Il capolavoro di Leonardo
- lunedì, 11 gennaio 2010
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Ora è ufficiale: l’unica degna rivale per lo scudetto, l’Inter se la ritrova in città. Il Milan di Leonardo ha iniziato il 2010 alla grandissima, con due sonanti vittorie contro Genoa e Juventus. Otto gol fatti nel giro di quattro giorni. Numeri consistenti che non fanno dormire sonni tranquilli a José Mourinho. Sembra davvero incredibile. Non è passato poi molto tempo da quel 29 agosto, seconda giornata di campionato. Era un caldo sabato d’estate, e l’Inter massacrò i cugini rossoneri nel derby meneghino. 4-0, verdetto inesorabile. I nerazzurri dimostrarono la propria superiorità, spedendo all’inferno i rivali, alle prese con una crisi tecnica e psicologica senza precedenti. Le ciabatte di Seedorf, l’ira di Gattuso, la confusione totale di Leonardo. Per non parlare dei tifosi, furibondi con la società per una desolante campagna acquisti. Sì ragazzi, il Milan era allo sbando. Il giorno dopo, la Juventus di Ferrara (e di un super Diego) demolì l’ultima Roma spallettiana, mettendo in mostra una solidità assai temibile. Quel giorno, i titoli erano tutti per San Ciro. Il povero Leo, invece, dava l’immagine del classico dilettante allo sbaraglio. Già, quel giorno. Ingannevole come pochi. Nessuno avrebbe potuto immaginare una simile conclusione del girone di andata. La Juve è letteralmente sprofondata, mentre il Milan ha trovato in maniera graduale un eccellente equilibrio collettivo. L’emblema di tutto ciò è la sfida diretta di domenica sera. Bianconeri pasticcioni, rossoneri perfetti. Dei problemi di Ferrara, preferiamo non parlare. Occupiamoci di Leonardo, del suo lavoro da molti sottovalutato. Cos’era il Milan poco tempo fa? Un mix di pensionati, scarsoni e giovani ancora acerbi. Impossibile sognare in grande. Il 40enne tecnico brasiliano non ha mai perso la speranza. Ha lavorato sodo, trovando nuove ed efficaci idee tattiche, rilanciando calciatori in difficoltà. E’ stato bravissimo, il buon Leo. Ha restituito al calcio italiano il vero Milan, rinnovato nella voglia e nello spirito. Oggi, questa squadra fa paura. Uno dei prossimi obiettivi del Diavolo sarà riscattare l’umiliante 0-4 incassato ad agosto dai cugini. Fra quindici giorni è in programma il derby di ritorno. Un derby scudetto. Chi l’avrebbe mai detto…
Alessio Nardo
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