ESCLUSIVA – Joni Scarpolini: “Italia rivelazione per la critica ma la favorita è l’Inghilterra”

Joni Scarpolini

Joni Scarpolini

La redazione di Stadio Sport ha contattato Joni Scarpolini, giornalista Mediaset e di Maxim Italia, nonché graditissimo collaboratore di Stadio Sport, per il quale, tra l’altro, cura la rubrica “Tra paradiso e inferno“. Con lui abbiamo voluto discutere dell’ormai imminente mondiale sudafricano.

Allora Joni, siamo pronti per questo Mondiale?
Pronti, ma in sordina. In questi giorni si parla più del successore di Mourinho che della nuova Nazionale figlia di quella campione del mondo, e direi meglio così: spero che gli azzurri si facciano notare strada facendo senza far rumore, come dice un famoso slogan pubblicitario.

Che sensazioni hai?
La sensazione è che ci sia poca fiducia in questa squadra completamente rinnovata, alla faccia di chi diceva che Lippi non avrebbe tradito i suoi eroi “tedeschi”. Non voglio essere ottimista, ma questa Italia può diventare la rivelazione del torneo, non tanto per le altre nazionali che ci vedono e ci rispettano come campioni in carica, quanto per la stessa critica italiana, scettica riguardo le scelte del ct e, diciamocelo, appagata dopo il trionfo inatteso di quattro anni fa.

Lippi ha scelto i 23 che andranno in Sudafrica. Sei d’accordo con lui?
D’accordo con lui perché non c’era altro di meglio. Nesta ha dato l’addio, Totti cincischiava, la questione Cassano rimane irrisolta e comunque Lippi non lo avrebbe portato nemmeno se avesse segnato 100 gol, Amauri non è mai stato Amauri, quindi meglio un Pazzini che gira a mille o un Cannavaro sì al di sotto degli standard del 2006 ma in ogni caso uomo simbolo e di esperienza: Marcello non poteva proprio selezionare di meglio. Con questo non voglio dire che con i presenti ci si deve arrangiare, tutt’altro: ci si deve fidare, è diverso, perché gente affamata come Pepe o Quagliarella ha voglia di smentire gli scettici e i menefreghisti.

Sulla carta abbiamo sicuramente il girone più semplice. Non è che c’è il rischio di prendere tutto sottogamba?
Non credo, proprio per il fatto che questa Nazionale non è composta da big affernati e appagati, ma di giocatori che in azzurro devono ancora dimostrare di essersi meritati il posto in Sudafrica, vedi i vari Bonucci, Maggio, Marchisio. Quindi difficilmente sottovaluteranno l’avversario. Il problema semmai è l’inesperienza, che a questi livelli potrebbe giocare brutti scherzi.

Chi è per te la squadra maggiormente favorita?
L’Inghilterra di Capello. Nel giro di due anni Don Fabio ha trasformato i leoncini in leoni, sia dal punto di vista psicologico sia fisico: nessuno sa tener palla dal 1′ al 90′ come gli inglesi. E poi c’è Rooney, è il miglior centravanti al mondo insieme a Milito, se Maradona lo farà giocare…

Da questo mondiale probabilmente uscirà fuori il nuovo pallone d’oro. Su chi punti?
Su Milito, appunto. Sempre se il suo bizzarro ct gli darà lo spazio che merita. Il suo recente cv parla chiaro: ha segnato in tutte le finali. Secondo me gli bastano 5/6 gol, ovviamente conditi da una qualificazione della sua Argentina minimo alla semifinale, per acciuffare il Pallone d’Oro. Del resto, in questa stagione, le grandi stelle come Messi, Ronaldo o lo stesso Rooney, per quanto abbiano dato spettacolo, non sono arrivati fino in fondo alla Champions. E come sai meglio di me, il Pallone d’Oro lo si assegna, spesso ma non sempre, al trascinatore della squadra vincitrice della coppa continentale o della Nazionale trionfatrice del Mondiale, o dell’Europeo.

A tal proposito Milito e Messi si daranno battaglia pur giocando nella stessa squadra. Un bene o un male per l’Argentina?
Un bene, perché stimola la concorrenza (sana) tra i due. Sono due campioni diversi: Milito è un finalizzatore, Messi lo sappiamo è un genio della trequarti. Maradona deve farli giocare insieme: io del suo pupillo Martin Palermo non mi fido affatto…

E Kakà? Una stagione più no che si e ora il Mondiale. Riuscirà ad incidere? Mourinho ha detto che sa come farlo rinascere..
Mourinho riporterà Kakà ai suoi antichi fasti, Mou ama il trequartista dietro le due o le tre punte, vedi Sneijder. AL Mondiale, però, sarà dura per Ricardo: non è vero che ha riposato durante la stagione, è che la pubalgia non gli dà tregua. E nel giro di un mese non può aver risolto tutti i suoi problemi. Però non si sa mai: quando c’è il Mondiale, i brasiliani puntualmente risorgono, persino dai guai fisici. Ecco perché ti viene il sospetto che durante l’anno risparmino le batterie.

Il futuro si chiama Prandelli. Ti piace?
Sì, ottima persona innanzitutto, e anche un tecnico intransigente, nonostante il suo fare mite. Aldilà di una stagione opaca, con la Fiorentina ha fatto miracoli, portandola per 4 volte consecutive in Champions e con un organico sicuramente inferiori alle dirette rivali. Certo, una cosa è allenare, un’altra è selezionare. Ma Cesare ha una qualità peculiare della figura del ct: sa gestire il gruppo, rendendolo coeso e tenace. In questo assomiglia a Lippi.

Grazie Joni, speriamo bene!
Speriamo davvero. Il mio consiglio è: godiamoci questa Italia corsara, che non sarà mai quella di Germania ma che potrebbe sorprendere, proprio a partire dai novellini come Marchisio.

La redazione di Stadio Sport ringrazia Joni Scarpolini  per la disponibilità.

Gaetano Alfano

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