Nuoto – Europei 2010: l’Italia ha Fede
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martedì, dicembre 15th, 2009

Federica Pellegrini
L’Italia del nuoto torna a casa dagli Europei in vasca corta di Istanbul con solo cinque medaglie. L’unico oro l’ha conquistato Federica Pellegrini nei 200 stile libero, gara in cui ha battuto il suo precedente record del mondo (1’51’’85) nuotando in 1’51’’17. Tre gli argenti: Francesca Segat nei 200 misti, Federico Colbertado nei 1500 stile e Alessandro Terrin nei 50 rana – con tanta rabbia per un record europeo sciupato in semifinale. Bronzo per la staffetta veloce maschile (4×50 sl) con Marco Orsi, Federico Bocchia, Filippo Magnini e Luca Dotto.
IL COMMENTO Un bottino magro quello raccolto dagli azzurri a Istanbul soprattutto se confrontato con quanto di buono fatto lo scorso anno a Rijeka (Croazia). Un europeo forse irripetibile quello del 2008 in cui alla forma post-olimpica andò ad aggiungersi l’attesa per il mondiale di casa: arrivarono 18 medaglie, con cinque titoli vinti e con tre staffette su quattro a podio. L’Italia chiuse terza nel medagliere, quest’anno ad Istanbul si scivola all’ottavo posto. Dominio assoluto dell’Olanda, 10 ori di cui 9 al femminile, con Inge Dekker e Hinkelien Schreuder capaci di prenderne 5 a testa (3 individuali più 2 in staffetta). Nuoto azzurro allora in crisi? Neanche per sogno. Il medagliere è spietato ma non dice tutto. Non fa cenno agli otto piazzamenti ai piedi del podio, alla crescita di ragazzi che saranno il nostro futuro (il velocista Orsi e il ranista Scozzoli su tutti) e al necessario allentamento agonistico delle eroine di Pechino e Roma Filippi-Pellegrini. Se a tutto ciò aggiungiamo lo sconvolgimento tecnico generato dalla scomparsa di Alberto Castagnetti, storico c.t. e allenatore di Federica Pellegrini, il quadro è completo. La transizione è insomma cominciata, l’obiettivo di lungo termine è Londra 2012, primi step di verifica il mondiale in corta a Dubai (7-11 aprile 2010) e l’Europeo in lunga di Budapest (4-15 agosto). Una fase non semplice attende il nuovo tecnico Stefano Morini, un’eredità pesante la sua. Non far rimpiangere Castagnetti sarà dura.
Riccardo Marchese

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