Inter trema, il Milan è tornato
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lunedì, agosto 30th, 2010

Alexandre Pato
Un frastuono di gol ed emozioni, di calcio scintillante e concreto: è il Milan di Massimiliano Allegri, assoluto re di questo primo turno di campionato. I rossoneri, di scena in un Meazza di nuovo b0llente ed entusiasta, hanno polverizzato il povero Lecce di De Canio, confezionando un poker grandi firme e spedendo un chiaro messaggio ai cugini nerazzurri: ‘Siamo tornati, e facciamo davvero paura’. In attesa di Ibra, il Milan vince e soprattutto gioca bene. Merito di un gruppo rimotivato, e di un allenatore coi controfiocchi.
La giostra magica del calcio affascina anche per questo. Nel giro di pochi giorni, un’atmosfera plumbea e cadaverica può trasformarsi nella giostra più ricca e divertente del mondo. L’ambiente rossonero si ritrovava ancor più immalinconito dalla raffica di successi ottenuti dai cugini. Coppe, vittorie, un’abitudine al trionfo ormai quasi prepotente. Fino alla fatidica sera, quella della svolta. L’Inter di Benitez (non più di Mourinho) si sfalda nella Supercoppa monegasca, abbattuta da un Atletico Madrid tutt’altro che irresistibile. Nelle stesse ore, Adriano Galliani è a Barcellona e conclude l’affare boom dell’estate: Zlatan Ibrahimovic torna in Italia, e si tinge di rossonero. Passano ventiquattro ore e l’antagonista designata dell’Inter, ovvero la Roma, mostra difetti a iosa e non riesce a farsi beffe di una cenerentola quale il Cesena. Ulteriori 1440 minuti e scocca l’ora del Milan, alle prese col medesimo compito dei giallorossi: esordio in casa, contro una neopromossa.
Ancora senza Ibra, in tribuna, ma con un fenomeno già arcinoto: Alexandre Pato, 21 anni fra un paio di giorni, straordinario interprete della voglia di riscatto di un intero popolo. Fenomenale, concreto, pazzamente talentuoso ed efficace. Un gol, anzi due. In mezzo, il guizzo di Thiago Silva che si erge a bomber senza limitarsi all’ordinario ed inappuntabile lavoro difensivo. Il tutto sorretto dalla rinnovata orchestra rossonera, condita dalla classe di Seedorf e Ronaldinho e diretta da Andrea Pirlo in cabina di regia. Nel finale il poker d’Inzaghi, un ‘nonnetto’ buono per ogni stagione, e la torçida che torna ad esultare e a sorridere. Sì, forse qualcosa è cambiato. Aspettando il fatidico ingresso di Ibra, il Milan (quello vero) è ufficialmente tornato.
Alessio Nardo

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