Mourinho in Spagna per rendere “special” il Real
- martedì, 1 giugno 2010
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Josè Mourinho (ANSA)
Il primo botto di mercato è stato lui: Josè Mourinho, l’uomo che ha riportato la Champions League nella Milano nerazzurra dopo quasi 50 anni, è ufficialmente un allenatore del Real Madrid. La notizia aleggiava da tempo e il tecnico di Setubal non ha resistito al fascino della sfida, lasciando con furbizia nel momento giusto l’Inter, dopo aver centrato la storica tripletta, e cogliendo l’occasione al volo, riportare il club più famoso del mondo alla vittoria.
D’altronde Mou ama le sfide: dopo aver vinto la sua prima Champions con il Porto, si accasò al Chelsea che non vinceva la Premier da 50 anni e Josè riuscì a portare a termine la missione al primo anno. Dopo l’esonero dalla panchina dei Blues, Moratti lo scelse come l’uomo adatto per coronare il suo sogno: diventare re d’Europa. Dopo il primo tentativo fallito, al secondo anno Mourinho riesce dove tanti, tantissimi avevano fallito. E gioco del destino, il teatro della finale è stato proprio quel Santiago Bernabeu che d’ora in poi diventerà la sua casa. E adesso un’altra sfida, per imprimere nuovamente il suo nome nella Storia. Il Real Madrid viene da un anno turbolento, zero titoli per dirla come il suo allenatore, nonostante una faraonica campagna acquisti che ha visto sbarcare nella capitale spagnola campioni come Cristiano Ronaldo, Kaka, Benzema e Xabi Alonso.
Ma il cruccio delle merengues in questi anni è sempre stata la mancanza di identità, che ha portato a numerosi fallimenti. I rivali storici di sempre, il Barcellona, al contrario, hanno costruito un’immagine di una squadra spettacolare e vincente. I sei successi della stagione scorsa hanno fatto malissimo ai blancos, che anche quest’anno hanno dovuto assistere ai festeggiamenti blaugrana per la conquista della Liga. E in Champions il flop è stato ancora più clamoroso: il Real non vince la Coppa dal 2002 e negli ultimi anni è sempre uscito agli ottavi di finale della massima rassegna continentale. Una vera umiliazione per chi si professa il miglior club del mondo. Questo è lo scenario che troverà il Mou: ma le sfide sono belle perché se si vincono danno ancora più gioia e soddisfazione. E quale migliore gioia c’è da far tornare alla vittoria il club più famoso del mondo?
Luca Parmigiani
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