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	<title>Stadio Sport &#187; Altri</title>
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	<description>Il magazine sportivo diretto da Gaetano Alfano</description>
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		<title>Il tris di Contador, ma quel salto di catena&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La gioia di Parigi è un po’ per tutti: disseminata sul gruppo perché arrivare al traguardo di un grande giro è qualcosa che va oltre il semplice pedalare per 3600 km. Così attraversando la capitale francese tutto diventa festa, il clima è da ultimo giorno di scuola e il brindisi in bici è quasi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7317" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-7317" title="Contador - Tour 2010 - Ciclismo" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/contador-tour-2010-300x184.jpg" alt="Foto REUTERS" width="300" height="184" /><p class="wp-caption-text">Foto REUTERS</p></div>
<p style="text-align: justify;">La gioia di Parigi è un po’ per tutti: disseminata sul gruppo perché arrivare al traguardo di un grande giro è qualcosa che va oltre il semplice pedalare per 3600 km. Così attraversando la capitale francese tutto diventa festa, il clima è da ultimo giorno di scuola e il brindisi in bici è quasi un obbligo. Si fa sul serio solo per la volata: parte il norvegese Hushovd, lo affianca e supera Petacchi ma all’esterno sbuca a tripla velocità Mark Cavendish. Pokerissimo servito, roba da avere un jolly in mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque vittorie di tappa &#8211; 15 in totale nelle ultime tre edizioni del Tour &#8211; successi che non sono bastati a Cavendish per aggiudicarsi la maglia verde della classifica a punti. Premiata la costanza di Alessandro Petacchi: in sette volate ne ha vinte due (ritornando al successo al Tour sette anni dopo), finendo tre volte secondo e altre due volte terzo. Una conquista che permette a Petacchi di unire il suo nome a quello di tre monumenti del ciclismo come Hinault, Merckx e Jalabert, gli unici prima di lui a vincere la classifica a punti nei tre grandi giri. Perché stavolta “Alejet” non si è arreso. Era il 2003, quattro vittorie in terra francese dopo le sei al Giro, maglia verde sulle spalle e poca voglia di combattere contro un malessere e le salite. Quel giorno a Morzine vinse Virenque, ma gli appassionati italiani ricorderanno di più il ritiro dello spezzino e lo sfogo del d.s. Ferretti.</p>
<p style="text-align: justify;">Petacchi in verde 42 anni dopo Bitossi &#8211; sperando che duri anche quando si uscirà dai tribunali &#8211; Charteau a pois (miglior scalatore) e Andy Schleck in bianco (miglior giovane under 25), ma il colore più importante in Francia a luglio è il giallo. Alberto Contador non ha dominato come lo scorso anno, ha trovato in Schleck un avversario più maturo ma anche sfortunato. Il distacco tra i due (39 secondi) è pressappoco quello inflitto dallo spagnolo al lussemburghese nel prologo (42”). Quel salto di catena ha cambiato la storia e cosa sarebbe potuto succedere nessuno potrà mai dircelo. Con quasi certezza diciamo invece che il prossimo anno sarà una nuova battaglia tra i due.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul podio anche il russo Menchov che ha sfruttato la cronometro per scavalcare Samuel Sanchez. Malissimo invece gli italiani: Cunego è 29° e Basso 32° con ritardi che sfiorano l’ora. Un pensiero finale all’anonimo Lance Armstrong, già fuori dai giochi fin dall’ottava tappa (arrivo in salita a Morzine-Avoriaz). Ha chiuso 23° ma a Parigi è riuscito a salire sul podio: primo con il Team RadioShack nella classifica a squadre. L’occasione per salutare definitivamente il Tour de France.