TRA PARADISO E INFERNO: 13^ giornata di Serie A
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lunedì, novembre 22nd, 2010
In paradiso: BORRIELLO, ROMANISTA FINO IN FONDO

Marco Borriello
Fa un po’ strano dirlo in questo momento, ma al Milan servirebbe come il pane. Non tanto perché Ibra ha bisogno di rifiatare, quanto perché con il suo addio verso Roma ha lasciato un vuoto in area piccola diventato ancora più abissale con l’infortunio di Inzaghi. Marco Borriello sta facendo la fortuna di una Roma rinata e risoluta: 8 gol in 16 partite, tutti da centravanti puro, tutti di pregevole fattura. Non c’è Vucinic o Adriano (nel caso risorgesse anch’egli) che tenga: l’ex milanista è la chiave di volta del gioco di Ranieri, una trama che trova il suo gran finale nelle giocate di questo giovanotto (coadiuvato da un ottimo Menez e da un Totti ancora a intermittenza) che impressionò al Genoa e aiutò a suon di reti e sponde il Milan di Leonardo a sfiorare lo scudetto lo scorso anno. Solo Prandelli non lo sta prendendo in giusta considerazione, preferito da Balotelli, Gilardino e da un Quagliarella sempre più goleador. Marco, però, può pensare in grande, anche in azzurro. In rossonero, invece, la storia potrebbe essere archiviata: le voci che lo vedrebbero di ritorno a Milano nel prossimo gennaio si sono rivelate infondate. La rifondazione giallorossa parte dai piedi e dai gol di Borriello.
All’inferno: EDUARDO, GLI ESAMI SONO ALLA PORTA

Eduardo
Il suo omonimo De Filippo diceva che gli esami non finiscono mai. E meno male per l’Eduardo portiere, perché se la partita contro la Juve fosse stato il suo ultimo esame, i tifosi del Genoa lo avrebbe ricordato come uno dei peggiori numeri uno che la storia del Grifone abbia mai conosciuto: il portoghese pasticcia sul tiro debole di Marchisio, spingendo in rete di testa il pallone che pochi decimi prima aveva pizzicato il palo, e poi esce soffice come la panna montata sul diagonale non proprio irresistibile di Krasic, accompagnando di fatto la sfera verso il traguardo. Da lì, un prosieguo di gara zeppa di incertezze, un sentimento di precarietà trasmesso poi ai compagni di retroguardia, risparmiati da una Juve già in vantaggio e quindi più attenta ad amministrare che a offendere ulteriormente. L’ex portiere del Braga e nazionale del Portogallo, arrivato in Liguria la scorsa estate, alterna parate da cineteca con errori da dilettante. La continuità, dunque, è stato finora il problema più grosso dell’estremo difensore genoano. L’era Ballardini è appena iniziata. Eduardo ne approfitti per finire al più presto questa prima parentesi italiana non proprio da numero uno.
Joni Scarpolini

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