Milan, onore e merito a Leonardo

Foto AP/LAPRESSE

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Il Milan conclude la prima parte della stagione in seconda posizione alle spalle dell’Inter campione in carica. Il distacco tra le due squadre è di 8 punti ma i rossoneri hanno una gara in meno a causa della partita non disputata sabato a Firenze causa freddo. La prima inseguitrice rossonera è la Juventus che è staccata di un punto pur avendo una gara in più. I rossoneri, quindi, sono ancora in corsa per lo scudetto e si sono qualificati alla fase finale di Champions League essendo arrivati secondi alle spalle del Real Madrid. A febbraio se la vedranno agli ottavi contro il Manchester United.

IL COMMENTO – La squadra rossonera ha, per il momento, ribaltato i pronostici che la vedevano come la terza forza del campionato dimostrando di tenere a bada la Juventus e di mantenere il passo dell’Inter. Infatti, con una partita in meno e con il derby di ritorno ancora da giocare, tutto è possibile. Tutto ciò, con un Kakà in meno rispetto all’anno scorso. Il club di Via Turati ha compiuto una rimonta pazzesca dopo aver raccolto solo 9 punti nelle prime 7 gare; ha poi sostenuto un ritmo scudetto imponendosi con un nuovo modulo di gioco: spettacolare e concreto. Il merito di tutto ciò va attribuito al mister Leonardo; il quale ha avuto la capacità di credere in giocatori che tutti ormai davano per spacciati: Oddo, Ronaldinho, Nesta e Borriello su tutti e di far integrare bene nel gruppo giovani come Antonini e Abate. Insomma l’ex giocatore verdeoro ha fatto di necessità virtù. Chi avrebbe scommesso sul Milan dopo la brutta sconfitta nel derby per quattro a zero? Chi avrebbe scommesso sul Milan dopo lo stentato pareggio di Bergamo avendo giocato con un uomo in più per quasi un’ora? Praticamente nessuno. Quindi onore al tecnico Leonardo che ha continuato a lavorare a testa bassa ed ha estratto dal cilindro il modulo giusto, il 4-2-4 con Seedorf dietro le tre punte: Pato e Ronaldinho esterni e Borriello centrale. Un modulo coraggioso che avrebbe potuto costargli molto caro durante la partita delicata di Champions contro il Real Madrid al Bernabeu. Ma è proprio questo modulo spregiudicato che ha fatto si che il milan cogliesse sia di sorpresa gli avversari e sia i tre punti; continuando il processo di autostima della squadra impegnata nella difficile rimonta. Concludo elogiando ancora una volta il tecnico rossonero il quale è la dimostrazione vivente che anche nel calcio di oggi le idee contano forse più dei soldi.

Pietro Frisoli

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