Grandissimo Eto’o, ma all’Inter servirà anche il miglior Milito
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venerdì, ottobre 1st, 2010

Milito-Eto'o
Samuel Eto’o è sempre stato un campione, uno che ha fatto la differenza dovunque. Arrivato a Milano due anni fa nell’ambito dell’affare che ha visto Ibrahimovic sbarcare in Catalogna, subito sono partiti i paragoni su chi ci avesse guadagnato nello scambio. A distanza di due anni non c’è il minimo dubbio: impressionante e devastante la forza del camerunense, decisivo nel triplete dello scorso anno e in questo inizio di stagione, con già 11 gol realizzati in partite ufficiali.
Il numero 9 nerazzurro ha cambiato posizione da quando indossa la maglia del club Campione d’Europa: a gennaio 2010, prima di partire per la Coppa d’Africa, Mourinho parla con lui chiedendogli di sacrificarsi sulla fascia destra per dare una mano a Maicon e all’intera squadra. Lo Special One infatti ha in mente il modulo con il quale vincerà tutto, anche quella famosa Coppa dei Campioni che mancava dalle stanze di Via Durini da quasi cinquant’anni. E’ il famoso modulo con Sneijder trequartista e tre punte davanti, Eto’o-Milito e Pandev con le ali che in fase di non possesso devono abbassarsi a livello dei terzini. Eto’o accetta e i risultati daranno ragione all’idea del Mou che però a luglio lascia Milano per andare a Madrid: il camerunese parla con il nuovo allenatore Benitez dicendogli chiaro e tondo che vuole stare più vicino alla porta: lui d’altronde nasce attaccante e si sa gli attaccanti vivono per il gol.
Benitez allora lo sposta dalla fascia e lo avvicina di più alla porta degli avversari: inoltre il nuovo modo di giocare, impostato sul pressing alto, favorisce la forza di Eto’o che segna con una continuità impressionante, sia in campionato che in coppa. Contro il Werder Brema l’apoteosi: tripletta e assist vincente per Sneijder. Un 4-0 che porta la firma indelebile del capitano del Camerun. Ora che Milito sta attraversando un periodo di appannamento, dopo un finale di stagione passato mostruoso, ci si chiede se l’argentino possa lasciar spazio alla forma straripante di Eto’o.
Non sfruttare a pieno il potenziale di questi due attaccanti sarebbe una follia, trattandosi di due veri incubi per le difese avversarie. Anche se il Principe non è ancora al top della forma, davanti la porta può portarsi via avversari lasciando campo aperto ai suoi compagni di squadra; inoltre il suo lavoro per la squadra, fatto di sponde e appoggi, può essere determinante per gli uomini di Benitez. Troppo forti quei due: se l’Inter vuole provare a ripetere i successi dell’anno scorso, non può prescindere da Eto’o e Milito. Due vere forze della natura.
Luca Parmigiani

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