E’ l’anno di Re Max

Max Biaggi

Max Biaggi

Nel soleggiato e più che mai estivo clima di Misano Adriatico, il mondiale Superbike  ha emesso la sua sentenza: è Max Biaggi il re assoluto di questo 2010. Impossibile fermarlo, inevitabile ammirarlo alla veneranda età di 39 anni. In terra romagnola, il romano doc ha dominato la scena conquistando la quarta doppietta stagionale, seconda consecutiva. Concreto in qualifica, inarrestabile in gara, Biaggi ha confermato un feeling delizioso con l’Aprilia regina, sbaragliando la pur tosta concorrenza. Leon Haslam, stoico e valoroso lottatore, si accontenta delle briciole e incassa un -37 in classifica generale che sa tanto di addio ai sogni iridati.

Non è il caso ovviamente di affrettare i tempi. Il mondiale è ancora lungo e le sorprese son sempre in agguato. Mai campionato fu così spettacolare e avvincente, con tanti protagonisti a lottare in un clima di equilibrio generale. E qui c’è il gran lavoro dell’Aprilia e del suo Corsaro. Senza soste e senza limiti, Max ha puntato dritto all’obiettivo indovinando la formula giusta: concentrazione, cattiveria, mentalità vincente, sapiente gestione delle risorse. Tutto c’è, tutto funziona. Il risultato è un vantaggio sempre più consistente su avversari bravi e forti, ma incapaci di sfruttare con continuità il proprio potenziale. Lo stesso Haslam, sempre tosto e veloce, è risultato assente in gara1 giungendo 8° salvo poi svegliarsi nella seconda manche agguantando un sofferto podio. Resta solo il britannico a contrastare Biaggi, il resto della compagnia è ormai lontano. Lo splendido Carlos Checa, le cui speranze mondiali sono state affossate dalla doppia rottura di Miller, si è riscattato con due gare di orgoglio e sacrificio: 2° e 5°, in sella ad una Ducati privata a corto di potenza sul dritto. Gli ufficiali di Borgo Panigale, ormai compreso il concetto di stagione transitoria, lottano senza eccessive pretese. Fabrizio s’è battuto bene arrivando 4° e 3°, mentre Haga ha confezionato l’ennesimo week-end anonimo. I piloti Yamaha si son stesi a turno (Crutchlow in gara1, Toseland in gara2), regalando rari sprazzi di qualità. Chi ha vissuto un fine settimana da incubo è la Honda Ten Kate, costantemente nelle retrovie con i ‘desperados’ Rea e Neukirchner. La BMW continua a crescere. L’eroico Troy Corser ha stampato la prima storica Superpole per il team tedesco, arrivando a podio in gara1. Globale contorno alla sostanza, che porta nome e cognome di Max Biaggi. Vero ed unico imperatore di questo mondiale Superbike.

Alessio Nardo

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