Tecnologia nel calcio: l’ennesima farsa targata Blatter?
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mercoledì, giugno 30th, 2010

Joseph Blatter
Prevenire è sempre meglio che curare. Almeno così dovrebbe essere in teoria, soprattutto ai massimi livelli istituzionali. Parliamo in questo caso di calcio ovviamente, e dell’ormai anziano signorotto che da più di un decennio è a capo della FIFA. Joseph Blatter ha avuto l’illuminazione dal cielo, la gran trovata: “Introduciamo la tecnologia nel calcio”. Il tutto all’indomani dell’ennesimo scempio arbitrale, suddiviso equamente tra Germania-Inghilterra (gol buono di Lampard non visto dalla terna) e Argentina-Messico (rete convalidata a Tevez in netto fuorigioco). Verrebbe da dire ‘buongiorno mister Joseph’, benvenuto fra noi. E’ da anni ormai che da più parti si invoca l’introduzione di un sistema tecnologico che aiuti l’operato arbitrale. Possibile che solo ora ci si ponga realmente il problema?
La realtà è evidente e palese, almeno conoscendo la filosofia di Blatter. Era doveroso rilasciare dichiarazioni di un certo tipo, tendenti alla tutela morale delle squadre penalizzate da arbitraggi squinternati. Un modo per porsi in prima pagina, passando per l’ideatore della soluzione e non per il fautore dei disastri. Si vocifera, ad esempio, che lo stesso Blatter non gradisca che i tabelloni presenti negli stadi trasmettano le immagini in diretta dell’evento in corso, mostrando al pubblico presente replay istantanei su quanto accade in campo. Ciò, secondo Sepp, andrebbe ad influire sull’operato arbitrale, rendendolo meno ‘libero’. La reazione è immediata: e quindi? Che c’è di male? Se si invoca l’ingresso della tecnologia nel calcio, perché rifiutare anche un semplice aiuto proveniente da un maxischermo? Qualora Rosetti domenica sera se ne fosse avvalso, avrebbe annullato il gol di Tevez evitando di falsare un ottavo di finale mondiale. Ciò che ha aggiunto pubblicamente Blatter chiude il cerchio: “Attualmente però i sistemi offerti, con tutto il rispetto per le società che li hanno sviluppati, sono complicati e non sono certi al cento per cento”. Altre parole messe lì così, a far intendere che l’intenzione sarebbe quella di migliorare, ma in realtà si farà poco o nulla. Forse perché, tutto sommato, un errore arbitrale può tornare utile a tutti. Il Fabio Capello di turno, ad esempio, potrà sempre aggrapparsi all’episodio del gol non concesso, anziché illustrare agli appassionati inglesi i perché di un totale fallimento tecnico. O forse ci sono altri motivi un po’ nascosti per non tentare di fare passi avanti. Ma nell’era della tecnologia a tutto spiano, è assurdo e ridicolo che il calcio ne resti fuori. Senza esagerare, attuando i dovuti accorgimenti, si potrebbe migliorare lo sport più bello del mondo, rendendolo più regolare, evitando il sopraggiungere di errori arbitrali con inutili e immancabili polemiche al seguito. Ma d’altra parte, il caos attira e fa sempre audience. Giusto, mister Blatter?
Alessio Nardo

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