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	<title>Stadio Sport &#187; Motori</title>
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	<description>Il magazine sportivo diretto da Gaetano Alfano</description>
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		<title>L&#8217;anno perfetto di Jorge Lorenzo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 18:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli scongiuri son consentiti, soprattutto da parte dei &#8216;lorenziani&#8217; più accaniti. Al termine del mondiale MotoGP 2010 mancano ancora nove tappe, ed è saggio mantenere i piedi ben saldi a terra. Jorge Lorenzo è lassù, in vetta, dove chiunque vorrebbe essere. Ed ha un vantaggio enorme sul più diretto inseguitore, Dani Pedrosa: 72 punti. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5319" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Jorge-Lorenzo1-300x199.jpg" alt="Jorge Lorenzo" width="300" height="199" />Gli scongiuri son consentiti, soprattutto da parte dei &#8216;lorenziani&#8217; più accaniti. Al termine del mondiale MotoGP 2010 mancano ancora nove tappe, ed è saggio mantenere i piedi ben saldi a terra. Jorge Lorenzo è lassù, in vetta, dove chiunque vorrebbe essere. Ed ha un vantaggio enorme sul più diretto inseguitore, Dani Pedrosa: 72 punti. Un divario che apparentemente non lascia spazio a dubbi. &#8216;El Porfuera&#8217; è davvero ad un passo dal trono iridato, un titolo fin qui strameritato. Parlano i numeri, i risultati, i fatti. Il talento spagnolo ha archiviato il fisiologico periodo di rodaggio in MotoGP, e appena ha potuto ha aggredito. Devastando.</p>
<p style="text-align: justify">Genio e sregolatezza. Nel calcio li chiamano così, quei talenti dotati di classe cristallina ma assistiti da un carattere non semplice che spesso e volentieri li porta a &#8217;sbagliare&#8217;. Fino a poco tempo fa, Lorenzo sembrava un calciatore prestato alla MotoGP: bravo, bravissimo, ma particolarmente sciupone e tendente al facile errore. Ma forse, dinanzi a certi sbagli a volte grossolani (le ripetute cadute del 2009 a vantaggio di Rossi han destato seri dubbi sulla reale consistenza del &#8216;campione&#8217; Jorge), è stata sottovalutata l&#8217;impressionante escalation del giovanissimo alfiere Yamaha. Un tipo che tra i 19 e i 20 anni ha messo in fila due titoli consecutivi in 250, riuscendo in sole due stagioni di MotoGP a divenire il vero antagonista di sua maestà Valentino. Il primo periodo di confronto diretto col pesarese è stato duro, ma Jorge non s&#8217;è mai depresso. Farsi abbattere? Il peggiore dei mali, soprattutto se si vuol arrivare a battere l&#8217;inscalfibile Dottore di Tavullia. No, egli ha incassato la sconfitta del 2009 e si è preparato al meglio per l&#8217;anno successivo. E ai nastri di partenza non s&#8217;è presentato un semplice pilota, bensì un&#8217;autentica &#8216;macchina da guerra&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify">Questo è il Lorenzo del 2010: nove gare, sei primi posti, tre secondi. Un ruolino di marcia straordinario, nemmeno lo spaventoso Stoner del 2007 riuscì a produrre così tanto. Gli errori? Le cadute? Roba lasciata in mano altrui: al povero Rossi, costretto al forfait causa famosa doppia frattura del Mugello; allo stesso Stoner, mai a suo agio con la Desmosedici 2010; e all&#8217;indomito Dani Pedrosa, che nell&#8217;ultima tappa di Laguna Seca ha assaggiato l&#8217;asfalto sciupando le ultime chance iridate. Jorge ha agito alla maniera del primo grande Rossi: ha guidato sfruttando la propria forza, l&#8217;abilità nel centrare il risultato, influendo psicologicamente sul rendimento altrui. Un lavoro certosino, da manuale, a dir poco perfetto. E&#8217; il 2010 da favola di Jorge Lorenzo, il potenziale dominatore della nuova era MotoGP.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=L%E2%80%99anno+perfetto+di+Jorge+Lorenzo+http://g5mhr.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le pagelle di Laguna Seca: Lorenzo assistito dagli dei, Rossi fuoriclasse consumato</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 23:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jorge Lorenzo 8: è assistito dalla passione degli dei, e se lo merita pure. Dopo un 2009 passato a ruzzolare per terra e ad ingoiare bocconi amarissimi targati Rossi, Jorge si sta riprendendo tutto con gli interessi. Fa il suo dovere da esperto ed abile manovratore del manubrio. Al resto ci pensano gli avversari, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3733" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Lorenzo-Rossi-300x200.jpg" alt="Lorenzo-Rossi" width="300" height="200" />Jorge Lorenzo 8: </strong>è assistito dalla passione degli dei, e se lo merita pure. Dopo un 2009 passato a ruzzolare per terra e ad ingoiare bocconi amarissimi targati Rossi, Jorge si sta riprendendo tutto con gli interessi. Fa il suo dovere da esperto ed abile manovratore del manubrio. Al resto ci pensano gli avversari, che a turno si eliminano lasciando campo libero alle sue imprese. Stravince a Laguna Seca, quasi in silenzio. Ormai i trionfi di Lorenzo non fanno più rumore, ci siamo abituati. Ed il titolo 2010 è ormai a pochi, pochissimi passi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Casey Stoner 6,5: </strong>il dolce profumo del nuovo contratto Honda lo ha in parte rigenerato. Il traumatico inizio di stagione è alle spalle, e Casey è tornato stabilmente ad occupare le posizioni a lui più congeniali. Ormai sul podio salta su che è un piacere, mancherebbe l&#8217;ultimo affondo. La vittoria, questa cara compagna di viaggio da tempo dimenticata. Ma forza, coraggio e volontà trionfano sempre: prima della fine dell&#8217;anno, Stoner sul gradino più alto ci tornerà.