Da Hurst a Lampard: il lungo viaggio del destino

E’ davvero incredibile, a volte, come il calcio sappia confezionare magici intrecci col passato. Pensate ad esempio ad un Barcellona-Getafe di un paio d’anni fa, partita di Coppa del Re. Un giovanissimo Leo Messi, già erede designato di sua maestà Maradona, si improvvisò ‘Pibe de Oro’ realizzando due gol: uno di mano, l’altro in perentorio slalom tra gli avversari. Due reti in successione, clamorosamente identiche a quelle di Diego nel celebre Argentina-Inghilterra del mondiale ’86. Un predestinato, non trovate? Magie della storia, attimi in cui passato e presente sembrano comunicare. Quanto accaduto nell’ottavo di finale mondiale tra Germania e Inghilterra ne è ulteriore esempio.

Stesse avversarie, stessa competizione, pathos e suspence che fanno da contorno ad una classica del calcio mondiale. La Germania, ruvida e tosta, sa come sempre il fatto suo e va avanti di due gol con Klose e Podolski. Ma gli inglesi non ci stanno e piombano in attacco: Upson accorcia le distanze ed un minuto dopo Frank Lampard inventa il gol del pareggio. Pallonetto splendido dal limite dell’area, sfera che coglie la traversa, batte all’interno della porta e ritrova il legno superiore, finendo poi nelle mani del portiere Neuer. E’ 2-2, evidente. Anzi no, non lo è. Perché il calcio riallaccia i fili col passato e rimembra quanto accaduto ben 44 anni prima a Wembley, accecando arbitro e guardalinee di turno. L’Inghilterra e Capello protestano, la Germania stavolta gode. Dal 1966 i tedeschi attendevano la grande rivincita. Mondiale in terra inglese, finalissima a Wembley equilibrata e intensa. Al minuto undici del primo tempo supplementare, l’attaccante britannico Geoff Hurst stampa il definitivo sorpasso con il più celebre dei ‘gol fantasma’. Per i teutonici, quel mondiale ha e avrà sempre il sapore del furto a mano armata. Anni e anni di polemiche e discussioni senza fine. A pareggiare i conti, come detto, ci ha pensato il fato magico e cinico, con un episodio analogo a parti invertite: quello di Hurst non era gol, quello di Lampard sì. Dopo un lasso di tempo infinito, la Germania intera può gustare la più dolce delle rivincite. Gli inglesi, invece, scoprono l’amaro sapore dell’ingiustizia.

Alessio Nardo

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