Tempo di Nazionale, tempo di polemiche
- giovedì, 12 novembre 2009
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Marcello Lippi
Dopo la decima giornata si ricomincia con la nazionale, si ricomincia, con Lippi, le polemiche, i nuovi arrivi e i vecchi esclusi. Sempre le solite storie insomma, tutti attaccano tutti, tutti si lamentano di tutti. Questo sembra il perenne destino del commissario tecnico, e da un po’ a questa parte è Lippi a farne le conseguenze di sua scelta, essendo voluto ritornare al vecchio azzurro che tanto gli mancava. Infatti come si è potuto rendere conto la Nazionale è un’arma a doppio taglio, perché nonostante la sua politica sia in parte giusta avendo poco tempo per la parte tattica, preferisce scegliere quei giocatori con cui ha già lavorato, e che sanno la sua mentalità di giocare, allo stesso tempo è costretto dalla critica a inserire solo pochissimi innesti.
Oggi ancora la solita storia di Cassano fuori, che susciterà ancora tanti e tanti scalpori, fuori giustamente Santon, che non ha avuto modo di farsi valere, stessa cosa per Toni, e dentro Pazzini a scapito di uno spento Quagliarella, che nell’ultimo periodo ha fatto poco e niente. Cambiano quindi quei 2-3 innesti, questa volta il commissario tecnico ha scelto Biondini e Candreva. Il primo si è messo in mostra col Cagliari sia durante tutta la stagione, che soprattutto nell’ultima partita dove ha fatto la differenza, mentre il Livornese è una delle stelle nascenti del nostro campionato, classe 87, che ha dimostrato di fare la differenza sia come trequartista, che come mediano davanti ala difesa. Ancora nessuna convocazione, invece, per Balotelli, nonostante le sue ultime uscite stagionali. Per il resto non cambia niente, sempre gli stessi convocati, i soliti Cannavaro, Chiellini e Zambrotta in difesa, i Pirlo, Camoranesi e De Rossi in centrocampo e i Di Natale e i Gilardino là davanti(evidentemente secondo Lippi l’azzurro gli sta bene).
Ci si chiede infatti perché poi questi nuovi arrivi quando il tecnico poi in partita decide di fare giocare sempre gli stessi, lasciando puntualmente i nuovi sempre a riscaldare la panchina. In campo infatti ogni volta sembra la Juventus under 30, che fatica a correre e a dare quantità, soprattutto dopo l’andamento altalenante della squadra di Ferrara. Speriamo almeno che Lippi al mondiale capirà che il bianco e nero non va più di moda.
Emanuele Spampinato
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