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Valentino Rossi 7,5: </strong>Laguna Seca è una delle piste più dure, da sempre. Figuriamoci per un pilota reduce da un infortunio come quello occorso a Valentino. Ma Rossi, si sa, ha qualcosa in più. Lotta, fatica, a volte sembra persino arrancare. Ma il piatto caldo è lì, pronto ad esser sfornato e condito. Dopo una trentina di giri passati a &#8216;cavarsela&#8217;, Vale vede il podio vicino e azzanna la preda Dovizioso. Terzo posto d&#8217;oro, da fuoriclasse consumato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Andrea Dovizioso 6: </strong>ragazzo serio ed ottimo pilota. Ma qualcosa sembra non andare per il verso giusto, quasi costantemente. Cosa manca caro Dovi? Un pizzico di feeling in più con la moto? Un po&#8217; di sani attributi? Non si sa. Sta di fatto che il forlivese martella e lavora, restando ai confini della &#8216;zona dei big&#8217;. Nemmeno la caduta del compagno Pedrosa lo trasforma: da dietro arriva il fenomeno col numero 46 ed il sogno di un podio americano va in frantumi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nicky Hayden 6: </strong>tra il 2005 e il 2006 spadroneggiò nei suoi States, divenendo per tutti &#8216;il mostro della Laguna&#8217;. Altri tempi, altre gare. Il Nicky di oggi ha il merito di confermarsi onesto soldato di casa Ducati. Sempre lì a martellare, pronto ad agguantare il miglior piazzamento possibile. Attendista, anche troppo. Mai un sorpasso, mai una zampata di classe. E&#8217; così che si arriva quinti o sesti. Ma per vincere, serve altro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ben Spies 6,5: </strong>ha una voglia matta di regalarsi una soddisfazione storica. Arrivare sul podio (perché no), al suo primo anno in MotoGP, a casa sua. Ben fa davvero tutto quel che può, sfruttando al massimo una Yamaha clienti un pelino (anzi, pelone) più lenta delle ufficiali. Gran tempo in qualifica, partenza super in gara e qualche pasticcio di troppo. Tra errori e rimonte, il risultato finale dice 6°. Non male, ma Texas Terror voleva di più.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Colin Edwards 5: </strong>eccone un altro che qualche anno fa dava lezioni di motociclismo sul tracciato di Laguna. Come detto, altri tempi. Ed è sempre più triste e malinconica l&#8217;involuzione di &#8216;Zio Colin&#8217;, all&#8217;apparenza un nonnetto impegnato a portare a spasso un paracarro. In realtà, a 36 anni si potrebbe ancora dire molto, anziché beccare puntualmente distacchi abissali dal più giovane (ed inesperto) compagno di squadra. Problemi di motivazioni?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Marco Melandri 5,5: </strong>prosegue la grigia stagione di Macio, con qualche alto e parecchi bassi. In America si rende autore del classico week-end anonimo. Sempre dietro, all&#8217;infinita e vana ricerca di uno spunto di qualità. Lotta nel gruppone, non va più forte del &#8216;deb&#8217; Simoncelli e alla fine chiude ottavo. Senza infamia, né lode.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Loris Capirossi 5,5: </strong>di buono ha esperienza e professionalità, che lo portano all&#8217;età di 37 anni a lottare ancora con un briciolo d&#8217;entusiasmo, rispettando il proprio mestiere e tentando sino alla bandiera a scacchi di produrre il massimo. Se poi gli dei del cielo fan cadere qualche avversario e regalano a Loris addirittura un 9° posto, è oro che cola. Tempi sempre più duri, non c&#8217;è che dire.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Mika Kallio 5: </strong>non che ci si aspettasse molto da una delle grandi delusioni della stagione. Mika non trova il feeling, e a Laguna Seca arranca ripetendo magre esibizioni precedenti. Gara scialba, sei punti in tasca e la tacita soddisfazione nel veder cadere il compagno di squadra. Il convento passa questo, del resto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Roger Lee Hayden 6,5: </strong>per uno che ha iniziato l&#8217;anno in Superbike, collezionando due punti totali in sella ad una Kawasaki privata, ritrovarsi catapultato in mezzo alle stelle della MotoGP (peraltro a casa sua) dev&#8217;esser già stata una gran cosa. In più si fa prendere dall&#8217;entusiasmo e decide di regalarsi una penultima (11°) posizione, battendo in volata il più esperto De Angelis. Oltre a Lorenzo, c&#8217;è qualcuno più soddisfatto di Roger?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alex De Angelis 5: </strong>ok, il suo non è e non sarà un lavoro facile. Sostituire Aoyama in sella ad un vero incubo qual&#8217;è la Honda Interwetten è compito da professionisti ed appassionati veri. Alex lo è ci mette il cuore, ma andar forte è pura utopia. Ci prova con l&#8217;entusiasmo, ma si ritrova di nuovo ultimo. Alle spalle (persino) dell&#8217;ultimo arrivato Hayden junior.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Aleix Espargaro 6: </strong>si approccia al week-end di gara con il solito brio ed una voglia matta di ben figurare. L&#8217;inesperienza, tuttavia, a volte si paga. In fase di piena bagarre con Capirossi e Kallio pianta le ruote della sua Ducati sulla vernice bianca di bordo pista e crolla a terra. Che delusione.