Guardiola, 2 stagioni e 5 espulsioni
- lunedì, 8 marzo 2010
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Josep Guardiola
Se giocasse ancora in mezzo al campo, a interrompere le manovre avversarie, forse non sarebbe nemmeno un caso da statistica. Ma Guardiola, plurivincente allenatore del Barcellona, si è seduto da quasi tre anni in panchina e le espulsioni non dovrebbero riguardarlo. Ed invece eccolo lì, a sbraitare nei microfoni di un guardalinee per farsi sentire dall’arbitro e invocare un rigore che non c’era. In un periodo non brillante in cui la differenza la fa spesso e volentieri la classe infinita di Leo Messi, il nervosismo di Guardiola sembra trasmettersi anche alla squadra che, anche sabato nell’incontro pareggiato 2-2 contro l’Almeria, finisce per commettere errori banali (due chiari esempi sono l’espulsione di Ibrahimovic e l’autogol di Puyol). Il Real è una corazzata ma non si sta esprimendo al meglio, subendo spesso molti gol e aggrappandosi più all’invenzione del singolo che ad un gioco costruito e ragionato. In queste condizioni il Barcellona ha tutte le possibilità per vincere nuovamente la Liga ma deve fare del suo gioco di squadra un’arma in più, capace di mettere una toppa ai periodi no dei diversi fenomeni che vestono la maglia azulgrana. A chi il compito di tenere per le redini una simil compagine? Ovviamente all’allenatore. Che dovrebbe però seguire la propria squadra dalla panchina, non dalla tribuna.
Nicola Della Pergola
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