TRA PARADISO E INFERNO: 9^ giornata di Serie A
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lunedì, novembre 1st, 2010
In paradiso: MELODRAMMA AI TITOLI DI CODA
Il melodramma è finito. Il brasiliano più combinaguai che il campionato italiano e mondiale abbiano mai visto in questo 2010 è finito. Felipe Melo è rinato, rinsavito, o più semplicemente non si tratta di Felipe Melo, ma del suo gemello restaurato a immagine e somiglianza di quello applaudito a Firenze, ovvero quel brasiliano tutto muscoli e cervello che solo due anni addietro dominava il centrocampo di Prandelli grazie alla sua prepotenza fisica e a una tecnica che nulla ha da invidiare ai vari Iniesta o Gerrard. Ebbene, Melo è tornato, incastrato perfettamente nei nuovi meccanismi di Delneri e affiancato da un fantastico Aquilani che garantisce quantità e qualità. La prima orribile stagione in bianconero e i disastri sudafricani, che hanno indotto l’intera nazione brasiliana ad odiarlo manco fosse il più acerrimo rivale argentino, sono ormai alle spalle: Felipe a Milano contro il Milan ha corroborato la sua crescita esponenziale e non sbaglia più una virgola, dà sicurezza ai compagni e a se stesso, interdisce e sgomita intelligentemente, senza arrivare al cartellino di qualunque colore esso sia. Il melodramma è finito. Ora inizia la favola?
All’inferno: TOTTI NEL GIRONE DEGLI INCOLPEVOLI
Va dritto all’inferno Francesco Totti, ma stavolta – contrariamente a quanto successe a maggio in occasione del calcione rifilato a Balotelli durante la finale di Coppa Italia – senza una colpa apparente. Lo spintone ad Olivera non sembra un omicidio, semmai è il giocatore del Lecce che sgambetta il capitano romanista in volata verso la porta avversaria. Poi segna Vucinic e tutto potrebbe filare liscio, e invece no. I due bisticciano sotto gli occhi dell’arbitro Gervasoni che li manda fuori entrambi, con un piccolo dettaglio: il rosso per Totti vale un derby in meno, cioè il prossimo, attesissimo, con la Lazio che continua a volare da prima della classe e la Roma che vivacchia a metà classifica nonostante l’ossigenante vittoria contro i salentini. Ma se la squalifica del Pupone sa di mezza sconfitta, è cosa ormai nota che quando il numero 10 giallorosso non c’è i suoi compagni danno il meglio e fanno pure un filotto di vittorie come accaduto più volte in passato. Magra consolazione: la Roma di oggi, così avvilita e anche un po’ sfigata, per vincere la stracittadina ha bisogno dell’aiuto degli angeli. E gli angeli, si sa, non vengono certo dall’inferno.
Joni Scarpolini



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