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Marco Simoncelli 5,5: </strong>il Sic è uno con gli attributi, su questo c&#8217;è poco da dire. Su ogni pista martella e dà l&#8217;anima, dimostrandosi costantemente veloce. Cosa c&#8217;è che non va? Quella tendenza ormai costante nel precipitare a terra sul più bello, già mostrata in passato. Ok, è il primo anno in MotoGP e non conosceva Laguna. Ma un filino d&#8217;attenzione in più non avrebbe guastato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Hector Barbera 5,5: </strong>dopo il gran bel week-end del Sachsenring prova a ripetersi su una pista mai vista e densa d&#8217;insidie. Hectorino sale in sella alla sua Ducati e fa il massimo. Risultato? Qualche scodinzolata nelle retrovie e poi il ritiro. Pazienza, dalla prossima si riparte.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alvaro Bautista 5: </strong>primo anno di apprendistato più difficile del previsto, vista la tragicomica situazione di casa Suzuki. Alvaro s&#8217;impegna ma combina poco, e in gara è il primo a salutare la compagnia. Di questo passo, trovare un manubrio in vista del 2011 non sarà facile&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dani Pedrosa 7: </strong>si, una sufficienza piena. E meritata. Nonostante il capitombolo, la vittoria gettata alle ortiche e i 25 punti regalati in mano a Lorenzo, a Dani va comunque fatto un applauso. Pilota forte, discusso, mai troppo convincente. Sia in Germania che negli USA ha dimostrato di saper tirare fuori il meglio del proprio repertorio, sfoderando prestazioni eccellenti. La caduta? Ci può stare, capita. Ma la MotoGP ha finalmente compreso di avere in organico non un sopravvalutato d&#8217;oro, ma un campione vero.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Le+pagelle+di+Laguna+Seca%3A+Lorenzo+assistito+dagli+dei%2C+Rossi+fuoriclasse+consumato+http://qcodq.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vale, la classe non si spezza</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-7021" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/valentino-rossi.jpg" alt="Valentino Rossi" width="295" height="295" />E&#8217; passato circa un mese e mezzo da quel triste e doloroso 5 giugno. Era una tarda mattinata qualsiasi, e al Mugello volgeva al termine un normale turno di prove libere. All&#8217;improvviso, un&#8217;immagine. Brutta, struggente, drammatica. Valentino Rossi per terra, vanamente intento a rialzarsi, con una gamba messa male, molto male. Si era spezzata, la tibia destra del &#8216;Dottore&#8217;. Spezzata in due, e il sogno del 10° mondiale volò via nei cieli toscani. Impietoso l&#8217;esito degli esami medici: frattura scomposta ed esposta di tibia e perone. Tempi di recupero? Quattro o cinque mesi. In pratica, stagione conclusa. In pochi, durante quei tristi momenti, avrebbero creduto di poterlo rivedere in pista così presto. Ma il tempo è oro, e non va perduto. Valentino è (già) tornato.</p>
<p style="text-align: justify">Qualcuno storse il naso, circa 10 giorni fa, alla notizia del &#8216;test sperimentale&#8217; che Rossi avrebbe compiuto a Brno in sella ad una Yamaha Superbike. In pista così presto? Troppo rischioso. E poi per provare cosa? Chissà quanto tempo dovrà ancora passare prima di rivederlo immerso in un vero un week-end di gara. Già, probabilmente nessuno osava immaginare cosa frullasse nella testa del Dottore. Sachsenring, 18 luglio, con un mese esatto di anticipo rispetto alle previsioni più ottimistiche. Vale ha provato, ha guidato bene, si è sentito a suo agio in sella al giocattolo. Pazienza se una volta sceso dalla moto, le stampelle fossero ancora lì ad accompagnarlo per la quotidiana routine. In pista non servono. In pista servono classe, cuore, grinta, lucidità. Qualità che Valentino ha voluto di nuovo mettere al servizio dello sport, regalandoci qualcosa di straordinario. <em>&#8220;Corro al Sachsenring, mi sono stancato di stare a casa&#8221;</em>. &#8216;Vai piano&#8217;, qualcuno gli avrà intimato. Accontentati di una posizione di rincalzo, senza prenderti troppi rischi. Ma Rossi non sarebbe Rossi se non riuscisse ogni volta a stupire. In prova e in qualifica tempi competitivi, e in gara un piccolo grande &#8216;capolavoro&#8217;. Un&#8217;eventuale vittoria sarebbe stata epica, da marziano vero. No, Vale è un essere umano, però &#8217;speciale&#8217;, unico nel suo genere. Con una gamba ancora devastata da ferite e brutti ricordi, egli è sceso in pista e ha martellato, sfiorando un podio leggendario. Splendidi duelli, belle battaglie, divertimento allo stato puro. E&#8217; tornato a far ciò che gli è sempre piaciuto, non per obiettivi improbabili (il titolo mondiale è ormai pura utopia) bensì per passione. E per questo Rossi merita un grande ed immenso applauso. Dai suoi tifosi più cari ma anche da chi non lo ha mai visto in simpatia. Un fenomeno del genere andrà sempre e solo rispettato.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Vale%2C+la+classe+non+si+spezza+http://z2kdi.