</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Il+tris+di+Contador%2C+ma+quel+salto+di+catena%E2%80%A6+http://896rn.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tourmalet e cronometro fra Contador e il tris</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tour in tasca. A solo quattro tappe dall’arrivo a Parigi Alberto Contador è molto più vicino di quanto dica la classifica alla conquista della sua terza grande boucle. Gli otto secondi di vantaggio sul lussemburghese Andy Schleck, già secondo lo scorso anno e due volte maglia bianca come miglior giovane, saranno destinati ad aumentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span><img class="alignleft size-medium wp-image-7060" title="Alberto Contador - Ciclismo" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Alberto-Contador1-300x221.jpg" alt="Alberto Contador - Ciclismo" width="300" height="221" />Il Tour in tasca. A solo quattro tappe dall’arrivo a Parigi Alberto Contador è molto più vicino di quanto dica la classifica alla conquista della sua terza <em>grande boucle. </em>Gli otto secondi di vantaggio sul lussemburghese Andy Schleck, già secondo lo scorso anno e due volte maglia bianca come miglior giovane, saranno destinati ad aumentare nella lunga cronometro (52 Km) che da Bordeaux porterà al piccolo centro di Pauillac. Storia di sabato, ma ci sarà un prima: l’arrivo in salita sul <em>Col du Tourmalet</em> nella 17.a tappa giovedì.</span></div>
<p style="text-align: justify;">Gli ultimi 18,6 Km di ascesa (al 7,5% di media) in questo Tour rappresenteranno l’occasione finale per i più forti in salita, per chi poi nella cronometro dovrà giocoforza difendersi. Ci proverà di sicuro il più piccolo dei fratelli Schleck (il maggiore, Frank, è stato costretto al ritiro dopo una caduta), ci proverà per riprendersi quella maglia gialla strappatagli da Contador e da una catena saltata pedalando verso <em>Port de Balès</em>. Un episodio che ha prodotto una serie di polemiche forse inutili, perché alla fine di tutto lo scopo del gioco è battere l’avversario.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i colori italiani il Tour è stato essenzialmente Alessandro Petacchi: due tappe vinte (a Bruxelles e Reims) e ancora in lotta per la maglia verde. Contemporaneamente però per il velocista spezzino è arrivato anche un avviso di garanzia, ricevuto nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta doping della procura di Padova. Per ora resta in corsa, anche con l’appoggio della sua squadra, la Lampre. Dovrà chiarire tutto dopo il Tour e allora se ne saprà di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente da fare invece per Ivan Basso, il vincitore del Giro è crollato sui Pirenei e attualmente è 27° con quasi 40 minuti di ritardo da Contador. A questo punto potrebbe provare a lasciare il segno sul Tourmalet, medesimo desiderio di Damiano Cunego e dell’intero gruppo dei delusi. Un altro nome? Un certo Lance Armstrong, sarebbe una storia da mitologia del Tour…</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Tourmalet+e+cronometro+fra+Contador+e+il+tris+http://som66.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Basso ha le mani sul Giro</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse l’ha deciso l’Aprica. La salita meno dura fra le tante vette affrontate dalla corsa rosa ha fatto più delle altre la differenza. Da stasera infatti in maglia rosa c’è Ivan Basso che succede allo spagnolo Arroyo, ultimo a resistere in classifica generale fra i protagonisti dell’ormai ribattezzata “fuga-bidone”, arrivata in porto a L’Aquila.
