria stagionale, coronando nel migliore dei modi l&#8217;anno d&#8217;esordio in Superbike della casa di Noale. In quei giorni, l&#8217;ipotesi di lottare per il titolo mondiale era utopia pura. Troppo lontani i rivali, tanto il lavoro ancora da fare. Dodici lunghi mesi sono passati, e proprio a Brno (la pista del cuore di Re Max) il campionato rompe definitivamente gli indugi: Leon Haslam, rivale forte e tosto, crolla inesorabilmente con la sua Suzuki. Biaggi, tanto per cambiare, vince e si porta a +68 in classifica generale. E&#8217; quasi ora di stappare lo champagne&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Prevedere un calo di Max proprio a Brno, pista che da anni lo culla da genitore amorevole, era impensabile. Haslam avrebbe dovuto compiere un miracolo nel tentativo di battere l&#8217;implacabile rivale, restando aggrappato al sogno iridato. Ma il 27enne inglese non ce l&#8217;ha fatta. Problemi di moto e gomme, unite ad uno scarso feeling col circuito ceco, hanno finito per stroncarne definitivamente ogni chance. Ottavo e decimo posto: in poche parole, un disastro. Il Corsaro? Sempre davanti, indomito e sapiente calcolatore, perfetto gestore delle risorse. Il rivale più acerrimo lo ha scovato in Jonathan Rea, alfiere del team Honda Ten Kate, restituito alle prime posizioni dopo un paio di week-end passati ad annaspare. Biaggi si è accontentato del 2° posto in gara1, non impensierendo il trionfo del nordirlandese, decidendo al contempo di bastonarlo in gara2, rifilandogli un distacco di 4&#8221;6. Vittoria di classe, potenza e prepotenza: il suggello ideale all&#8217;ennesimo week-end di gloria. Aprilia fortissima e maestra di continuità, abile a dar lezioni su lezioni ad avversari incostanti. Ancora una volta, Yamaha e Ducati (regine del campionato 2009) hanno balbettato. Il team Sterilgarda ha seminato molto e raccolto poco: un podio con Crutchlow in gara1 ed un 4° posto di Toseland in gara2. Stessa sorte per gli ufficiali di Borgo Panigale. All&#8217;anonimo Haga (6° e 5°) ha risposto un Fabrizio sfortunato nella prima uscita (ritirato per problemi tecnici) e grintoso nella seconda (terzo dietro a Biaggi e Rea). Il privato Checa ha pagato la mancanza di potenza sul dritto, correndo in difesa e perdendo la terza posizione in campionato. Sfortunata la BMW: orfana di Corser infortunato, la scuderia tedesca ha rispolverato un gran Ruben Xaus, quinto in gara1 e caduto in gara2 mentre si trovava saldamente in terza posizione. Il team di Tardozzi cresce bene, come l&#8217;Aprilia un anno fa. Se nel 2011 dovesse arrivare un vero top rider (si parla di Johnny Rea), non ci stupiremmo nel vedere la BMW in piena lotta mondiale.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Haslam+affonda%2C+Biaggi+trionfa+sulla+%E2%80%98pista+del+cuore%E2%80%99+http://3m768.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; l&#8217;anno di Re Max</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 15:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel soleggiato e più che mai estivo clima di Misano Adriatico, il mondiale Superbike  ha emesso la sua sentenza: è Max Biaggi il re assoluto di questo 2010. Impossibile fermarlo, inevitabile ammirarlo alla veneranda età di 39 anni. In terra romagnola, il romano doc ha dominato la scena conquistando la quarta doppietta stagionale, seconda consecutiva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5612" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Max-Biaggi1-300x179.jpg" alt="Max Biaggi" width="300" height="179" />Nel soleggiato e più che mai estivo clima di Misano Adriatico, il mondiale Superbike  ha emesso la sua sentenza: è Max Biaggi il re assoluto di questo 2010. Impossibile fermarlo, inevitabile ammirarlo alla veneranda età di 39 anni. In terra romagnola, il romano doc ha dominato la scena conquistando la quarta doppietta stagionale, seconda consecutiva. Concreto in qualifica, inarrestabile in gara, Biaggi ha confermato un feeling delizioso con l&#8217;Aprilia regina, sbaragliando la pur tosta concorrenza. Leon Haslam, stoico e valoroso lottatore, si accontenta delle briciole e incassa un -37 in classifica generale che sa tanto di addio ai sogni iridati.</p>