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le pagelle del Sachsering: Pedrosa super, Lorenzo ragioniere provetto, Rossi pazzesco</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 14:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dani Pedrosa 10: sui virtuosi saliscendi del Sachsenring si trova a meraviglia e lo dimostra anche stavolta. In prova lavora bene e col massimo impegno, sa che in gara i frutti arrivano. Parte forte, sta incollato a Lorenzo, prova a passarlo ma non ce la fa. Al secondo via è scatenato: tempi da paura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-4769" title="Dani Pedrosa" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Dani-Pedrosa1-300x224.jpg" alt="Dani Pedrosa" width="300" height="224" /><strong>Dani Pedrosa 10:</strong> sui virtuosi saliscendi del Sachsenring si trova a meraviglia e lo dimostra anche stavolta. In prova lavora bene e col massimo impegno, sa che in gara i frutti arrivano. Parte forte, sta incollato a Lorenzo, prova a passarlo ma non ce la fa. Al secondo via è scatenato: tempi da paura e &#8216;ciao ciao&#8217; al connazionale. Vince, anzi stravince la gara e (forse) riapre il mondiale. Di certo, classifica alla mano, l&#8217;unico che può impensierire Jorge è lui.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Jorge Lorenzo 8: </strong>funambolico missile ma anche ragioniere provetto. Jorge è inscalfibile, e dove comprende di non poter vincere s&#8217;accontenta. Stampa la pole e prova a far la voce grossa in gara, come suo solito. Bella partenza, subito in testa ma stavolta niente allunghi. C&#8217;è Pedrosa che preme e che passa. Lorenzo capisce e agguanta un 2° posto che fa mondiale.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Casey Stoner 6,5: </strong>bello, bellissimo il sorpasso all&#8217;ultima curva su un Rossi eroico. Segnale importante di vitalità, da parte di un pilota apparentemente spento e demotivato. La Honda chiama, e Casey attende solo che la stagione finisca per cambiar team. Nel frattempo porta a spasso la sua Ducati, non come ai vecchi tempi. Volitivo sì, ma poco incisivo. Il suo 2010 è sempre più insipido.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Valentino Rossi 8,5: </strong>che dire, ci ha sorpreso anche stavolta. Per un minuto o forse più abbiamo anche sperato di vederlo là davanti, in lotta con Pedrosa e Lorenzo. No, era decisamente troppo. Ma per il primo week-end post convalescenza di più non si poteva chiedere. Vale è stato grande, fin da subito. Buoni tempi in prova, seconda fila in qualifica ed una gara passata interamente ad attaccare con tanto di podio sfiorato. Pazzesco, per uno che se ne va in giro per il paddock in stampelle&#8230;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Andrea Dovizioso 5,5: </strong>ci si attende il salto di qualità, che sembra non arrivare mai. Il &#8216;Dovi&#8217; è un professionista esemplare e lo dimostra anche al Sachsenring, ottenendo un 5° posto non da buttare. Ma certo, vorremmo vederlo là davanti a lottare con i migliori, anziché difendersi dagli attacchi del privato Simoncelli. Prende paga dai fantastici quattro, Rossi compreso.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Marco Simoncelli 7: </strong>è chiamato a riscattare l&#8217;occasione sciupata a Barcellona, allorché cadde mentre era in sesta posizione. Il Sic è scatenato e confeziona una gara d&#8217;altri tempi. Prova a portare la sua Honda privata più in alto possibile, lottando con ufficialissimi del calibro di Rossi, Dovizioso e Hayden. Chiude 6°, nel panino di Dovi e Nicky, riprendendosi quanto perduto in Catalogna. Ottimo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Nicky Hayden 6: </strong>sufficienza meritata per il compitino portato a casa. E&#8217; bello vederlo lottare con entusiasmo, segno che motivazione e voglia di far bene non mancano. Traversi ed ingressi curva a volte esagerati piacciono alla platea, ma all&#8217;atto pratico resta un 7° posto con poco sapore. E&#8217; vero che la Ducati 2010 non è un fulmine, ma si può e si deve far di più.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Ben Spies 5,5: </strong>su piste a lui sconosciute lo abbiamo visto andar più forte, anche nel corso di questa stagione. Ma il Sachsenring, evidentemente, non deve essergli entrato nelle grazie. Ben rantola per due giorni, senza feeling con la sua Yamaha e girando sempre su tempi alti. Lotta finché può, e porta a casa il massimo (un 8° posto).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Hector Barbera 7: </strong>si regala cinque minuti di gloria al via, sfruttando l&#8217;ottima posizione in griglia (6° tempo in qualifica, bravo!) scattando meravigliosamente e infilandosi in zona podio alla prima curva. Seppur per poche curve si trova in mezzo ai grandi e si diverte, poi viene inevitabilmente risucchiato dal gruppone. Piace e si piace, lotta e bada al sodo. Termina 9° portando a casa altri punti. Un debuttante che sta lavorando bene.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Marco Melandri 5: </strong>l&#8217;uomo guida del team Gresini dovrebbe essere lui, visti gli anni d&#8217;esperienza e di corse alle spalle. Ma l&#8217;omonimo Simoncelli lo sta letteralmente soppiantando da tre week-end a questa parte. In Germania Macio fa fatica, va lento e si ritrova immerso in un week-end anonimo e triste. Chiude 10°, lontanissimo dalle posizioni che contano.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Loris Capirossi 5: </strong>che dire, il professionista esemplare va sempre lodato. Va piano, ma nella sua lentezza trova il modo di divertirsi e lottare con De Angelis per evitare l&#8217;ultimo posto finale, con tanto di cavalleresca stretta di mano al collega. Brodino. Anzi meno. Ma questo è quel che passa il convento. Segno di una stagione disastrosa, purtroppo ancora lontana dal concludersi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Alex De Angelis 6: </strong>nel week-end del gran rientro di Rossi, anche il buon Alex zitto zitto si riappropria di una MotoGP in sostituzione di Aoyama. L&#8217;Honda privata Interwetten non è un fulmine, ma al sanmarinese basta e avanza per ridarsi vigore ed entusiasmo. Chiude ultimo (12°) ma porta a casa i primi quattro punti. Sempre meglio che rantolare in Moto2&#8230;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Mika Kallio 4: </strong>confeziona l&#8217;ennesimo fine settimana anonimo del suo 2010, cadendo alla prima curva della seconda partenza. Con quattro piloti in meno poteva combinar qualcosa di buono, ma Mika ha preferito stendersi. Contento lui.