Una rimonta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4451" title="Ivan Basso" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Ivan-Basso-300x153.jpg" alt="Ivan Basso" width="300" height="153" />Forse l’ha deciso l’Aprica. La salita meno dura fra le tante vette affrontate dalla corsa rosa ha fatto più delle altre la differenza. Da stasera infatti in maglia rosa c’è Ivan Basso che succede allo spagnolo Arroyo, ultimo a resistere in classifica generale fra i protagonisti dell’ormai ribattezzata “fuga-bidone”, arrivata in porto a L’Aquila.</p>
<p style="text-align: justify;">Una rimonta lunga mezza Giro, passando per lo Zoncolan e lo cronoscalata di Plan de Corones, il Monte Grappa e il mitico Mortirolo. Salite durissime che hanno ristabilito la verità della corsa, hanno ripristinato i valori reali: Basso è il più forte e da stasera &#8211; solo dopo l’arrivo all’Aprica &#8211; lo dice anche la classifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa diciannovesima resterà la tappa simbolo del Giro2010: in cima al Mortirolo scollinano in tre, sono Basso, il compagno Nibali e Scarponi, al traguardo mancano 33 km. Arroyo arriva su con quasi due minuti di distacco (2’27’’ il suo vantaggio su Basso in classifica) ma recupera tanto in discesa. La fatica dei tre davanti contro la spregiudicatezza di chi insegue. A valle il distacco è di poco superiore ai 30 secondi, mancano 16 Km. Fermi tutti, qui cambia la storia del Giro: davanti Scarponi accetta di collaborare in cambio della vittoria di tappa, dietro Arroyo si ritrova nel gruppo dei big stranieri feriti (Evans, Vinokourov , Sastre). I primi vanno a tutta, quando Basso è in testa tiene un ritmo impressionante, da passista vero; gli inseguitori arrancano, l’unico motivato è Arroyo, abbastanza inspiegabilmente visto che gli altri avrebbero un podio da difendere. Ai -8 km il distacco cresce a 1’20”, ai -5 è 2’15’’, ai -3 arriva a 2’50’’. Basso tira fino alla fine, Nibali non si azzarda a superarlo per gli abbuoni e la vittoria è una formalità per Scarponi. Il gruppetto Arroyo transita sul traguardo con 3’05’’ di ritardo, la maglia rosa torna sulle spalle di Basso dopo quattro anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Domani ultima tappa di montagna con il Gavia, domenica cronometro finale a Verona. Basso ha un vantaggio di 51’’ su Arroyo, 2’30’’ su Nibali e 2’49’’ su Scarponi. Dovrebbe bastargli!</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Basso+ha+le+mani+sul+Giro+http://mopgs.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un Giro poco italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal nord Europa al sud Italia, dopo nove tappe il Giro ha già attraversato il vecchio continente, ora risalirà l’Italia &#8211; dal versante adriatico &#8211; ripiegando su sé stesso fino all’arrivo di Verona (crono finale domenica 30 maggio).
Dieci giorni di corsa intensi: tante emozioni nonostante l’apparente semplicità dei percorsi. La differenza l’hanno fatta più le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4165" title="Goss - Ciclismo" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Goss-Ciclismo-300x192.jpg" alt="Goss - Ciclismo" width="300" height="192" />Dal nord Europa al sud Italia, dopo nove tappe il Giro ha già attraversato il vecchio continente, ora risalirà l’Italia &#8211; dal versante adriatico &#8211; ripiegando su sé stesso fino all’arrivo di Verona (crono finale domenica 30 maggio).</p>
<p style="text-align: justify;">Dieci giorni di corsa intensi: tante emozioni nonostante l’apparente semplicità dei percorsi. La differenza l’hanno fatta più le cadute e i ventagli (chiedere all’australiano Evans) che l’unico arrivo in salita sul Terminillo, dove i big sono restati a controllarsi senza scoprire le proprie carte.</p>
