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Italia - Rugby
Volevano stravincere e impressionare di brutto gli All Blacks qui in Italia, loro che sono i più forti del mondo che sono temuti da molte nazionali per la potenza e le pesanti vittorie di cui sono capaci, ma non ci sono riusciti (almeno non del tutto) trovandosi davanti un’Italia convincente che non ha avuto timori riverenziali. Così sabato 14 novembre alle ore 15:00, allo stadio di San Siro a Milano, per l’occasione gremito di  appassionati e non solo, l’Italia ha perso 20 a 6 contro la nazionale neozelandese di rugby. Di grande effetto la prima parte della gara che ha visto oltre l’Inno nazionale italiano,intonato a gran voce da tutti gli spettatori del Meazza, l’inno nazionale neozelandese ma anche l’Haka, la tradizionale danza dei Maori, resa celebre proprio dagli All Blacks che hanno fatto di ciò, oltre a tecnica e bravura nel gioco, il loro elemento distintivo rispetto alle altre squadre.

Così gli azzurri, incitati dagli 80 mila sugli spalti, hanno iniziato bene con grinta e concentrazione, e hanno proseguito così fino all’ultimo minuto della gara. A tratti i ragazzi italiani sono stati anche capaci di svilire il gioco dei neozelandesi. I punti azzurri sono tutti di Grower che realizza all’inizio del match un punto che porta gli Azzurri in vantaggio sui All Blacks di tre. Dura un attimo, ma è un’emozione che fa sognare San Siro.  L’unica meta del match la segna Flynn, Canale, Parisse e i piloni azzurri ci vanno solo vicino.

Fra le fila italiane adesso si pensa al prossimo impegno, la nazionale campione del mondo sudafricana da sfidare prossimamente ad Udine. C’è chi dice che sia un’avversaria ancora più temibile degli All Blacks perchè i giocatori sono più forti fisicamente. «Dovremo essere più presenti in difesa, efficaci sui palloni alti e attenti al loro gioco al piede. Dopo la partita contro gli All Blacks non c’è appagamento nel gruppo, non possiamo permetterci di abbassare la tensione perchè, contro avversari di altissimo livello come i sudafricani, rischieremmo di pagare a caro prezzo un errore del genere», dice Bergamasco, trequarti della nazionale italiana di rugby .«Abbiamo fatto un’ottima partita contro gli All Blacks e contro il Sudafrica seguiremo stessi principi di gioco, scendendo in campo con la stessa voglia e aggressività per disputare un altro match positivo», dice Salvatore Perugini, pilone sinistro azzurro.

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Luana Soldano