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Aleix Espargaro 6: </strong>fa il massimo con professionalità ed entusiasmo, come suo solito. Lavora bene in qualifica entrando nella top ten (di nuovo più veloce di Kallio) ma in gara è sfortunato: trova sulla sua strada la Honda di De Puniet e viene travolto. Che spavento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Alvaro Bautista 5: </strong>il quinto posto di Barcellona ha illuso fin troppo. La Suzuki torna rapidamente al buio ed Alvaro si ritrova a lottare nelle retrovie. Inoltre, viene colpito dalla sfortuna finendo coinvolto nell&#8217;incidente di De Puniet.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Randy De Puniet 6: </strong>patatrack! Che disastro. La sfiga maledetta rovina la stagione migliore di Randy in MotoGP. Due cadute letali nell&#8217;arco di due giorni: la prima in qualifica (a causa dell&#8217;olio perso dalla Yamaha di Lorenzo), la seconda in gara. Risultato? Frattura di tibia e perone, proprio come Rossi. E arrivederci ai GP, almeno per un po&#8217;&#8230;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Colin Edwards 5: </strong>ormai triste e afflitto, Colin non riesce a darsi una scossa. Anzi. Nel week-end del Sachsenring non solo va lento (sai che novità&#8230;), ma in gara si stende e saluta per primo la compagnia. Amarezza profonda.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Le+pagelle+del+Sachsering%3A+Pedrosa+super%2C+Lorenzo+ragioniere+provetto%2C+Rossi+pazzesco+http://kp5o7.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il caso Massa e un rinnovo affrettato</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari]]></category>
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		<description><![CDATA[“La Scuderia Ferrari Marlboro comunica di aver prolungato il rapporto di collaborazione tecnico-agonistica con Felipe Massa fino al termine della stagione sportiva 2012”. Era il 9 giugno e il comunicato ufficiale dal sito della Ferrari continuava ricordando i numeri del brasiliano con la rossa, le sue 11 vittorie, i suoi 30 podi e i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-6875" title="Felipe Massa" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/felipe-massa-300x199.jpg" alt="Felipe Massa" width="300" height="199" />“La Scuderia Ferrari Marlboro comunica di aver prolungato il rapporto di collaborazione tecnico-agonistica con Felipe Massa fino al termine della stagione sportiva 2012”. Era il 9 giugno e il comunicato ufficiale dal sito della Ferrari continuava ricordando i numeri del brasiliano con la rossa, le sue 11 vittorie, i suoi 30 podi e i suoi 51 gp finiti in zona punti… poco più di un mese dopo i dati statistici di Massa restano gli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi si aspettava la scossa dopo la fiducia accordata è rimasto deluso: Montreal, Valencia e Silverstone tre prove incolori chiuse sempre fuori dai 10. Pessime anche le qualifiche, con Alonso costantemente avanti almeno di una fila e ciliegina sulla torta gli oltre 7/10 di distacco tra i due nell’appuntamento inglese. Un disastro che fa il paio con il trend intrapreso dal team tutto: due podi nelle ultime otto gare, uno nelle ultime cinque!</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma se la Ferrari affonda di suo &#8211; punita eccessivamente anche dalle pieghe di un regolamento oscuro &#8211; le prestazioni di Felipe Massa diventano sempre più un “peso” di cui l’equipaggio rosso avrebbe fatto bene a liberarsi. Invece nulla, si è scelto di raddoppiare; accordo rinnovato per altre due stagioni con un pilota che sembra non abbia ancora superato un terribile doppio shock: perdere il mondiale all’ultima curva (nel 2008) e impattare a 200 Km/h con una molla da un chilo persa dalla Brawn di Barrichello (nel 2009). Traumi non da poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, guardando fuori, i possibili sostituti non sarebbero mancati. Uno su tutti Robert Kubica (polacco d’Italia di tre anni più giovane) che con una Renault pur inferiore alla rossa mantiene nella classifica iridata 16 punti di vantaggio su Massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’unico imputato non può essere Felipe. Se Alonso (il cui percorso non è comunque senza macchie) è staccato di 47 punti dal leader mondiale Hamilton, Massa c’entra poco!</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+caso+Massa+e+un+rinnovo+affrettato+http://qzah3.