Totti e la Nazionale, discorso chiuso. Troppo passato per il futuro
477 visite
lunedì, ottobre 18th, 2010

Francesco Totti (ANSA)
Totti è un’impronta. Seguila e ti ritroverai sulla Promenade di Montecarlo, dove Francesco ha lasciato l’orma del piede destro nel cemento dopo aver vinto il Golden Foot. Accanto alla sua impronta ci sono quelle di Rivera e Baggio. Il paragone regge: Totti è stato uno dei più grandi giocatori della storia del calcio italiano, proprio come i suoi predecessori. Solo chi ha una strana concezione del pallone fatica ad ammetterlo. Gianni, Roberto, Francesco: l’evoluzione del numero dieci impressa sul viale monegasco, dove ad assistere alla consegna del premio al capitano della Roma erano presenti fotografi e inviati dei principali quotidiani europei. La prima domanda era prevedibile: «Che ne pensi di un possibile ritorno in Nazionale?».
Il tormentone è nato dopo le parole di Antonio Cassano, che qualche settimana fa ha espresso pubblicamente il desiderio di giocare ancora una volta insieme a Totti dopo i trascorsi romani. Su You Tube c’è un video che testimonia la loro intesa sul campo. Si chiama «Telepathy», è la ripresa di un’azione di gioco. Passaggio di Cassano, tacco di Totti, altro passaggio di Cassano, altro tacco di Totti, tocco morbido di Cassano, assist di prima di Totti per Cassano. Trenta secondi scarsi per capire cos’è il gioco del calcio.
«Mai dire mai, parlerò con Prandelli» ha risposto Francesco mentre posava con il premio per la foto di rito. Il citì ha già detto che potrebbe convocarlo per un’amichevole, magari quella con la Romania in programma a novembre. Un’amichevole, ecco. Un riconoscimento alla carriera, una specie di premio. Non di più perché l’epoca del Totti azzurro è finita da un pezzo e riaprirla sarebbe un errore per entrambi. Per Prandelli, che ha parlato spesso di ricambio generazionale, di giovani e volti nuovi. Per Francesco, che a 34 anni non può più essere il giocatore di una volta. Il tecnico, con Totti in squadra, dovrebbe stravolgere il 4-3-3 su cui lavora dai primi giorni a Coverciano, sapendo che Francesco non si accontenterebbe di una ventina di minuti nel finale di partita. No, non si può. Troppo passato per il futuro: l’operazione nostalgia non funzionerebbe. Ormai Francesco fa parte della storia della Nazionale, come Rivera, come Baggio. E’ il momento di guardare avanti anche se in giro non ci sono nuovi Totti e piccoli Del Piero. Si fa quel che si può, si fa con quel poco che c’è, senza però tornare indietro.
Ora sta a Francesco: chiudere la carriera in azzurro con l’impronta sulla Coppa del Mondo oppure giocare un’amichevole patetica, un inutile contentino per esaudire il desiderio di un vecchio amico. Internet per Totti, la Nazionale non più.
Filippo Merli

Calcio
Formula 1
MotoGP
Basket