Mourinho e il pareggio porta fortuna
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lunedì, agosto 30th, 2010

Josè Mourinho
Una sorpresa oppure no? Per chi segue il calcio di sfuggita il pareggio per 0-0 del Real in casa del Mallorca sembrerà un incidente di percorso imprevedibile, una di quelle cose che ogni tanto il calcio ama regalare. Però ci sono alcune persone che con il calcio ci vivono e che difficilmente si sbagliano: i bookmakers. E per loro il pareggio del Real era dato a 4. Una cifra non proprio da capogiro (il pareggio tra Fiorentina e Napoli ad esempio era dato a 3 e 50 circa) se si considerano le forze in campo: da una parte i Blancos reduci dall’ennesima campagna acquisti faraonica con l’acquisto di Ozil, Di Maria e l’ingaggio di Mourinho; dall’altra una squadra in piena crisi finanziaria che rischia il crack economico e la retrocessione a tavolino.
Come spiegarsi quindi queste previsioni, tra l’altro azzeccate? Basterebbe leggersi un po’ di storia di Mourinho per rendersi conto che le sue squadre hanno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi al nuovo stile di gioco. Senza andare troppo lontano, si pensi che, nei due campionati vinti in Italia, il portoghese ha esordito con due pareggi: 1-1 a Genova contro la Sampdoria e un altro 1-1, stavolta in casa col Bari. Nulla di cui stupirsi troppo quindi, anche se i giornali madridisti non hanno digerito bene questo primo passo falso e hanno cominciato già dalla prima a puntare il dito contro lo Special One.
E come dargli torto d’altra parte? Statistiche a parte, il problema sembra essere rappresentato sempre e comunque dai rivali del Barcellona che, pur senza Ibrahimovic – ormai definitivamente rossonero – passeggiano per 3-0 in casa del Racing Santander, mettendo in mostra il solito calcio stellare e un Messi in versione Pallone d’oro. Nulla a che vedere quindi con le manovre lente e un po’ impacciate messe in mostra dal Real, dove l’unico in forma è sembrato essere Ronaldo, con i nuovi acquisti ancora spaesati dal cambio di campionato. Ma di tempo ce n’è, siamo solo alla prima giornata della Liga, e per arrivare all’ambito titolo devono giocarsi ancora molte partite. Guardiola è avvisato: lo Spacial One non è uno che si arrende facilmente.
Nicola Della Pergola

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