<p style="text-align: justify">Non è il caso ovviamente di affrettare i tempi. Il mondiale è ancora lungo e le sorprese son sempre in agguato. Mai campionato fu così spettacolare e avvincente, con tanti protagonisti a lottare in un clima di equilibrio generale. E qui c&#8217;è il gran lavoro dell&#8217;Aprilia e del suo Corsaro. Senza soste e senza limiti, Max ha puntato dritto all&#8217;obiettivo indovinando la formula giusta: concentrazione, cattiveria, mentalità vincente, sapiente gestione delle risorse. Tutto c&#8217;è, tutto funziona. Il risultato è un vantaggio sempre più consistente su avversari bravi e forti, ma incapaci di sfruttare con continuità il proprio potenziale. Lo stesso Haslam, sempre tosto e veloce, è risultato assente in gara1 giungendo 8° salvo poi svegliarsi nella seconda manche agguantando un sofferto podio. Resta solo il britannico a contrastare Biaggi, il resto della compagnia è ormai lontano. Lo splendido Carlos Checa, le cui speranze mondiali sono state affossate dalla doppia rottura di Miller, si è riscattato con due gare di orgoglio e sacrificio: 2° e 5°, in sella ad una Ducati privata a corto di potenza sul dritto. Gli ufficiali di Borgo Panigale, ormai compreso il concetto di stagione transitoria, lottano senza eccessive pretese. Fabrizio s&#8217;è battuto bene arrivando 4° e 3°, mentre Haga ha confezionato l&#8217;ennesimo week-end anonimo. I piloti Yamaha si son stesi a turno (Crutchlow in gara1, Toseland in gara2), regalando rari sprazzi di qualità. Chi ha vissuto un fine settimana da incubo è la Honda Ten Kate, costantemente nelle retrovie con i &#8216;desperados&#8217; Rea e Neukirchner. La BMW continua a crescere. L&#8217;eroico Troy Corser ha stampato la prima storica Superpole per il team tedesco, arrivando a podio in gara1. Globale contorno alla sostanza, che porta nome e cognome di Max Biaggi. Vero ed unico imperatore di questo mondiale Superbike.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=E%E2%80%99+l%E2%80%99anno+di+Re+Max+http://6by2f.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Max Biaggi sovrano di Monza</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 16:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed ora, provate a fermarlo. Max Biaggi è tornato a volare, dopo anni difficili e contraddistinti da un tormentone: &#8220;L&#8217;età è quella che è, giusto pensare ad altro&#8221;. Macché, il Corsaro dei Corsari non ci vuol proprio sentire. Per lui la moto è sacra, la competizione è vita. Dategli un buon mezzo, un team capace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-3851" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/MAX-BIAGGI-300x179.jpg" alt="MAX BIAGGI" width="300" height="179" />Ed ora, provate a fermarlo. Max Biaggi è tornato a volare, dopo anni difficili e contraddistinti da un tormentone: &#8220;L&#8217;età è quella che è, giusto pensare ad altro&#8221;. Macché, il Corsaro dei Corsari non ci vuol proprio sentire. Per lui la moto è sacra, la competizione è vita. Dategli un buon mezzo, un team capace ed avversari rognosi. Max vi dimostrerà che anche a 39 anni suonati si può insegnare motociclismo e regalare emozioni. L&#8217;Aprilia è ai suoi piedi, l&#8217;Italia sa di aver ancora in lui un potenziale campione iridato.</p>