<p style="text-align: justify;">Dieci giorni senza ancora la vittoria di un italiano (solo la cronosquadre andata alla Liquigas), con tanta Australia &#8211; tre successi con Lloyd, Evans e Goss &#8211; ma niente Italia. Unica soddisfazione finora per i nostri colori i tre giorni in rosa di Vincenzo Nibali, terminati con la leggendaria tappa di Montalcino (dove sterrato più pioggia si sono rivelati un mix sensazionale).</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a Nibali la maglia del primato ha conosciuto già diverse spalle: Wiggins, Evans e Vinokourov, attuale leader della corsa con un vantaggio di 1,12” su Evans (sempre lui), 1’33” su Nibali, 1’51” su Basso e 2’17” sulla sorpresa Pinotti. Nei primi dieci anche Garzelli, Cunego e Scarponi, mentre Sastre è praticamente uscito di classifica (22° a quasi dieci minuti).</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo volate. Solo due volte il gruppo è giunto compatto al traguardo dando vita a sprint comunque un po’ anomali. Manca una squadra di livello costruita per il suo velocista (come fu il glorioso treno Fassa Bortolo) e tutto diventa caotico. Nelle due occasioni in questione l’hanno spuntata l’americano Farrar e l’australiano Goss (quest’ultimo uomo di lancio del più accreditato Greipel). Petacchi (riacutizzarsi di una bronchite) si è ritirato nella tappa di Cava de’ Tirreni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Un+Giro+poco+italiano+http://cg3ct.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Voglia di Giro, possibilmente pulito</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 12:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Amsterdam a Verona, facendo una capatina ad Avellino. No, non è l’ultima schizofrenica tratta di Alitalia, ma il percorso del 93° Giro d’Italia che a distanza di otto anni torna per la partenza in Olanda. Era il 2002, allora si scelse Groningen &#8211; provincia nell’estremo nord &#8211; per celebrare l’EuroGiro, metafora della raggiunta unione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3781" title="Giro d'Italia" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/Giro-dItalia-300x210.jpg" alt="Giro d'Italia" width="300" height="210" />Da Amsterdam a Verona, facendo una capatina ad Avellino. No, non è l’ultima schizofrenica tratta di Alitalia, ma il percorso del 93° Giro d’Italia che a distanza di otto anni torna per la partenza in Olanda. Era il 2002, allora si scelse Groningen &#8211; provincia nell’estremo nord &#8211; per celebrare l’EuroGiro, metafora della raggiunta unione monetaria nell’UE. C’era ottimismo nell’aria, grandi attese che otto anni dopo sono svanite, col rischio concreto che si debba smantellare tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma parliamo di ciclismo, dove le cose, nel frattempo, non è che siano andate molto meglio… Cronoprologo di Amsterdam, 8 Km e mezzo da fare a tutta. Il Giro scatterà l&#8217;8 maggio alle 13:55  con la partenza del tedesco Russ del Team Milram; favoriti per la prima maglia rosa i britannici Bradley Wiggins del nuovo Team Sky, e David Millar (Garmin-Transitions). Attenzione al redivivo kazako Vinokourov (Astana) e perché no all’italiano Pinotti (Team HTC-Columbia).</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà un Giro duro, con due cronometro e una cronoscalata (a Plan de Corones), con il ritorno del mitico Monte Zoncolan (punte di pendenza del 22%), col Mortirolo e il Passo Gavia (Cima Coppi dell’edizione, cioè punto più alto toccato dalla carovana rosa con i suoi 2618 metri). Ad incendiare la lotta quando la strada si impennerà aspettiamo Ivan Basso, Cadel Evans (il favorito dei bookmakers), l’eterno Garzelli, ancora Vinokourov, Sastre e poi Scarponi, Pozzovivo e Cunego. Insomma ci sarà da divertirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un po’ meno interessanti le tappe piatte destinate alle volate, soprattutto per le assenze: Cavendish, Boonen, Hushovd e Freire, con quest’ultimo costretto da un infortunio a rimandare il suo esordio al Giro. Senza i quattro big la lotta potrebbe prendere la forma del duello: Petacchi contro McEwen (un classico sulle nostre strade), anche se il tedesco Greipel appare pronto al salto di qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualunque sia la qualità dello spettacolo, una sola è la speranza: che sia uno spettacolo pulito, che quella parola, che oggi non vogliamo neppure pronunciare, resti fuori dalle cronache. Lo speriamo davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon Giro a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Voglia+di+Giro%2C+possibilmente+pulito+http://x6rrd.