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Haslam affonda, Biaggi trionfa sulla &#8216;pista del cuore&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 15:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Superbike]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo un anno fa, di questi tempi, Max Biaggi e l&#8217;Aprilia erano in piena fase sperimentale e progettuale. Erano i giorni di Brno 2009, ed il Corsaro agguantava sul circuito ceco la prima (ed unica) vittoria stagionale, coronando nel migliore dei modi l&#8217;anno d&#8217;esordio in Superbike della casa di Noale. In quei giorni, l&#8217;ipotesi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-6832" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Max-Biaggi5-300x192.jpg" alt="Max Biaggi" width="300" height="192" />Solo un anno fa, di questi tempi, Max Biaggi e l&#8217;Aprilia erano in piena fase sperimentale e progettuale. Erano i giorni di Brno 2009, ed il Corsaro agguantava sul circuito ceco la prima (ed unica) vittoria stagionale, coronando nel migliore dei modi l&#8217;anno d&#8217;esordio in Superbike della casa di Noale. In quei giorni, l&#8217;ipotesi di lottare per il titolo mondiale era utopia pura. Troppo lontani i rivali, tanto il lavoro ancora da fare. Dodici lunghi mesi sono passati, e proprio a Brno (la pista del cuore di Re Max) il campionato rompe definitivamente gli indugi: Leon Haslam, rivale forte e tosto, crolla inesorabilmente con la sua Suzuki. Biaggi, tanto per cambiare, vince e si porta a +68 in classifica generale. E&#8217; quasi ora di stappare lo champagne&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Prevedere un calo di Max proprio a Brno, pista che da anni lo culla da genitore amorevole, era impensabile. Haslam avrebbe dovuto compiere un miracolo nel tentativo di battere l&#8217;implacabile rivale, restando aggrappato al sogno iridato. Ma il 27enne inglese non ce l&#8217;ha fatta. Problemi di moto e gomme, unite ad uno scarso feeling col circuito ceco, hanno finito per stroncarne definitivamente ogni chance. Ottavo e decimo posto: in poche parole, un disastro. Il Corsaro? Sempre davanti, indomito e sapiente calcolatore, perfetto gestore delle risorse. Il rivale più acerrimo lo ha scovato in Jonathan Rea, alfiere del team Honda Ten Kate, restituito alle prime posizioni dopo un paio di week-end passati ad annaspare. Biaggi si è accontentato del 2° posto in gara1, non impensierendo il trionfo del nordirlandese, decidendo al contempo di bastonarlo in gara2, rifilandogli un distacco di 4&#8221;6. Vittoria di classe, potenza e prepotenza: il suggello ideale all&#8217;ennesimo week-end di gloria. Aprilia fortissima e maestra di continuità, abile a dar lezioni su lezioni ad avversari incostanti. Ancora una volta, Yamaha e Ducati (regine del campionato 2009) hanno balbettato. Il team Sterilgarda ha seminato molto e raccolto poco: un podio con Crutchlow in gara1 ed un 4° posto di Toseland in gara2. Stessa sorte per gli ufficiali di Borgo Panigale. All&#8217;anonimo Haga (6° e 5°) ha risposto un Fabrizio sfortunato nella prima uscita (ritirato per problemi tecnici) e grintoso nella seconda (terzo dietro a Biaggi e Rea). Il privato Checa ha pagato la mancanza di potenza sul dritto, correndo in difesa e perdendo la terza posizione in campionato. Sfortunata la BMW: orfana di Corser infortunato, la scuderia tedesca ha rispolverato un gran Ruben Xaus, quinto in gara1 e caduto in gara2 mentre si trovava saldamente in terza posizione. Il team di Tardozzi cresce bene, come l&#8217;Aprilia un anno fa. Se nel 2011 dovesse arrivare un vero top rider (si parla di Johnny Rea), non ci stupiremmo nel vedere la BMW in piena lotta mondiale.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Haslam+affonda%2C+Biaggi+trionfa+sulla+%E2%80%98pista+del+cuore%E2%80%99+http://3m768.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lorenzo il cannibale: chi lo ferma più?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre week-end di gara consecutivi, svolti in un&#8217;estate torrida e afosa, potrebbero stendere anche il più consumato e navigato dei campioni. Non lui. Non Jorge Lorenzo, evidentemente. Il pilastro Yamaha ha messo in riga tutti, ottenendo tre successi su tre, lasciando le misere briciole ai frustrati rivali. Senza il Dottore di Tavullia, non ce n&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5816" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Jorge-Lorenzo5-300x224.jpg" alt="Jorge Lorenzo" width="300" height="224" />Tre week-end di gara consecutivi, svolti in un&#8217;estate torrida e afosa, potrebbero stendere anche il più consumato e navigato dei campioni. Non lui. Non Jorge Lorenzo, evidentemente. Il pilastro Yamaha ha messo in riga tutti, ottenendo tre successi su tre, lasciando le misere briciole ai frustrati rivali. Senza il Dottore di Tavullia, non ce n&#8217;è per nessuno: Jorge &#8216;el porfuera&#8217; veste i panni del dominatore assoluto e sbrana prede su prede. Risultato? Facile da intuire. Manca ancora una vita al termine del campionato (non siamo neanche a metà stagione), ma la MotoGP 2010 ha già il suo unico ed incontrastato re.</p>
<p style="text-align: justify">Il ko di Rossi ha certamente favorito l&#8217;ascesa del fuoriclasse Lorenzo. Ma occhio a non commettere il facile errore: non è solo l&#8217;infortunio del nove volte campione ad aver lanciato in orbita il 23enne spagnolo. No, la sua crescita è un processo costante, rapido e continuativo che si nota e si scruta dai tempi della 250. Da ruzzolone e pasticcione (alla stregua di un Barbera qualsiasi), Lorenzo ha prima assaggiato i detriti salvo poi devastare la concorrenza in sella all&#8217;Aprilia giallorossa del Team Fortuna. Campione del mondo per la prima volta a soli 19 anni, nel 2006. Iride bissato nel 2007, e gran salto in MotoGP l&#8217;anno successivo. Il primo anno Yamaha non fu dei migliori: tante cadute, tanti errori, un apprendistato difficile accanto al &#8216;mostro&#8217; Valentino. Quarto posto, divenuto secondo in soli dodici mesi. Poco è bastato a Jorge per diventare il vero rivale numero uno del Dottore, gestendo alla perfezione lo sviluppo di una moto super e scalzando ben presto la concorrenza di Pedrosa e Stoner. Nel 2009 ha preso paga, bastonato dai sorpassi di sua maestà Rossi (su tutti, quello di Barcellona) e dalle cadute in extremis dovute alla pressione. Ma ci stava, a soli 22 anni. Ciò ha fatto parte sempre del logico e a volte doloroso processo di crescita tecnica e mentale. Dopo un altro inverno di duro lavoro, Lorenzo si è presentato ai nastri di partenza del mondiale 2010 alla perfezione. Tanto che, in tre gare con Rossi, per due volte gli è arrivato davanti. E una volta liberatosi (purtroppo) dello scomodo compagno di box, un po&#8217; di pressione è svanita ed è iniziato il volo magico verso l&#8217;iride. Jorge assaggia e morde ogni pista, godendosela e vincendo. Un pilota ogni anno più maturo, forte, determinato e capace. In poche parole, un vero fuoriclasse.