Le mani malandrine del calcio
- mercoledì, 25 novembre 2009
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Thierry Henry
Henry, e la sua mano, questi gli ultimi argomenti che hanno infuocato la stampa internazionale nell’ultimo periodo, l’ultima eclatante “manina furtina” che castiga questa volta l’Irlanda, impedendo lo scorrere verso l’esterno della palla per l’assist decisivo per Gallas, che segna la sconfitta della squadra del Trap. Ma attenzione, questa non è che l’ultima di moltissimi altri episodi similari, partendo dalla famigerata “mano de Dios” che Maradona mise tra la palla e il portiere inglese Shilton nei quarti di finale del mondiale dell’86.
In quel caso però la partita non era solo una semplice partita, voleva essere una sorta di rivincita sulle milizie inglesi per la guerra nelle Falkland e l’Argentino decise di cercare una sua vittoria anche personale. Episodio quasi identico sembra quello che si verificò nel derby Espanyol-Barcellona 06/07, quando Messi non sembra Messi, ma El Pibe de Oro, e più che essere chiamato suo erede vuole emularlo, nascondendo con la testa la mano che sigla il gol del pareggio blaugrana da cross dalla destra facendo esplodere la rabbia degli avversari. Anche in serie A sono stati numerosi i furbi, a partire da Gilardino nel 2008 contro il Palermo in scivolata con il polso, ma soprattutto quello più contestato, quello nel derby Inter-Milan di Adriano, che stacca di testa e devia però con la mano.
Come abbiamo potuto vedere sono stati davvero tanti gli episodi simili a quest’ultimo del francese Henry, ma da qui ad annullare la partita e a chiedere al giocatore di presentare delle scuse pubbliche alla federazione passa un’eternità. Basta guardare un attimo indietro e guardare come non si sia mai ripetuta una partita a causa di ciò, non è successo con Maradona ai quarti, figuriamoci in uno spareggio per la qualificazione… Bisogna protestare, si ma in campo, e non farne un affare di stato, senza quindi cadere anche nel ridicolo.
Emanuele Spampinato

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