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vancouver 2010, buio pesto</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eravamo vivi e ne eravamo sicuri, ma era ancora presto. Quattro medaglie nei primi cinque giorni di gare erano un segnale chiaro: l’argento di Piller Cottrer nella 15 Km di fondo, i bronzi di Pittin (in combinata nordica), Zoeggeler (nello slittino) e Fontana (nello short track). Da allora il vuoto, sette giorni senza l’ombra di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1697" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/kostner1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1697" title="kostner" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/kostner1-300x200.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Eravamo vivi e ne eravamo sicuri, ma era ancora presto. Quattro medaglie nei primi cinque giorni di gare erano un segnale chiaro: l’argento di Piller Cottrer nella 15 Km di fondo, i bronzi di Pittin (in combinata nordica), Zoeggeler (nello slittino) e Fontana (nello short track). Da allora il vuoto, sette giorni senza l’ombra di un podio, sette giorni di delusioni e speranze disattese, dallo sci alpino allo sci di fondo, passando per la debacle di Enrico Fabris nel pattinaggio velocità. L’Olimpiade dell’Italia ha girato per il verso sbagliato, proprio quello che aveva previsto <em>Sports Illustrated</em>. Il rischio ormai concreto è di tornare a casa senza un titolo olimpico, l’ultima volta accadde a Lake Placid nel 1980.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMMENTO</strong> <strong>-</strong> Fiasco su fiasco, insuccesso su insuccesso (troppe s dite?) il morale della spedizione è sceso sotto i tacchi. “Sono avvilito” ha dichiarato il presidente del Coni Gianni Petrucci; lo siamo anche noi. Cosa non ha funzionato? Il presidente Fisi, Giovanni Morzenti rinvia ogni analisi. Che non ci si venga però a parlare di sfortuna (ad eccezione dei 2 centesimi che hanno tenuto ai piedi del podio Heel in SuperG). La verità è che la famiglia dello sport italiano &#8211; calcio escluso &#8211; è striminzita, ancor più nelle discipline invernali. Una famiglia composta quasi esclusivamente da atleti che hanno cercato lo sport e non da talenti scoperti dallo sport stesso. I campanelli d’allarme suonano da tempo (atletica a secco ai Mondiali di Berlino, basket fuori dall’Europeo 2009, solo per citare gli insuccessi più recenti) ora è arrivato il momento di fare qualcosa. Di carte da giocare qui a Vancouver per evitare il disastro ne restan davvero poche: la staffetta dello sci di fondo femminile, l’ultima chiamata per Fabris e i suoi nella gara a squadre (oro a Torino, in tutt’altro contesto), lo slalom speciale maschile con Moelgg e Razzoli, e infine  la “maratona” delle nevi, la 50 Km a tecnica classica nel fondo, in cui sogniamo (e forse possiamo solo sognare) il canto del cigno di un Di Centa o di Piller Cottrer.   </p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Vancouver+2010%2C+buio+pesto+http://8eofe.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Olimpiadi Invernali di Vancouver, istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 13:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto è ormai pronto, si parte per il Canada. Dal 12 al 28 febbraio gli occhi del mondo saranno rivolti verso Vancouver, poco più di 600 mila abitanti sulla costa pacifica del nuovo continente, al confine con gli Usa. Qui si terrà la XXI edizione dei Giochi olimpici invernali, qui più di 2500 atleti lotteranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/vancouver-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1373" title="vancouver 2010" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/vancouver-2010-300x223.jpg" alt="vancouver 2010" width="300" height="223" /></a>Tutto è ormai pronto, si parte per il Canada. Dal 12 al 28 febbraio gli occhi del mondo saranno rivolti verso Vancouver, poco più di 600 mila abitanti sulla costa pacifica del nuovo continente, al confine con gli Usa. Qui si terrà la XXI edizione dei Giochi olimpici invernali, qui più di 2500 atleti lotteranno per le 86 medaglie d’oro messe in palio in quindici discipline diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">La spedizione italiana, formata da 109 elementi e “guidata” dal portabandiera Giorgio Di Centa (doppio oro a Torino nella staffetta 4&#215;10 Km e nella massacrante 50 Km a tecnica libera) sarà presente in tutte le competizioni eccetto l’hockey e il curling.</p>
