Fiorentina nel baratro: è allarme viola
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lunedì, ottobre 18th, 2010

Sinisa Mahajlovic
Seppur stupiti e sorpresi da una Lazio meravigliosamente concreta, ammaliati dalle prodezze di Pato ed Eto’o e incoraggiati dalle buone prestazioni di Roma e Juve, non possiamo non far luce sullo strano e triste caso della Fiorentina di Sinisa Mihajlovic. Ultima in classifica, non è uno scherzo: una vittoria, due pareggi e ben quattro sconfitte. Un ruolino di marcia che spaventa e fa rabbrividire. Il ko in rimonta subìto a Marassi contro la Sampdoria decreta la crisi profonda dei viola e l’obiettivo principale della critica non può che essere il 41enne tecnico serbo.
Si respira un’aria cattiva a Firenze, già da quest’estate. Allora il soggetto nel mirino era Pantaleo Corvino, direttore sportivo assai abile nello scovare giovani talenti, molto meno nel costruire squadre con una precisa identità e validi ricambi. Pochi innesti (Cerci, Boruc, D’Agostino), peraltro in ruoli dove la Fiorentina era già sufficientemente coperta. Il deludente undicesimo posto dell’ultimo campionato è stato fin troppo sottovalutato. In realtà, l’organico necessitava di un profondo restyling con rinforzi mirati. Tale lavoro non è stato portato a termine e la situazione è ora sotto gli occhi di tutti. Ovviamente il nuvolone delle accuse si è spostato sopra la testa di Sinisa, colui che avrebbe dovuto condurre i viola alla rinascita post era Prandelli. Fin qui, un fallimento.
Cosa manca alla squadra? Non certo la qualità. Da Montolivo a Gilardino, da D’Agostino a Vargas passando per Marchionni e Ljajic è evidente come il materiale umano sia di buon livello. Certo, non è stato sostituito a dovere l’infortunato Jovetic (altro grave errore di Corvino), ma le premesse per un buon campionato c’erano tutte ad inizio stagione. La vera ed unica lacuna della Fiorentina sta nella mancanza di leader, di gente tosta in campo in grado di trascinare i compagni. La figura dell’uomo di riferimento è stata interpretata magistralmente da Prandelli per cinque anni, ed ora Mihajlovic dimostra di soffrirne il peso dell’eredità. Ma qualcosa dovrà cambiare, e anche in fretta. Ammorbidirsi ulteriormente e perder stimoli dinanzi alla classifica nera rischia di esser un pericolo enorme: di questo passo la Fiorentina potrebbe davvero iniziare a sentir profumo di B.
Alessio Nardo

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