Juve-Inter, quando il derby vuol dire rivalità

Ci siamo, il derby d’Italia è alle porte. Si giocherà all’Olimpico di Torino, nel campo dove Juventus e Inter si daranno battaglia, quel campo che qualcuno avrebbe voluto fosse squalificato per i vergognosi cori a Balotelli in occasione di Juventus-Udinese.

Una sfida storica quella tra bianconeri e nerazzurri, una sfida che nel 1967 il giornalista Gianni Brera definì il “derby d’Italia”, per indicare il confronto tra due squadre caratterizzate da una profonda rivalità, tipica delle sfide “stracittadine”. L’antica rivalità tra le due tifoserie è ancora una costante del calcio italiano: questa rende questo match così simile ad un derby. Una rivalità cresciuta soprattutto dopo lo scandalo di Calciopoli del 2006 che tolse alla Juventus due scudetti, uno dei quali assegnato proprio all’Inter a tavolino. Da quel momento rapporti tesissimi tra le due società. La Juve finì in serie B mentre l’Inter, uscita dallo scandalo come la squadra più onesta, inizia il suo ciclo di vittorie in campionato che le permettono di diventare la padrona incontrastata della Serie A. Ma per la Juve, oltre al danno, arriva pure la beffa: l’Inter approfitta della fuga di campioni dalla Juve per accaparrarsi in saldo gente come Ibrahimovic e Vieira, risultati determinanti per i successi nerazzurri.

Ma Juve-Inter è una sfida che già in passato ha fatto molto discutere per gli errori arbitrali, come nel 26 aprile del 1998 quando l’Inter di Luigi Simoni aveva la possibilità, vincendo, di scavalcare in classifica la Juventus e raggiungere così la prima posizione a poche giornate dalla fine. A causa del clima di sospetto nato dopo le contestazioni degli interisti dopo alcune controverse decisioni arbitrali – che avrebbero favorito la Vecchia Signora – nelle giornate precedenti, la scelta dell’arbitro Ceccarini di non concedere un rigore all’Inter per un fallo di Iuliano ai danni di Ronaldo, così come quella di concederne uno sul proseguo dell’azione alla Juventus, scatenarono un putiferio: l’allenatore interista Simoni, insieme a molti giocatori della panchina, entrò in campo per protestare con l’arbitro; il presidente Massimo Moratti lasciò lo stadio e il giocatore Ronaldo a fine partita usò parole molto dure giudicando l’arbitraggio vergognoso.

Dopo la vicenda Calciopoli, Juve-Inter ha invece fatto discutere per il derby del 2008-09: Balotelli mette a segno il gol dello 0-1, ed a seguito di questa rete i tifosi bianconeri cominciano a cantare cori razzisti verso il giovane talento dell’Inter. Balotelli in seguito verrà sostituito, e la partita si chiuderà sull’1-1, con gol di Zdenek Grygera. A causa dei suddetti cori razzisti, la Juventus venne punita con una giornata da giocare a porte chiuse. In seguito la UEFA decise che gli arbitri, in caso di eventi simili, avrebbero potuto sospendere la partita.

Ma se i tifosi juventini, come sembrano intenzionati, continueranno ad insultare Balotelli, avrà l’arbitro il coraggio di sospendere la gara? Vedremo, io spero che non ve ne sia bisogno.

Gaetano Alfano

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