L’attacco del Napoli è di tutto rispetto. Cavani è affidabile
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giovedì, settembre 9th, 2010

Edinson Cavani
Ceduti Denis e Quagliarella, il Napoli 2010/2011 punterà tutto su Edinson Cavani per quanto riguarda la fase realizzativa. La squadra di Mazzarri decide così di compiere una scelta piuttosto coraggiosa rinunciando di fatto al centravanti, e puntando tutto sul talentuoso uruguagio pagato fior di milioni al Palermo.
Lo scacchiere offensivo dei partenopei sembra comunque di tutto rispetto, con due giocatori come Lavezzi e Hamsik dietro a Cavani nel 4-3-2-1 del tecnico livornese. Un trio invidiabilissimo che, se in giornata, può davvero far sognare il pubblico del San Paolo. I problemi, come detto, potrebbero arrivare dalla fase meramente realizzativa: Cavani non è un centravanti puro, anche se nelle ultime due stagioni è sempre andato in doppia cifra (27 gol in 69 partite di campionato con la maglia rosanero, media di poco inferiore a un gol ogni due gare). E la svolta tattica può essere anche letta sulla base dei problemi realizzativi della scorsa stagione, in cui il Napoli non è riuscito ad andare oltre il pur buon sesto posto a causa di qualche 0-0 di troppo (come quelli con Cagliari, Siena, Genoa e Palermo, tutti nel girone di ritorno) che forse sarebbe bastato poco per sbloccare. D’altra parte German Denis in due stagioni non è riuscito a mantenere le aspettative e i numeri degni di un goleador: 13 gol in 63 gare di campionato sono obiettivamente pochi per un centravanti. Basti pensare che l’anno scorso Hamsik (12), Quagliarella (11), Lavezzi (8), hanno segnato più dell’argentino (5), adesso passato all’Udinese.
Dunque, si riparte con una formula talentuosa e senza un vero centravanti. Anche se Cavani (in Europa League e poi con il non-gol di Firenze) ha dimostrato di poter essere affidabile pure sotto porta. E poi in rosa c’è Cristiano Lucarelli, uno che il gol ce l’ha nel sangue: pronto a subentrare dalla panchina in caso di necessità, il bomber livornese (che di gol in A ne conta ben 119) può rivelarsi l’asso nella manica di un Napoli sempre più in formato europeo.
Iacopo Barlotti

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