<p style="text-align: justify;">La pattuglia azzurra più numerosa è quella dello sci alpino. Perso il leader Giorgio Rocca per infortunio, sono stati 21 i convocati dai responsabili del settore Claudio Ravetto (maschile) e Michael Mair (femminile). C’è da dimenticare Torino, dove non arrivò neppure un podio e il miglior risultato fu ottenuto proprio dallo sfortunato Rocca in combinata (5°). I talenti su cui puntare non mancano, fra i ragazzi possono far bene Razzoli e Moelgg in slalom, Blardone e Simoncelli in gigante e Werner Heel nella velocità. Fra le ragazze resta un punto interrogativo sulla rientrante Karbon (così come sul cugino velocista Peter Fill), e il ruolo di protagonista spetta allora a Moelgg sorella. Manuela farà slalom e gigante, affiancata dalla giovane rivelazione della stagione, Federica Brignone.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel più immediato passato, ai mondiali dello scorso anno in Val d’Isère, gli azzurri conquistarono due medaglie: Fill fu argento in SuperG e Nadia Fanchini bronzo in discesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nutrito anche il gruppo dello sci di fondo, storico serbatoio di medaglie per l’Italia. Diciotto atleti per tentare di ripetere (qui sì) Torino. Il nostro portabandiera Di Centa, Piller Cottrer, Pasini, l’eterno Zorzi, ma anche Follis, Longa e Genuin, tanti e tante in odore di medaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo neve ovviamente. Sul ghiaccio del “<em>Richmond Olympic Oval</em>” Enrico Fabris &#8211; eroe degli scorsi giochi con 2 ori e un bronzo – lotterà contro il temibile olandese Sven Kramer, dominatore della specialità nell’ultimo triennio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel pattinaggio di figura occhi puntati su Carolina Kostner che a Tallin, in Estonia, si è confermata la più forte in Europa. </p>
<p style="text-align: justify;">Notevoli speranze vanno riposte ovviamente anche in Armin Zoeggeler, slittinista 36enne, atleta capace di ottenere medaglie in quattro Olimpiadi consecutive. A Vancouver cercherà il terzo oro di fila, ma gli avversari non mancheranno (russi e tedeschi su tutti).</p>
<p style="text-align: justify;">Diciassette giorni di gare (dirette su Rai e Sky) con l’obiettivo italiano di conservare la doppia cifra nel medagliere e provare a vincere il confronto con quanto fatto a Torino (5 ori e 6 bronzi). Speriamo bene e tifiamo insieme. Forza azzurri!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Olimpiadi+Invernali+di+Vancouver%2C+istruzioni+per+l%E2%80%99uso+http://kt6n8.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Italrugby, con le Samoa una vittoria per ripartire</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente verrebbe da dire. Ad Ascoli, dopo tredici sconfitte consecutive, l’Italia del rugby ritrova la vittoria (24-6) contro le Isole Samoa. Una vittoria arrivata nonostante l’assenza del capitano azzurro Sergio Parisse, infortunatosi gravemente al ginocchio destro (rottura legamento crociato anteriore) durante l’allenamento di giovedì. Da quattro a sei mesi di stop, una vera tegola sull’Italrugby [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_486" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/italrugby.jpg"><img class="size-medium wp-image-486" title="italrugby" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/italrugby-300x178.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="178" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Finalmente verrebbe da dire. Ad Ascoli, dopo tredici sconfitte consecutive, l’Italia del rugby ritrova la vittoria (24-6) contro le Isole Samoa. Una vittoria arrivata nonostante l’assenza del capitano azzurro Sergio Parisse, infortunatosi gravemente al ginocchio destro (rottura legamento crociato anteriore) durante l’allenamento di giovedì. Da quattro a sei mesi di stop, una vera tegola sull’Italrugby proiettata verso il Sei Nazioni 2010 (esordio il 6 febbraio a Dublino, contro l’Irlanda).</p>