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Lorenzo+il+cannibale%3A+chi+lo+ferma+pi%C3%B9%3F+http://wa5yo.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; l&#8217;anno di Re Max</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 15:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel soleggiato e più che mai estivo clima di Misano Adriatico, il mondiale Superbike  ha emesso la sua sentenza: è Max Biaggi il re assoluto di questo 2010. Impossibile fermarlo, inevitabile ammirarlo alla veneranda età di 39 anni. In terra romagnola, il romano doc ha dominato la scena conquistando la quarta doppietta stagionale, seconda consecutiva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5612" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Max-Biaggi1-300x179.jpg" alt="Max Biaggi" width="300" height="179" />Nel soleggiato e più che mai estivo clima di Misano Adriatico, il mondiale Superbike  ha emesso la sua sentenza: è Max Biaggi il re assoluto di questo 2010. Impossibile fermarlo, inevitabile ammirarlo alla veneranda età di 39 anni. In terra romagnola, il romano doc ha dominato la scena conquistando la quarta doppietta stagionale, seconda consecutiva. Concreto in qualifica, inarrestabile in gara, Biaggi ha confermato un feeling delizioso con l&#8217;Aprilia regina, sbaragliando la pur tosta concorrenza. Leon Haslam, stoico e valoroso lottatore, si accontenta delle briciole e incassa un -37 in classifica generale che sa tanto di addio ai sogni iridati.</p>
<p style="text-align: justify">Non è il caso ovviamente di affrettare i tempi. Il mondiale è ancora lungo e le sorprese son sempre in agguato. Mai campionato fu così spettacolare e avvincente, con tanti protagonisti a lottare in un clima di equilibrio generale. E qui c&#8217;è il gran lavoro dell&#8217;Aprilia e del suo Corsaro. Senza soste e senza limiti, Max ha puntato dritto all&#8217;obiettivo indovinando la formula giusta: concentrazione, cattiveria, mentalità vincente, sapiente gestione delle risorse. Tutto c&#8217;è, tutto funziona. Il risultato è un vantaggio sempre più consistente su avversari bravi e forti, ma incapaci di sfruttare con continuità il proprio potenziale. Lo stesso Haslam, sempre tosto e veloce, è risultato assente in gara1 giungendo 8° salvo poi svegliarsi nella seconda manche agguantando un sofferto podio. Resta solo il britannico a contrastare Biaggi, il resto della compagnia è ormai lontano. Lo splendido Carlos Checa, le cui speranze mondiali sono state affossate dalla doppia rottura di Miller, si è riscattato con due gare di orgoglio e sacrificio: 2° e 5°, in sella ad una Ducati privata a corto di potenza sul dritto. Gli ufficiali di Borgo Panigale, ormai compreso il concetto di stagione transitoria, lottano senza eccessive pretese. Fabrizio s&#8217;è battuto bene arrivando 4° e 3°, mentre Haga ha confezionato l&#8217;ennesimo week-end anonimo. I piloti Yamaha si son stesi a turno (Crutchlow in gara1, Toseland in gara2), regalando rari sprazzi di qualità. Chi ha vissuto un fine settimana da incubo è la Honda Ten Kate, costantemente nelle retrovie con i &#8216;desperados&#8217; Rea e Neukirchner. La BMW continua a crescere. L&#8217;eroico Troy Corser ha stampato la prima storica Superpole per il team tedesco, arrivando a podio in gara1. Globale contorno alla sostanza, che porta nome e cognome di Max Biaggi. Vero ed unico imperatore di questo mondiale Superbike.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=E%E2%80%99+l%E2%80%99anno+di+Re+Max+http://6by2f.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Senza Vale non ci piace</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 22:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessio Nardo</dc:creator>
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Pochi istanti per distruggere un sogno. Semplice (e anche un po&#8217; noiosa) sessione di prove libere, la moto che si sbilancia e disarciona il pilota, il tremendo impatto con l&#8217;asfalto e la gamba destra che si spezza. Com&#8217;è amaro a volte lo sport, e com&#8217;è perfido. In tre secondi, speranze e passioni vengono rase al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<div id="attachment_4902" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4902" title="Valentino Rossi" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Valentino-Rossi2-300x211.