Le pagelle di Brno: Lorenzo dominatore, Vale anonimo, Dovi che paura!
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domenica, agosto 15th, 2010
Jorge Lorenzo 10: in prova mette i brividi ai suoi fedelissimi. Una brutta scivolata, forse il primo grave errore della sua stagione. E tutti lì a pensare: ecco, la magia 2010 è finita, è tornato il Lorenzo sciupone e affascinato dal sapore dell’asfalto. Macché, solo un dettaglio. Il 3° posto in qualifica è il preludio all’ennesimo dominio dell’anno. In gara parte a bomba e non lo prende più nemmeno un Pedrosa con cuore ed anima. Quest’anno non ce n’è per nessuno: il più forte di tutti ha sul cupolino il numero 99.
Dani Pedrosa 8: da qualche gara a questa parte, l’unico serio avversario di mago Jorge è lui, il Camomillo di casa Honda Repsol. Anche a Brno la storia è la stessa: Lorenzo va forte e Dani tenta in ogni modo di mettergli i bastoni fra le ruote. Splendida qualifica, ottima gara. Non basta a battere il fenomeno, ma Pedrosa è sempre lì. Instancabile, con cuore e grinta. Se non fosse caduto a Laguna Seca, a quest’ora il mondiale sarebbe ancora apertissimo. Numeri alla mano.
Casey Stoner 6,5: da lodare un professionismo inappuntabile. Casey ha già la testa alla Honda e al 2011, questo è evidente. Tuttavia non si stanca di portare a spasso la Ducati per le piste del mondiale, ottenendo il massimo. La rossa di Borgo Panigale è più lenta di Yamaha e Honda, e l’australiano si ‘accontenta’ dell’ordinario terzo posto domenicale, sfilando a Spies la gioia del secondo podio dell’anno.
Ben Spies 8: in questa MotoGP moderna governata dall’elettronica e dal potere assoluto dei team ufficiali, qualsiasi ‘privato’ fatica da matti ad inserirsi nelle posizioni di testa. Per Ben non è una stagione semplice, ma il proverbio parla chiaro: la classe non è acqua. L’iridato Superbike lotta da leone e su piste a lui non sconosciute (a Brno ha corso e vinto lo scorso anno) sa tirar fuori il colpo del campione. Esce sconfitto dai magnifici tre, ma avrebbe meritato di gustarsi lo champagne.
Valentino Rossi 5,5: gara dopo gara il ruolo di convalescente inizia ad essere solo un ricordo. A Brno l’auspicio di Vale era quello di tornare ad assaporare posizioni di vertice, magari giocando un brutto scherzo (stile 2009) al compagno Jorge Lorenzo. Niente da fare. Il Dottore è apparso un po’ spento, svagato, decisamente più lento del solito. Quinto in qualifica, quinto in gara. Un po’ poco per un fuoriclasse del suo rango.
Nicky Hayden 6,5: nonostante un polso rotto, Nicky è il solito professionista inappuntabile. Non ha la classe dei migliori, ma sopperisce con cuore e voglia di far bene. Stoner è costantemente davanti, e su questo non ci piove. Ma volontà e tenacia consentono a Kentucky Kid di centrare un onorevolissimo 6° posto.
Colin Edwards 6: migliora in qualifica e persino in gara, dove si diverte a battagliare con Valentino Rossi ed il connazionale Hayden, trovando il ritmo giusto al fine di conservare un 7° posto che fa classifica e morale. Colin dà piccoli segnali di ripresa, che forse non serviranno a garantirgli un posto nella classe regina per il prossimo anno. Anche perché il confronto con il ‘deb’ Spies resta imbarazzante.
Marco Melandri 6: gara strana la sua. Parte in mezzo al gruppone, si esibisce in svariati duelli per posizioni di rincalzo e verso metà gara sembra sprofondare. Poi si riprende, e negli ultimi giri passa da 12° ad 8°, battendo in volata Barbera. Lampi di furore, in una stagione comunque anonima.
Hector Barbera 7: continua l’ottimo apprendistato del giovane spagnolo, ex genio e sregolatezza della 250, oggi fido scolaretto del privatissimo team Ducati Pagine Gialle. La voglia di divertirsi è fondamentale, anche se si è costretti a lottare nelle retrovie. Hector ce l’ha e sfodera un’altra buona prestazione, giungendo 9° dopo un bel duello con il più esperto Melandri.
Randy De Puniet 7: nemmeno un mese fa si devastò una gamba al Sachsenring: frattura scomposta di tibia e perone, proprio come Rossi al Mugello. Dopo aver lasciato la sua H0nda in mano ad Hayden junior in quel di Laguna Seca, Randy si è ripreso a tempo di record tornando in sella per l’appuntamento ferragostano. Seppur malconcio ha lottato, conquistando un buon decimo posto. Eroico.
Marco Simoncelli 5,5: si dice fiducioso prima della gara, e fa bene. Il Sic ha entusiasmo e lo dimostra anche a Brno. Parte bene, arrivando persino ad annusare gli scarichi di Valentino Rossi. Pian piano rallenta, e negli ultimi giri viene risucchiato dal gruppone dietro di lui, passando da 8° a 11°. Deve migliorare nella gestione delle proprie risorse atletiche.
Aleix Espargaro 5: lo spagnolino di casa Ducati Pramac vive un week-end duro. Costantemente dietro al compagno Kallio (forse per la prima volta in stagione), non riesce a trovare il bandolo della matassa offrendo poco alla platea. Quantomeno non cade, e porta a casa quattro punti.
Alex De Angelis 5,5: probabilmente era la sua ultima gara in MotoGP, visto l’imminente ritorno di Hiroshi Aoyama in sella alla Honda Interwetten. Alex ci teneva a far bella figura, ma poco ha potuto. Lentezza e sofferenza: 13° al traguardo, grazie ai ritiri altrui. Purtroppo o per fortuna, almeno per quest’anno è finita qui.
Alvaro Bautista 5,5: un altro ragazzotto che ha voglia di far bene e uscire da un preoccupante anonimato. La Suzuki è quel che è, ma Alvaro le prova tutte pur di farsi vedere. Quasi ci riesce quando negli ultimi giri mette le ruote davanti a Simoncelli, cadendo però ad una sola curva dal traguardo. Che sfiga.
Mika Kallio 5: sembra in lenta ripresa a Brno, dove è chiamato ad una prestazione d’orgoglio per invertire la rotta di una stagione disastrosa. Mika ci prova, ma sul più bello capitombola e saluta la compagnia.
Andrea Dovizioso 5,5: anch’egli, nonostante un talento di base indiscutibile e formidabile, ha ancora molto da imparare. Troppo entusiasmo, troppa esuberanza ed un’evidente tendenza a sbagliare nei momenti decisivi. A Brno parte 6° ma è messo bene, sorpassa Stoner nei primi giri e poi (puff!) giù per terra in mezzo alla pista. E per poco Hayden, Rossi ed Edwards non lo centrano in pieno. Paura matta!
Loris Capirossi 5,5: non lavora affatto male in prova, dove spunta una top ten di qualità. In gara parte male, poi recupera e infine si stende miseramente. Annus horribilis.
Alessio Nardo

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