Mondiale 2010, top & flop: Germania nel segno di mago Ozil, medaglia nera a Yoann Gourcuff

Mesut OzilIl terzo turno del mondiale sudafricano, oltre a celebrare i tristi e malinconici crolli delle due ultime finaliste iridate, incorona un talentino di 22 anni di origine turca ma tedesco al 100%: Mesut Ozil, incoronato da Joachim Low vero e proprio uomo cardine di una Germania pronta a sfidare agli ottavi sua maestà Don Fabio Capello. Chi temeva (o pregustava) un percorso breve dei teutonici nel continente nero, soprattutto a causa dell’assenza di Ballack, non ha fatto i conti con questo Signor vice. Tecnica sublime, istinto puro e giocate da fuoriclasse. Con un gol da paura ha risolto il match con il Ghana e confezionato il primato germanico nel gruppo D. Tenetelo d’occhio. Di Capello parlavamo, e affacciandoci in casa inglese celebriamo Jermain Defoe, finalmente titolare in luogo del pachiderma Heskey e abile a dare incisività all’abulico attacco britannico. Il suo guizzo alla Chuck Norris contro la Slovenia rinnova le speranze di un intero popolo, sempre in attesa dell’esplosione mondiale di Wayne Rooney. Al terzo gradino del nostro podio troviamo l’eroe in piccolo: Fabio Quagliarella. Il suo meraviglioso secondo tempo contro la Slovacchia non ci ha regalato i tanto sospirati ottavi, ma è servito e servirà da esempio a chiunque in futuro avrà l’onore e l’onere di indossare la gloriosa casacca azzurra. Anima, cuore, orgoglio, attributi. Grazie Fabio, le tue lacrime a fine gara ci hanno resi fieri. Nonostante la prematura eliminazione, applausi a chi per i colori italiani ha sofferto e pianto lacrime sincere.

Spostandoci sull’opposto versante, ovvero quello dei flop, inevitabile non addentrarci nella situazione di un’altra disperata mondiale: la Francia. Simbolo della tragédie transalpina, considerando fuori concorso il perdente d’insuccesso Domenech, è certamente il presunto erede di Re Zizou Zidane: Yoann Gourcuff. Giunto al mondiale da pilastro e potenziale faro, l’ex milanista ha deluso sfoderando prestazioni negative e chiudendo con un amaro cartellino rosso. Proprio come Zidane nel 2006, ma le similitudini tra i due al momento si fermano qui. Al secondo posto, dopo averla sfangata per folta concorrenza nel turno precedente, finisce con pieno ‘demerito’ Fernando Torres. Della Spagna campione d’Europa dovrebbe essere lui il puntero, l’uomo del colpo vincente, il micidiale cecchino. In realtà, sotto porta continua a divorare gol a valanga e a risolvere questioni intricate ci pensa sempre e solo David Villa. Dopo un’annata incolore a Liverpool, Fernandito è ancora a caccia di sé stesso: ma quanto durerà la ricerca? Chiudiamo con un principe sempre grande ma un po’ offeso. Nulla potrà mai oscurare la stagione sensazionale di Diego Milito, ma certo è paradossale vederlo annaspare tra le maglie argentine. Riserva ormai assodata di Higuain, l’interista non ha sfruttato a dovere la chance contro la Grecia giocando piuttosto maluccio. Il gol l’ha trovato chi è entrato al suo posto a gara in corso, ovvero ‘nonno’ Martin Palermo. Il mondiale di Maradona prosegue a vele spiegate. Quello di Milito chissà se mai avrà inizio…

Alessio Nardo

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