<p style="text-align: justify">La Superbike, dal suo anno di nascita 1988, attende impazientemente un vincitore proveniente dallo Stivale. E dopo un dominio pluriennale di Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna (con l&#8217;unico exploit francese di Raymond Roche nel 1990), sembra finalmente esser giunto il momento d&#8217;oro. L&#8217;Aprilia ha costruito in un anno e mezzo una gran moto, affidandola al pilota idoneo. Dopo un 2009 di studio, concluso al 4° posto, Max ha preso in mano il prezioso giocattolo di Noale, portandolo ai vertici del campionato. A Monza c&#8217;è stata l&#8217;apoteosi. Prima Superpole della carriera, seconda doppietta dopo quella del 28 marzo a Portimao. Biaggi semplicemente scatenato, abile a mettere in riga gli affamatissimi avversari. Aprilia veloce sul dritto e sapientemente domata dal &#8216;Corsaro&#8217; nel misto. Leon Haslam, leader del mondiale, ha potuto solo contenere i danni salvo vedere il proprio vantaggio in classifica ridursi gradualmente. Tre punti: questo il misero bottino che divide l&#8217;inglesino del team Alstare dal gladiatore Max. Gli altri? A perder tempo, tra un capitombolo e l&#8217;altro. Jonathan Rea aveva spaventato tutti ad Assen, infilando due vittorie su due, ma a Monza è tornato ad assaporare l&#8217;asfalto. Due cadute, e lo scettro mondiale si allontana forse in maniera definitiva. La Yamaha ha ruggito in gara1, portando sia Toseland che Crutchlow sul podio, ma nella seconda manche ha concluso con un doloroso &#8216;zero&#8217;. Primo champagne per la BMW, con Corser terzo in gara2, ma per i tedeschi il mondiale è ancora un miraggio. Chiudiamo con la &#8216;triste&#8217; Ducati, ormai ombra di sé stessa. Stavolta, anche i valorosi privati hanno arrancato assieme agli ufficiali. In classifica generale si salva il solo Carlos Checa, terzo a pari punti con Rea e a -71 da Haslam. Su Haga e Fabrizio, ormai, è quasi giunto il momento di stendere un velo pietoso.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Max+Biaggi+sovrano+di+Monza+http://ob77c.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Corsaro è tornato</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 18:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-2292" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/max-biaggi-portimao-300x224.jpg" alt="max biaggi portimao" width="300" height="224" />Nuovi fenomeni? Giovani terribili? Ce ne sono eccome, nel mondiale Superbike 2010. Ma talvolta, i vecchietti dimostrano di saperli tenere a bada. E non è certo una sorpresa se il veterano in questione porta il nome di Max Biaggi. Uno che in Italia piace e non piace, a seconda delle simpatie. Quel che è evidente, a prescindere dal tifo, è la straordinaria abilità di un campione autentico. Classe 1971, una carriera infinita e ancora tante cose da dire. L&#8217;Aprilia, dopo il difficile esordio australiano, ha messo le cose a posto e fornito a Max una moto vincente. Il romano ha riscoperto odori e sapori del primato, ottenuto sia in gara1 che in gara2. Duelli accesi ed equilibrati, quelli con Haslam, conclusi allo stesso modo. Nel giro di poche ore, egual copione e identico risultato: Max batte Leon e lancia l&#8217;assalto al mondiale. In classifica sono sedici i punti di distacco tra i due, e siamo solo all&#8217;inizio. Gli altri? Dispersi qua e là. Honda e Yamaha si son spartite un podio a testa: Johnny Rea a segno in gara1, il “rookie” Crutchlow in gara2. Degli altri big non si hanno notizie. Il fresco ex della MotoGP James Toseland ha confermato di essere ancora in fase di rodaggio, barcollando nelle retrovie. Ma chi a Portimao ha deluso davvero è stato il team ufficiale Ducati. Haga e Fabrizio sono stati eliminati già al primo turno delle qualifiche, dovendo quindi partire dal fondo dello schieramento. Week-end anonimo per il romano, mentre Nori ha salvato l&#8217;onore del team conquistando per due volte la top ten. A rallegrare la casa di Borgo Panigale ci ha pensato ancora una volta Carlos Checa, in sella ad una moto privata del team Althea. Lo spagnolo non ha ripetuto il successo di Phillip Island, ma ha comunque sfornato due ottime gare concluse entrambe al quarto posto. E zitto zitto, il 38enne Carlos è terzo in classifica generale e in piena lotta mondiale. La grande rivincita dei &#8216;vecchietti&#8217; sulle nuove leve.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