<p style="text-align: justify;">525 giorni dopo dunque; l’ultimo successo la squadra di Nick Mallet lo aveva ottenuto quasi un anno e mezzo fa, il 28 giugno 2008 contro l’Argentina a Cordoba. Poi una stagione di sconfitte: nei tre test match di novembre (Australia, Argentina, Isole del Pacifico), nei cinque incontri del 6 Nazioni, e nelle tre amichevoli del tour estivo (Australia 2 volte, e Nuova Zelanda). Totale 11 a cui vanno aggiunte le battute d’arresto delle scorse settimane contro Nuova Zelanda e Sudarica. L’ultima occasione per evitare che il 2009 passasse alla storia come l’anno delle sconfitte era la sfida alle Samoa.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo forte: piazzato di Mirco Bergamasco e meta di McLean, subito 8-0. I samoani reagiscono e trovano i primi tre punti con il piede di Esau. La sfida non è spettacolare, ancora due piazzati italiani (Bergamasco e Gower) e un altro di Esau, si va al riposo sul 14-6.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella ripresa il distacco si allunga. Prima Tebaldi inventa un drop, poi con la superiorità numerica arriva una meta tecnica trasformata ancora da Mirco Bergamasco (miglior marcatore del match con 8 punti). Finisce 24-6 e per i complicati calcoli del ranking è una vittoria che permette all’Italia di scavalcare proprio le Isole Samoa raggiungendo l’11.a posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimpiange la perdita di Parisse (che giudica il miglior numero 8 in Europa, forse al mondo) ma è contento per la prestazione offerta dai suoi il c.t. Nick Mallet: “Nonostante qualche errore di troppo siamo riusciti a imporre il nostro gioco, a dominare la partita e non concedere agli avversari nemmeno una chiara occasione da meta”.</p>
<p>Il 2009 è in parte riscattato, ma per il 2010 ci aspettiamo qualcosa in più.</p>
<p><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Italrugby%2C+con+le+Samoa+una+vittoria+per+ripartire+http://4mzyk.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Italrugby, Springboks fuori portata</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 22:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo gli All Blacks il Sudafrica. L’Italia del rugby non ha scelto certo un cammino semplice per avvicinarsi al suo undicesimo Sei Nazioni. Il cucchiaio di legno dello scorso anno grida vendetta e il c.t. Nick Mallet – ingaggiato nel novembre 2007 al posto del francese Berbizier per portarci al Mondiale 2011 &#8211; lo sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_427" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/rugby-italia-sudafrica.jpg"><img class="size-medium wp-image-427" title="ITALIA SUD AFRICA DI RUGBY" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/rugby-italia-sudafrica-300x221.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="221" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dopo gli All Blacks il Sudafrica. L’Italia del rugby non ha scelto certo un cammino semplice per avvicinarsi al suo undicesimo Sei Nazioni. Il cucchiaio di legno dello scorso anno grida vendetta e il c.t. Nick Mallet – ingaggiato nel novembre 2007 al posto del francese Berbizier per portarci al Mondiale 2011 &#8211; lo sa bene. Una settimana fa a San Siro, davanti a più di 80.000 spettatori, è arrivata un’onorevole sconfitta contro i neozelandesi (20-6).</p>
<p style="text-align: justify;">Si replica ad Udine contro i campioni del mondo del Sudafrica. E si parte male: giallo per Favaro e con un uomo in più gli Springboks vanno due volte in meta, trasformandone una. 12-0. Scrivono i loro nomi sul tabellino la futura leggenda del rugby Bryan Habana &#8211; l’uomo delle otto mete nel mondiale francese del 2007 &#8211; e Jacques Fourie .</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia ha un sussulto alla mezzora: Gonzalo Garcia (argentino naturalizzato) trova uno spiraglio tra le maglie sudafricane e mette a segno i primi cinque punti azzurri che diventano subito sette grazie alla trasformazione di Gower (suo anche il geniale assist per la meta). Al riposo si va sotto di cinque.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo semplice dire che l’Italia resti negli spogliatoi. Contro avversari di tale levatura se ciò avvenisse si rischierebbe l’imbarcata. Chiaro però è che il Sudafrica ha un altro piglio: piazzato di Steyn che trasforma poi la meta di Fourie du Preez (22-7). Gli ultimi punti italiani li porta ancora un calcio di Gower (in precedenza due errori come per l’altro azzurro McLean). Il 22enne Steyn risponde prontamente, mentre il risultato è fissato dalla meta – poi trasformata &#8211; di Wynand Olivier. 32-10.</p>
