Mexés l’antijuventino: eroe o ruffianello?
- sabato, 17 luglio 2010
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Philippe Mexes
Sarà che ha capito fin da subito Roma e la Roma, sarà che si è ormai perfettamente immedesimato nella mentalità giallorossa. Philippe Mexés, in un momento così delicato e particolare, ha trovato l’occasione per farsi volere ancora più bene dalla piazza capitolina. Forti le dichiarazioni rilasciate giovedì a Roma Channel, nette e perentorie: “Lo prometto ai tifosi, io non vado e non andrò mai alla Juventus”, aggiungendo un “non sono un ruffiano”, che sa tanto di ‘excusatio non petita, accusatio manifesta’.
Quel ‘non andrò mai alla Juve’ ricorda da vicino le parole di Fabio Capello, rilasciate in conferenza stampa a Trigoria ormai sei anni fa. Era la primavera del 2004, poche settimane dopo il tecnico friulano avrebbe salutato la compagnia e firmato un bel contratto milionario…indovinate con chi? Ma con la Vecchia Signora, ovviamente. Ben nota la storia dell’incontro a cena di poche sere prima tra il neoacquisto giallorosso Mexés e Capello stesso, con quest’ultimo impegnato a dispensare consigli tattici e a spiegare formule e schemi di una Roma che non avrebbe mai allenato. E’ forse un caso, ma proprio Mexés sei anni dopo si ritrova ad interpretare il presunto ruolo del ruffiano. Non azzardiamo a trarre conclusioni affrettate, non sarebbe opportuno. Ma va ricordato che lo stesso Mexés ha un contratto in scadenza fra soli undici mesi, e che ‘rischia’ di svincolarsi a parametro zero. Rinnovo contrattuale? Al momento non se ne parla, poiché Philippe vuole vederci chiaro. L’eventuale ritorno a Trigoria di Burdisso vorrebbe dire un altro anno di sostanziale panchina, vista la preferenza di Ranieri nei confronti della coppia difensiva formata dall’argentino e Juan. Mexés, ed è persino condivisibile, non gradirebbe un’ulteriore stagione da comprimario. Ecco perché attende lo sviluppo degli eventi, e non è escluso che ad affare Burdisso concluso positivamente, egli non scelga di lasciare Roma. Forse non per andare alla Juve, mantenendo fede alla promessa fatta ai tifosi, ma certamente bleffando, mostrando ai tifosi un’immagine di ‘romanista doc’ soppiantata da inevitabili interessi professionali e personali.
Alessio Nardo

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