Qualificazioni Euro 2012: la nuova Italia tutta tecnica e qualità
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mercoledì, settembre 8th, 2010

Cesare Prandelli (LA PRESSE)
Cassano vuole il numero del matto. «Del 10 non me ne frega niente. Datemi il 14, il 44, il 99. Anzi, datemi il 22, che nella smorfia napoletana rappresenta il matto…». Oggi l’Italia è il tacco di Cassano e il tocco di Pirlo. Antonio e Andrea, poi gli altri. S’è capito con l’Estonia e la conferma è arrivata con le Far Oer. Entrambi, nelle prime due partite ufficiali dell’era Prandelli, ci sono sempre stati: due gol e un assist di tacco per l’attaccante della Sampdoria, tre angoli determinanti e una rete su punizione per il regista del Milan.
Il citì voleva gioco, chiedeva tecnica, invocava qualità: con quei due in campo ha avuto tutto. Decisivi a Tallin, protagonisti assoluti nel 5-0 di Firenze. Questo è Cassano: il talento, il genio, il dialetto barese in conferenza stampa, i congiuntivi sbagliati, la fede vistosa al dito, gli orecchini. Anche Pirlo è sempre lui: testa alta, due tocchi al massimo, stop-passaggio, il pallone al compagno smarcato.
Quelli delle Far Oer sono brocchi, d’accordo. Dicono che, contro una nazionale composta da carpentieri, studenti universitari, poliziotti, commessi e commercialisti, cinque gol sono il minimo sindacale per una squadra come l’Italia. Vero, anche se nella nostra storia siamo stati eliminati da un dentista coreano e non siamo andati oltre l’1-1 con i banchieri neozelandesi. Allora è giusto godersi Cassano e Pirlo, oltre a un attacco con valide alternative – Pazzini, Giardino, Amauri, Rossi, Quagliarella – e un centrocampo che rompe e costruisce con De Rossi e Montolivo, in attesa di ritrovare il miglior Aquilani, perfetto per la mediana fondata sui piedi buoni che ha in mente Prandelli. Il citì sa che i piedi, nel calcio, saranno sempre più importanti dello spessore dei quadricipiti e della capienza dei polmoni. Banale? Dillo a certi allenatori di Esordienti e Giovanissimi che prediligono i giri di campo alla tecnica di base.
Dietro, in mezzo, Chiellini e Bonucci garantiscono centimetri utili anche nell’area avversaria, mentre sugli esterni Motta, De Silvestri, Molinaro e Antonelli hanno bisogno di qualche partita in più per acquistare sicurezza. E chissà che un giorno a Prandelli non venga l’idea di provare Pepe terzino, che per caratteristiche può seguire il percorso di Zambrotta, reinventato difensore da Marcello Lippi.
Punteggio pieno, l’Italia c’è. In attesa che torni a disposizione Mario Balotelli. Un altro serio candidato a vestire la maglia numero 22. Porta al sicuro con Viviano e Sirigu. E manca ancora Buffon.
Filippo Merli

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