A SUON DI MUSICA: Fabio Quagliarella – Il cammino
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lunedì, giugno 28th, 2010

Fabio Quagliarella
A qualche giorno dalla “disfatta” degli azzurri all’Eris Park nei Mondiali del Sudafrica sentiamo di dover dedicare il ruolo del protagonista della settimana ad uno dei pochi giocatori italiani non criticato per la sua unica prestazione in campo, Fabio Quagliarella. Centravanti del Napoli e della Nazionale Azzurra in forse per la partenza nel continente africano fino all’ultimo momento, nonostante le sue prodezze in squadra.
Una disfatta che per sempre rimarrà nell’immaginario del calcio italiano e negli occhi dei tifosi che hanno assistito esterrefatti ad una delle partite più particolari condotte dagli “eroi di Berlino”. Il primo tempo i nostri ragazzi sembravano come immobili, spaventati davanti ad una squadra che poi non doveva fare tanta paura, pur sempre però da rispettare. La tensione si è vista già dall’ingresso in campo della formazione, quando al momento dell’inno tutti abbracciati stringevano la casacca bianca del compagno vicino. Un Marchetti impaurito, un Cannavaro con uno sguardo timoroso, uno Iaquinta dubbioso e tutta la panchina, compreso il ct Marcello Lippi ansioso. Diverso nel secondo tempo l’atteggiamento del team. Alcune sostituzioni, fra cui l’ingresso in campo di Fabio Quagliarella. Gli ultimi 20 minuti sono un mix di gioia e tristezza. Si avvicendano azioni dell’Italia a quelle della Slovacchia, errori difensivi ad errori in fase offensiva. E’ una partita carica. Al 2-0 subìto non ci crediamo più. Fabio Quagliarella e Antonio Di Natale, insieme ad un bravissimo Pirlo allestono l’illusione, siglando 2 gol e 2 azioni potenziali di vantaggio, tra cui un altro gol di Fabio, annullato per fuori-gioco. Fabio ci crede fino all’ultimo. Dalla panchina un Gigi Buffon mai visto che guarda tremante il tempo rimanente e incita i suoi compagni a combattere. La fine della nostra avventura era ormai vicina. Azioni ancora una volta sbagliate, dettate dal nervosismo e dalle vicissitudini. Triplice fischio finale. L’Italia è fuori da questi Mondiali. I ragazzi a terra. Alcuni passeggiano per il campo per metabolizzare l’accaduto. Fabio Quagliarella a terra, in lacrime. Il Capitano lo raggiunge, lo alza di peso e lo abbraccia, e trattiene l’emozione. Per lui è l’ultima in azzurro e sembra questo voglia sussurrare alle orecchie dell’amico, almeno lui avrà altre possibilità… Passa dalle braccia di Cannavaro che lo lascia qualche attimo dopo forse per sfuggire alle telecamere e raggiungere lo spogliatoio per “scoppiare” a quelle di Bonucci e De Sanctis. Palombo è solo sulla panchina che piange. Zambrotta cammina in campo abbracciando Totò tristissimo. E’ questa la scena che nessuno dei presenti a questi Mondiali vorrebbe dimenticare ma che rimarrà purtroppo in chi ama la squadra che nel Mondo e in Europa ci rappresenta.
La canzone per un ragazzo che ci ha fatto esplodere di gioia, facendoci credere nell’impresa, e l’attimo dopo in lacrime è “Il cammino” di Eros Ramazzotti: “Si parlava di te l’altra sera, si diceva che non canti più quelle strofe di frontiera, belle come la tua gioventù, ma se il cuore ha un’ala spezzata devi solo curarla perchè non è ancora la fermata, altri viaggi aspettano te, dall’istinto che hai di non credere mai , è da questo lo sai che riparte il cammino. Ognuno ha la sua strada da fare prendi un respiro ma poi tu non smettere di camminare, anche se sembreranno più lunghe che mai, certe dure salite del cuore …c’è che ognuno di noi può resistere sai aggrappato ad un raggio di sole”. La serata all’Elis Park non resterà un ricordo meraviglioso per il nostro “eroe”. Ma non sarà nemmeno la serata della fine. Sarà piuttosto il punto da cui ripartire e iniziare di nuovo a sognare. Difficile è vero, quando un sogno viene distrutto con questa forza, alzarsi ed andare avanti. Difficile ma non impossibile, perché si sa sognare non costa nulla, ma soprattutto ci porta delle emozioni meravigliose che mai si proverebbero altrimenti. “se la vita ci frega quando prima ci esamina e poi solo dopo ce la spiega la lezione più dura per noi, ma ci insegna che ogni bufera può strappare un bel fiore però non l’intera primavera non può raderla al suolo non può. Ognuno di noi ha la sua strada da fare, prendi un respiro ma poi tu non smettere di camminare , si comincia a morire nell’attimo in cui cala il fuoco di ogni passione”. La vita ci mette sul cammino complicati ostacoli da superare, ma mai ci si dovrebbe arrendere ed è ciò che in campo non ha fatto Fabio e che continuerà a fare, da questo momento in poi.
Elisabetta Scarnera

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