MotoGp – GP Inghilterra, Silverstone: Lorenzo senza rivali, Dovizioso e Spies sul podio
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domenica, giugno 20th, 2010

Jorge Lorenzo (ANSA)
Jorge Lorenzo su Yamaha ha vinto il GP d’Inghilterra, quinta prova del mondiale MotoGP 2010. Lo spagnolo, partito dalla pole, ha impostato sin dall’inizio un ritmo sensazionale, non lasciando la benché minima speranza ai rivali in pista. Appassionante la bagarre finale per il podio: Dovizioso vince la gara degli ‘umani’, arrivando 2° davanti all’americano Ben Spies (Yamaha Tech3) al suo primo podio in GP. Quarto e quinto posto per le Ducati di Nicky Hayden e Casey Stoner. L’australiano, vittima di una partenza disastrosa, ha dovuto rimontare generosamente dall’ultima posizione. Sesto uno strepitoso Randy De Puniet su Honda LCR, a lungo in lotta per il podio e calato solo nel finale. Settimo Simoncelli davanti ad un Pedrosa malconcio e in grandissima difficoltà con la sua Honda ufficiale. Caduti senza gravi conseguenze Marco Melandri e Loris Capirossi. In virtù di questo successo, il terzo stagionale, Jorge Lorenzo consolida la leadership del mondiale a quota 115 punti, 37 in più di Dovizioso e 42 in più di Pedrosa. Il convalescente Valentino Rossi resta quarto a quota 61. Stoner solo ottavo con 35 punti.
Ordine d’arrivo: 1.Lorenzo, 2.Dovizioso, 3.Spies, 4.Hayden, 5.Stoner, 6.De Puniet, 7.Simoncelli, 8.Pedrosa, 9.Edwards, 10.Espargaro, 11.Barbera, 12.Bautista, 13.Kallio.
LE PAGELLE
Jorge Lorenzo 10: è coadiuvato dalla serenità dei vincenti e inanella un week-end da fenomeno vero. In qualifica strappa la pole position a un grande De Puniet e in gara non lascia scampo ai rivali. Ritmo da forsennato e vittoria (facile facile) in tasca. Senza Rossi, el Porfuera non trova ostacoli.
Andrea Dovizioso 8: lavora bene in prova, mettendo a punto la sua Honda. Sogna di battagliare con Lorenzo per la vittoria ma lo spagnolo è di un altro pianeta. Allora che fa? Si rimbocca le maniche e strappa alla concorrenza l’ambitissimo 2° posto. Pur non vincendo, il Dovi cresce che è un piacere.
Ben Spies 8: un altro che lotta da leone e sa attendere il momento giusto per colpire. Deve migliorare in prova, ma in gara dimostra di aver pazienza e di saper ragionare. Imposta il ritmo, valuta la situazione, migliora a vista d’occhio e a due giri dalla fine piazza il colpo da podio. Un campione.
Nicky Hayden 7,5: a tratti sembra di rivedere il Kentucky Kid di quattro anni fa. Quello che, per intenderci, strappò il mondiale a Valentino Rossi a forza di piazzamenti regolari e continui. L’americano ha feeling con la sua Ducati e lotta sino all’ultimo. Il podio sfuma ancora, ma la strada è quella giusta.
Casey Stoner 5: meriterebbe un buon voto per la rimonta generosa post partenza da vergogna. Ma Casey è irriconoscibile. Spento in prova, malinconico in gara, invisibile in classifica. Un tempo, gare così se le sarebbe mangiate. Il campione che nel 2007 incantava e dominava è ormai un lontano ricordo.
Randy De Puniet 8: in qualifica martella tempi da paura, andando ad un passo da una fenomenale pole position. E’ in palla e si vede. In gara parte bene e lotta ad armi pari con gli ufficiali sino a tre giri dalla fine. Poi cala di colpo e sfumano podio, il quarto posto e anche il quinto. E’ sesto, come nel mondiale. Ma il suo week-end resta eccellente.
Marco Simoncelli 6: pian piano migliora il feeling con l’Honda clienti, sia in prova che in gara. Parte bene, improvvisa qualche duello interessante ma cala alla distanza. Il settimo posto finale profuma di occasione sprecata. Niente paura, l’apprendistato continua.
Daniel Pedrosa 5: vuol dar seguito al trionfo del Mugello, ma in qualifica esagera e sprofonda a due minuti dalla bandiera a scacchi. Si fa male ad una gamba ma parte malconcio, in più la sua Honda non lo assiste. Inizia con furore, ma crolla quasi subito. Conclude ottavo, e un po’ triste.
Colin Edwards 5: migliora leggermente rispetto al disastro del Mugello, ma la sua continua ad essere una stagione deludente. Week-end anonimo, concluso con un 9° posto e la figuraccia per il gran podio del compagno Spies. Un’umiliazione indegna per un pilota della sua esperienza. E si vocifera anche di un ritorno nel team ufficiale per sostituire sua maestà Rossi. Pensate un po’…
Aleix Espargaro 6: guida una moto lentissima e non può far altro che impegnarsi al massimo arrivando decimo, davanti al compagno di squadra Kallio. Magra soddisfazione, ma è quanto passa il convento.
Hector Barbera 5,5: la sua Ducati gialla non migliora, e con mestizia Hector la porta al traguardo senza squilli. Unica soddisfazione: aver battuto in volata Bautista, suo ex rivale in 250.
Alvaro Bautista 5: è l’unico deb ufficiale, ma la sua Suzuki va peggio delle moto clienti. Vede la bandiera a scacchi, mettendosi dietro il solo Kallio.
Mika Kallio 4: un anno fa arrivò in Ducati da potenziale sorpresa, inanellando alcune prestazioni interessanti in sella alla Pramac e ottenendo la promozione nel team ufficiale durante la convalescenza estiva di Stoner. Ma quest’anno suona un’altra musica. Il finlandese è imbarazzante: a Silverstone tempi altissimi ed ultima posizione finale.
Loris Capirossi 5: non riesce a mettere a posto una Suzuki disastrata. In gara tira fuori il suo proverbiale cuore, pur lottando per posizioni di ripiego. Ma la malinconia lo porta a cadere.
Marco Melandri 5,5: sognava il terzo buon piazzamento consecutivo, ma rovina un’ottima partenza scivolando durante i primi giri. Ok l’aggressività, ma occhio a non esagerare!
Alessio Nardo

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