Mondiale 2010: Italia, esordio tra cose buone e meno buone. E se il portiere non sbagliava quell’uscita?
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martedì, giugno 15th, 2010
E la prima è andata. Se bene o se male non possiamo ancora dirlo. L’esordio della nazionale italiana al Mondiale sudafricano ha messo in evidenza cose buone e cose meno buone. Il punticino, frutto di un pareggio acciuffato contro il Paraguay non può che far parte della lista delle cose meno buone, per il livello (mediocre) degli avversari e perchè partire con una vittoria è comunque tutta un’altra cosa. La difficoltà ad andare al tiro, che sia dalla lunga, media o corta distanza non fa differenza, è un’altra delle cose che va nella lista delle cose meno buone. Oltre al gol di De Rossi, gli azzurri sono andati al tiro solo in due occasioni (una in avvio e una sul finale) con Montolivo. Poca cosa il Gilardino visto contro i sudamericani. Mai realmente pericoloso e troppo isolato in mezzo alle maglie degli avversari. Anche Iaquinta è apparso in difficoltà quando è stato costretto a giocare lontano dalla porta avversaria.
Tra le cose buone va sicuramente la buona condizione fisica della squadra, nettamente migliorata, come era facilmente immaginabile, da quella con cui gli azzurri avevano giocato le ultime amichevoli pre-mondiale. La squadra è apparsa pimpante per tutta la prima mezz’ora di gioco, poi è naturalmente calata al momento del gol subito. Con l’inizio del secondo tempo gli uomini di Lippi hanno ripreso in mano il pallino del gioco. Altre cose buone sono senz’altro lo spirito di gruppo, quello su cui Lippi ha puntato sin dal primo giorno del suo ritorno sulla panchina azzurra, e la grande prova di Riccardo Montolivo che non ha fatto rimpiangere l’infortunato Pirlo.
Luci ed ombre dunque. Una cosa però, lasciatemela dire. E se in quel calcio d’angolo il portiere paraguaiano non avesse sbagliato l’uscita permettendo a De Rossi di pareggiare? Ci avete pensato a questo? Lo so che con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma pensateci. A quest’ora saremmo qui a commentare probabilmente una sconfitta e in tutt’altri toni. Non aver portato in Sudafrica l’unico campione che l’Italia ha, (se escludiamo Cassano) in grado di fare la differenza e di risolverti le partite con una sua giocata, è stato sicuramente un errore. Metti che quella palla non entrava? Sarebbe stato importante poter dare uno sguardo alla panchina e dire: “Mario scaldati, c’è bisogno di te”. Io Balotelli lo avrei portato senza alcun dubbio, anche solo per compagnia.
Gaetano Alfano


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