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NUOTO, EUROPEI 2012 | Pellegrini oro nei 200 stile libero. Argenti per Scozzoli, Barbieri e staffetta 4×200 maschile

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Federica Pellegrini

Doveva essere il giorno dell’Italia e così è stato. Cinque podi in un pomeriggio solo, il più ricco d’azzurro in questi Campionati europei di nuoto di Debrecen. Cinque medaglie che portano il bottino italiano a quota 16, un totale mai raggiunto prima ad una rassegna continentale. Il sacco tricolore più pesante di metalli era quello con su scritto Budapest 2006, col doveroso distinguo che allora si trattò di un Europeo messo al centro del calendario e non preolimpico come questo. Va detto per non fomentare trionfalismo, anche se i motivi per abbozzare più di un sorriso ci sono.

FEDE – Secondo oro europeo consecutivo per Federica Pellegrini nella gara in cui ormai domina da cinque anni a tutti i livelli. Il suo regno nei 200 stile cominciò a Pechino 2008 e tutti speriamo possa estendersi anche Oltremanica. Il tempo non è eccezionale (1’56″76), ma il suo allenatore Claudio Rossetto aveva già spiegato il tipo di lavoro svolto: scarico minimo perché Debrecen è solo una tappa di passaggio. E un oro lungo il passaggio non si butta mai. Brava e sfortunata l’altra azzurra in finale, Alice Mizzau (1’58″39), che chiude quarta e manca il pass olimpico per solo 6 centesimi. Medaglie per la tedesca Lippok (argento dopo la solita fuga con crollo vertiginoso, sotto i colpi della rimonta di Federica, nell’ultimo 50) e per la francese Cyrielle Etienne.

BARBIERI – Podio, pass olimpico e record italiano nei 100 dorso, miglior prestazione italiana in tessuto e ancora medaglia d’argento oggi sulla distanza più corta. La rivelazione dell’Europeo per l’Italia è Arianna Barbieri (28″31), ventitreenne padovana di stanza a Bologna. Nella finale dei 50 dorso si ferma a 6 centesimi dal titolo continentale della spagnola Peris Minguet (28″25), con un pizzico di rammarico per non essere stata più cattiva (lei non usa proprio la stessa parola…). Quinto posto per Carlotta Zofkova (28″72), altra bella sorpresa (già sesta nei 100) che dalla sua ha la carta d’identità (classe ’93). Il futuro del dorso azzurro è molto rosa.

RANA – Non sono specialità olimpica, ma sono la gara del suo primo oro. Fabio Scozzoli ci teneva molto a confermare il titolo conquistato, due anni fa a Budapest, nei 50 rana. Per questo, quando esce dalla vasca con un argento al collo, non ha propriamente la faccia della felicità. Neppure il tempo (27″49) può risollevare l’umore, però il discorso è sempre lo stesso: la forma massima non può esserci ora, perché fra due mesi si torna in vasca per una gara attesa quattro anni. L’oro va allo sloveno Dugonjic (27″32), bronzo al greco Samilidis che beffa per un solo centesimo l’azzurro Mattia Pesce (27″65 con arrivo molto lungo).

STAFFETTA - C’era una volta la 4×200 italiana che dominava in Europa e saliva sul podio all’Olimpiade. Una staffetta capace di restare sul tetto del vecchio continente per ben 5 edizioni consecutive dei campionati europei. Due anni fa, sempre qui in Ungheria, si consumò la fine di un ciclo: fuori dal podio. Oggi, anche se va fatta la tara per le assenze di Francia e Russia, si torna alla medaglia. Un argento costruito da un quartetto compatto: parte bene Gianluca Maglia (1’48″56), azzarda Riccardo Maestri (1’47″87) con un passaggio da brividi, gestisce Samuel Pizzetti (1’48″26), conclude con lo schema classico Filippo Magnini (1’48″41), che gioca al gatto col topo con Cseh: si fa riprendere, gli resta accanto e sfruttando la sua velocità di base, lo saluta all’ultima vasca. L’Italia chiude in 7’13″50, un crono che non lascia spazio a sogni futuri. Oro per la Germania di Biedermann (7’09″17), bronzo per i padroni di casa ungheresi.

RIVOLTA – Chiudiamo con la medaglia che aveva aperto la splendida giornata azzurra. Matteo Rivolta (52″40), da matricola, sale sul podio dei 100 farfalla, prendendosi – parole sue – il primo posto fra gli umani. La lotta per il titolo è affare a due fra il serbo Milorad Cavic (l’uomo che andò vicinissimo a battere Phelps a Pechino 2008, anzi per qualcuno riuscì a batterlo) e l’ungherese Laszlo Cseh (già due ori qui e domani si prenderà il terzo nei 400 misti). La spunta il serbo in 51″45, e la piscina di Debrecen resta per il secondo giorno su sei senza inno da cantare. Rivolta è terzo con gran rammarico per quei 4 centesimi che lo separano dal tempo minimo per Londra.

DOMANI - Giornata conclusiva dell’Europeo con Federica Pellegrini impegnata nei 400 sl, e con le due staffette miste da cui è lecito attendersi qualcosa di buono. Sarà finale anche per Marco Orsi (22″22) nei 50 sl, terzo crono totale. Infine, Luca Marin è chiamato all’ennesima prova di riscatto di una carriera che ha preso, da tempo, la strada del declino.

Riccardo Marchese

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