Mike Tyson, l’uomo che ama i guai
857 visite
giovedì, novembre 19th, 2009

Mike Tyson
L’ultima notizia su Mike Tyson – pestaggio ai danni di un fotografo – è di quelle a cui non si fa più caso. Una sorta di assuefazione dovuta al personaggio e ai suoi continui problemi con la legge. Difficile infatti anche solo contare le volte che “Iron Mike” ha avuto a che fare con la giustizia (facile ricordare invece la sua condanna più lunga per l’accusa di stupro, i tre anni scontati a Plainfield nell’Indiana dal 1992 al ’95).
Un’infanzia difficile nei bassifondi di New York, i primi reati di strada e poi l’incontro con la boxe: una salvezza. Nel 1985, a 19 anni, Tyson fa il suo esordio fra i professionisti. Inarrestabile: nei suoi primi 49 incontri vince 46 volte, di cui 40 per k.o. e il 22 novembre dell’ ’86 diventa il più giovane campione del mondo dei pesi massimi (a 20 anni, 4 mesi e 23 giorni).
La seconda metà degli anni ’80 segna in sostanza la nascita del fenomeno Tyson, anche se fuori dal ring cominciano i problemi: la sua prima moglie, l’attrice Robin Givens, lo accusa di violenze e dopo un solo anno di matrimonio arriva il divorzio. E’ il febbraio del 1989. Nuovamente un anno dopo Tyson perde anche sul ring: James Douglas, a sorpresa, gli sfila il titolo dei massimi.
“Iron Mike” prepara la rivincita, rivuole la “sua” corona ma sul finire del ’91 arriva l’accusa di stupro e la seguente condanna. Il carcere: tre anni grazie alla buona condotta.
Nell’agosto del ’95 Tyson torna a combattere dimostrando di credere ancora in sé stesso. È il tempo dell’ultimo acuto, il titolo mondiale dei massimi è di nuovo suo, strappato all’americano Bruce Seldon nel settembre del ‘96. Ora quel titolo va difeso.
Lo brama Evander Holyfield.
Il 9 novembre ’96, giorno del match, segna l’inizio del tramonto dell’epoca Tyson. Una parabola che dal punto di vista sportivo conoscerà il suo momento, forse più basso, nella rivincita del 28 giugno ’97, nel match passato alla storia per il morso all’orecchio di Holyfield.
Squalifica, bancarotta, risse, ancora carcere, ancora accuse. Poi l’ultimo tentativo – fallito – di tornare re dei massimi (sconfitto da Lennox Lewis nel maggio 2002). Poi ancora addii, ritorni ed esibizioni per raggranellare qualcosa. E ancora notti passate in carcere e il dolore per una figlia persa. Un altro matrimonio e un’altra rissa, che di certo non cambia di tanto la sua storia.
Riccardo Marchese

Calcio
Formula 1
MotoGP
Basket