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		<title>Superbike, un 2010 da urlo!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 19:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Superbike]]></category>
		<category><![CDATA[Aprilia]]></category>
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		<category><![CDATA[Leon Haslam]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; partita lo scorso 28 febbraio sul circuito di Phillip Island la ventitreesima edizione del campionato mondiale Superbike. Una stagione densa di emozioni e assai equilibrata, secondo l&#8217;opinione generale. Manca Ben Spies, mattatore del 2009, passato in MotoGP con la Yamaha del team Tech3. C&#8217;è però un folto gruppo di scalmanati pronti a tutto pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/carlos-checa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1908" title="carlos checa" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/carlos-checa-300x224.jpg" alt="carlos checa" width="300" height="224" /></a>E&#8217; partita lo scorso 28 febbraio sul circuito di Phillip Island la ventitreesima edizione del campionato mondiale Superbike. Una stagione densa di emozioni e assai equilibrata, secondo l&#8217;opinione generale. Manca Ben Spies, mattatore del 2009, passato in MotoGP con la Yamaha del team Tech3. C&#8217;è però un folto gruppo di scalmanati pronti a tutto pur di ereditare la corona iridata del fuoriclasse texano. Ben sette marche al via ed uno splendido mix di giovani terribili e vecchi leoni. Difficile indicare un favorito. Abbastanza agevole, invece, prevedere spettacolo e allo stato puro da qui sino all&#8217;ultimo week-end dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> - Conferma Ducati, sorpresa Suzuki. Le prime due manches stagionali hanno detto sostanzialmente questo, in chiave mondiale. Il team ufficiale di Borgo Panigale, orfano del manager Davide Tardozzi (passato in BMW), ha superato la delusione del mondiale perso nel 2009 e si è presentato al via della nuova stagione con rinnovati propositi di successo. Noriyuki Haga e Michel Fabrizio hanno subito assaporato il podio ed incamerato punti pesanti. La parte del leone, tuttavia, l&#8217;ha fatta la Suzuki Alstare. Il giovane inglese Leon Haslam, reduce da un ottima stagione alla Honda, ha conquistato la Superpole e vinto di prepotenza gara1. Il compagno di squadra Sylvain Guintoli ha rotto gli indugi in occasione della seconda manche, sfiorando il podio. La sorpresa più lieta è arrivata proprio in gara2, dove uno strepitoso Carlos Checa è riuscito a strapazzare i propri avversari, vincendo in sella ad una Ducati privata del team Althea. Il veterano spagnolo ha imposto un gran ritmo alla corsa, compiendo sorpassi straordinari. L&#8217;ultimo dei quali, su Haslam, a tre curve dalla fine. Capitolo flop. I neoacquisti provenienti dalla MotoGP hanno deluso. James Toseland, sostituto di Spies alla Yamaha, ha mal digerito il rientro in SBK dopo due anni: caduta rovinosa in gara1 e scialbo 10° posto in gara2. Persino peggiore la sorte di Chris Vermeulen. L&#8217;australiano della Kawasaki ha incassato un doppio ritiro, frutto di due cadute per fortuna senza conseguenze. E Max Biaggi? Il 38enne romano ha confermato i problemi dell&#8217;Aprilia in quel di Phillip Island. Già un anno fa, Max raccolse sei miseri punti in due manches. Stavolta è andata leggermente meglio, con un 5° ed un 8° posto. Ma per puntare al titolo servirà qualcosa in più. La prossima tappa è datata 28 marzo, sul fantastico circuito lusitano di Portimao. Aspettatevi un altro week-end mozzafiato.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Superbike%2C+un+2010+da+urlo%21+http://xxgbr.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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