<p style="text-align: justify;">La nota positiva dell’incontro viene dal nostro pacchetto di mischia, capace di reggere l’urto dei sudafricani. Ora però serve un’inversione di marcia. Le sconfitte onorevoli contro le squadre regine di questo sport vanno anche bene, ma sabato prossimo contro Samoa allo stadio Del Duca di Ascoli serve ritornare alla vittoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Italrugby%2C+Springboks+fuori+portata+http://xps4s.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mike Tyson, l&#8217;uomo che ama i guai</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Marchese</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_81" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/tyson.jpg"><img class="size-medium wp-image-81" title="tyson" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/uploads/tyson-300x210.jpg" alt="Foto ANSA" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ANSA</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’ultima notizia su Mike Tyson &#8211; pestaggio ai danni di un fotografo &#8211; è di quelle a cui non si fa più caso. Una sorta di assuefazione dovuta al personaggio e ai suoi continui problemi con la legge. Difficile infatti anche solo contare le volte che “Iron Mike” ha avuto a che fare con la giustizia (facile ricordare invece la sua condanna più lunga per l’accusa di stupro, i tre anni scontati a Plainfield nell’Indiana dal 1992 al ’95).</p>
<p style="text-align: justify;">Un’infanzia difficile nei bassifondi di New York, i primi reati di strada e poi l’incontro con la boxe: una salvezza. Nel 1985, a 19 anni, Tyson fa il suo esordio fra i professionisti. Inarrestabile: nei suoi primi 49 incontri vince 46 volte, di cui 40 per k.o. e il 22 novembre dell’ ’86 diventa il più giovane campione del mondo dei pesi massimi (a 20 anni, 4 mesi e 23 giorni).</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda metà degli anni ’80 segna in sostanza la nascita del fenomeno Tyson, anche se fuori dal ring cominciano i problemi: la sua prima moglie, l’attrice Robin Givens, lo accusa di violenze e dopo un solo anno di matrimonio arriva il divorzio. E’ il febbraio del 1989. Nuovamente un anno dopo Tyson perde anche sul ring: James Douglas, a sorpresa, gli sfila il titolo dei massimi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Iron Mike” prepara la rivincita, rivuole la “sua” corona ma sul finire del ’91 arriva l’accusa di stupro e la seguente condanna. Il carcere: tre anni grazie alla buona condotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’agosto del ’95 Tyson torna a combattere dimostrando di credere ancora in sé stesso. È il tempo dell’ultimo acuto, il titolo mondiale dei massimi è di nuovo suo, strappato all’americano Bruce Seldon nel settembre del ‘96. Ora quel titolo va difeso.</p>
<p>Lo brama Evander Holyfield.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 novembre ’96, giorno del match, segna l’inizio del tramonto dell’epoca Tyson. Una parabola che dal punto di vista sportivo conoscerà il suo momento, forse più basso, nella rivincita del 28 giugno ’97, nel match passato alla storia per il morso all’orecchio di Holyfield.</p>
<p style="text-align: justify;">Squalifica, bancarotta, risse, ancora carcere, ancora accuse. Poi l’ultimo tentativo – fallito – di tornare re dei massimi (sconfitto da Lennox Lewis nel maggio 2002). Poi ancora addii, ritorni ed esibizioni per raggranellare qualcosa. E ancora notti passate in carcere e il dolore per una figlia persa. Un altro matrimonio e un’altra rissa, che di certo non cambia di tanto la sua storia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riccardo Marchese</em></p>
<p align="left"><a class="tt" href="http://twitter.com/home/?status=Mike+Tyson%2C+l%E2%80%99uomo+che+ama+i+guai+http://5f4en.th8.us" title="Post to Twitter"><img class="nothumb" src="http://www.stadiosport.it/wp-content/plugins/tweet-this/icons/tt-twitter-micro1.png" alt="Post to Twitter" /></a></p>]]></content:encoded>
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