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="211" /><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pochi istanti per distruggere un sogno. Semplice (e anche un po&#8217; noiosa) sessione di prove libere, la moto che si sbilancia e disarciona il pilota, il tremendo impatto con l&#8217;asfalto e la gamba destra che si spezza. Com&#8217;è amaro a volte lo sport, e com&#8217;è perfido. In tre secondi, speranze e passioni vengono rase al suolo dal più crudele degli eventi. Sì, perché il centauro in questione risponde al nome di Valentino Rossi, non certo uno qualsiasi. Per molti un invincibile, in realtà un semplice essere umano. Che dinanzi al più temuto degli highside, può lasciarci un mondiale e con esso tanti rimpianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Che sia un segno del destino, non vogliamo pensarlo. Ma certo, proprio lì. Al Mugello, terra dei motori, vero e proprio momento clou dell&#8217;anno sportivo per gli appassionati italiani. Sulle colline toscane si respira lo spirito ideale del motomondiale, e ci si addentra nel cuore della stagione. Come ogni anno, la platea era pronta ad accogliere il re Valentino, nove volte campione e pronto nuovamente a dar spettacolo. Ma il fato ha voluto che su quella pista, la &#8217;sua&#8217; pista, oltre a tibia e perone della gamba destra si spezzasse un sogno e sorgesse un incubo. Anche per i fenomeni, prima o poi giunge il momento di dire basta. Per Vale questo è il primo gravissimo infortunio di una carriere stellare, e il fatto che arrivi a 31 anni suonati fa tremare. Essendo l&#8217;uomo dei miracoli e delle imprese, non ci stupiremmo nel vederlo tornare presto a vincere. Non solo gare, ma anche mondiali. Qualcuno gli ha già aperto le porte della Formula 1. Non ci piace l&#8217;idea, Valentino è il simbolo delle due ruote e deve continuare ad esserlo per un po&#8217; di tempo. Ora, non ci resta che assistere ad uno spettacolo amputato del suo protagonista più illustre. Nella MotoGP moderna, dove il divertimento è ormai utopia, Vale era l&#8217;ultimo reale produttore di show ed emozioni. Basti citare il magico sorpasso di un anno fa a Barcellona, ai danni di Lorenzo. Pezzi di autentica classe, sempre più rari in un mondo dominato dall&#8217;elettronica e dal mezzo. Grandi piloti non mancano, e qualche personaggio di spicco sta nascendo (il guascone Jorge ed il sempre originale Simoncelli). Ma Vale continua ad aver quel qualcosa in più, che fa la differenza. E così, mentre ci accingiamo a vivere un segmento di storia in sua assenza, non possiamo far altro che auguragli buona guarigione. Sperando che il sogno, molto presto, ritorni a viaggiar su due ruote.</p>
<p><em>Alessio Nardo</em></div>
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		<title>FormulaB, ovvero l’importanza degli aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 18:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
				<category><![CDATA[>> PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Formula 1]]></category>
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		<category><![CDATA[Formula B]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una volta, in una Formula1 neppure tanto lontana, l’abitudine di aggiungere la sigla B alle evoluzioni delle monoposto inizialmente progettate. Una pratica oggi dimenticata anche perché gli sviluppi tecnici sono diventati la norma. Con cadenza quasi bisettimanale le vetture presentano piccole novità, mentre è prassi che un restyling quasi completo avvenga con l’approdo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3950" title="F1 logo" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/F1-logo-300x219.jpg" alt="F1 logo" width="300" height="219" />C’era una volta, in una Formula1 neppure tanto lontana, l’abitudine di aggiungere la sigla B alle evoluzioni delle monoposto inizialmente progettate. Una pratica oggi dimenticata anche perché gli sviluppi tecnici sono diventati la norma. Con cadenza quasi bisettimanale le vetture presentano piccole novità, mentre è prassi che un restyling quasi completo avvenga con l’approdo del campionato in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">A Barcellona dunque &#8211; prima gara in continente della stagione 2010 &#8211; diverse scuderie hanno mostrato il volto semi-nuovo delle loro macchine.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da chi ha lavorato di più. La Mercedes si è mossa verso Schumacher: passo macchina allungato, inclinazione dei triangoli delle sospensioni e modifiche aerodinamiche. Michael ringrazia e in Spagna per la prima volta batte il compagno Rosberg sia in qualifica (6° contro 8°) che in gara (4° contro 13°).</p>
<p style="text-align: justify;">Rinnova la carrozzeria la Red Bull e anche qui le modifiche pagano: Webber domina il Gp mentre Vettel è terzo. Nella morsa dei due chiude Alonso con una Ferrari che presentava, oltre al nuovo pacchetto aerodinamico, il sistema F-Duct. Ideato dalla McLaren, ripreso dalla Sauber e già bandito dalla Fota per il 2011, il sistema F-Duct permette, attraverso un flusso d’aria gestito manualmente dal pilota (in Ferrari si ottura un foro con un dito), di guadagnare fino a 10 Km/h in rettilineo mandando in stallo l’alettone posteriore. Non è bastato evidentemente a Massa: solo nono in qualifica e sesto in gara (risalito soprattutto per le disgrazie altrui, vedi ritiro Hamilton a due giri dalla fine o prova disastrosa di Rosberg). </p>
<p style="text-align: justify;">Infine passo avanti anche per la Virgin: i serbatoi sono stati allargati e ora garantiscono di imbarcare il carburante per l’intera corsa. I risultati si sono visti subito: per la prima volta entrambe le vetture hanno finito la gara, ultime e staccatissime, ma almeno l’hanno finita. È pur sempre un inizio!</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
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