Finchè l’Inter va…
- giovedì, 7 gennaio 2010
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E l’Inter vola. Spedita, serena, implacabile. I nerazzurri non conoscono ostacoli. Nemmeno l’ottimo Chievo di Mimmo Di Carlo riesce a frenare il perfido cinismo della corazzata di José Mourinho. Le polemiche per rigori dubbi e sgradevoli cori razzisti provenienti dagli spalti, rappresentano esclusivamente un contorno del dominio interista. Nel giorno del debutto di Goran Pandev, è super Mario Balotelli a segnare l’1-0 decisivo e a spedire un messaggio chiaro ed inequivocabile alle rivali: anche nel 2010, non ci sarà trippa per gatti. Troppo solida l’Inter, talmente fredda da non conoscere il significato della parola “paura”. Milan e Juve possono accontentarsi delle briciole, almeno per il momento. E se i bianconeri di Ferrara, nonostante la vittoria di Parma, sono ancora in piena fase di convalescenza, il Diavolo dimostra di aver trovato una definitiva armonia collettiva. Splendido il 5-2 rifilato al Genoa, spettacolare il momento di forma di Marco Borriello, attaccante giunto finalmente alla piena maturità calcistica. Il resto del campionato ci parla di tre squadre, eternamente a caccia della definitiva grandezza. C’è il Napoli quarto in classifica, trascinato dallo scatenato Fabio Quagliarella autore di un gol spettacolare all’Atalanta. Walter Mazzarri non finisce di stupire: undicesimo risultato utile consecutivo ed imbattibilità stagionale conservata. C’è poi la Roma di Ranieri, con un Toni in più ma due punti in meno a causa della clamorosa rimonta cagliaritana nel finale: da 2-0 a 2-2 in soli due minuti, dal 91’ al 93’. Un’eventuale vittoria al Sant’Elia avrebbe proiettato i giallorossi nell’orbita delle grandissime. Invece, c’è ancora molto da lavorare. Nel prodigioso recupero dei sardi c’è molto di casuale, ma è anche vero che in trasferta i capitolini hanno vinto solo due volte in campionato. Un po’ poco, per chi ambisce alle altissime posizioni di classifica. Un plauso, infine, alla Fiorentina. I toscani si presentano al 2010 con un pokerissimo sul campo del Siena, segnato dall’ottimo esordio del difensore brasiliano Felipe e dal ritorno al gol di Adrian Mutu. Prandelli mette in chiaro le cose: chi vorrà il quarto posto, dovrà ancora una volta fare i conti con l’armata viola.
Alessio Nardo


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