TRA PARADISO E INFERNO: 10^ giornata di Serie A
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martedì, novembre 9th, 2010
In paradiso: FLAMINI, LA SOSTANZA DEL GOL

Mathieu Flamini
Quella falcata degna di Maicon, quel cucchiaino degno di Totti, quell’esultanza degna di Shevchenko, non sembrano cose degne di Flamini, medianaccio dai piedi ruvidi, tanta sostanza poca eleganza. Ebbene, se avete pensato tutto questo, cancellatevi la memoria e godetevi un centrocampista che non fa solo la legna ma sa anche mandare a ferro e fuoco l’area avversaria con incursioni tipiche di chi, il gol, se non ce l’ha nel sangue lo ha almeno nelle sue intenzioni. Sì, perché Mathieu ha sfiorato tante volte il gol da quando è arrivato al Milan due anni fa dall’Arsenal, ma solo a Bari l’altroieri è riuscito a siglare il suo primo centro nel campionato italiano. Una rete splendida su assist di Ibra, il giusto premio per un giocatore che non si è mai arreso alla panchina, allo strapotere di Ambrosini l’anno scorso e alla rinascita di Gattuso in questo inizio di stagione. In un Milan a trazione anteriore c’è bisogno di interditori così, che spaccano, impostano e magari segnano pure. Flamini ha raddrizzato il piede. Per essere degno, con le dovute proporzioni, della classifica marcatori.
All’inferno: PARMA, CRISI A TEMPO INDETERMINATO?

Pasquale Marino
Sampdoria e Bari. Dopodiché l’ultimatum sarà scaduto e Pierpaolo Marino, checché ne dica il direttore generale Pietro Leonardi, saprà il suo destino. Ultimo posto in condominio con Cesena e Bari, 6 gol fatti, 10 subiti, una sola vittoria ormai troppo lontana, quella ottenuta alla prima giornata contro il Brescia. Il gioco non c’è, gli attaccanti non segnano, anche perché Bojinov sembra in pensione, Crespo lo è già da tempo. Candreva si porta dietro la depressione della prima e ultima stagione juventina, Mirante ne combina una a partita, Giovinco va ad intermittenza e comunque non è ancora pronto a fare il leader, l’unico che si salva è Valiani, non a caso il migliore dei suoi a Napoli. Marino sembra la controfigura dell’allenatore ammirato a Udine, il patron Ghirardi non alza la voce e nemmeno ha intenzione di aprire il portafoglio, quando invece a gennaio sarebbe il caso di pensare a qualche acquisto per allungare una panchina che piange. Parma in ritiro a tempo indeterminato, così vuole Leonardi. Ma la crisi gialloblù, quella sì deve che avere un limite.
Joni Scarpolini

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