La 38^ di Serie A tra paradiso e inferno
- martedì, 18 maggio 2010
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In paradiso: Storari il doppiogiochista

Marco Storari (LA PRESSE)
Nessuno come lui in questo campionato. Perché nessuno come lui ha compiuto la silente impresa di portare due squadre in Champions League, una per direttissima l’altra via preliminare. Chiamatelo dunque l’uomo dalle grandi orecchie, Marco Storari, portiere del Milan all’andata, portiere della Sampdoria al ritorno. Il numero uno successore di Castellazzi che chiude la sua doppia stagione al terzo e al quarto posto, roba che ha fatto (comunque) felice Leonardo e che ha fatto felicissimo Delneri: il risultato è lo stesso, accesso all’Europa che conta, serrando la porta con parate acrobatiche ma soprattutto efficaci. In rossonero sarebbe rimasto al 100% se non si fossero risvegliati contemporaneamente dai rispettivi acciacchi sia Abbiati che Dida. L’impresa di Marsiglia rimane una delle perle di Storari, autore di una partita da lode. La manona sul colpo di testa di Quagliarella nell’ultima giornata è invece il sigillo sull’impresa blucerchiata a cui Storari prende parte per forza di cosa dalla prima di ritorno, un’operazione di mercato in sordina che è valso doppio. Per Milan e Sampdoria.
All’inferno: Zac, il taglio che non c’è stato

Alberto Zaccheroni
Non è riuscito a fare il miracolo, ma forse non gli era stato nemmeno richiesto, viste la macerie in cui dal 29 gennaio scorso ha deciso di infognarsi. Non ha fatto meglio di Ferrara, e questo forse gli era stato richiesto, visti i bassissimi standard offerti dal buon Ciro. Ha perso il treno Champions, dopo aver perduto scandalosamente l’Europa League a Londra contro il Fullham. Non è riuscito a far resuscitare Diego, a scuotere i campioni del mondo appassiti Cannavaro e Grosso, a mettere il turbo ad Amauri. Solo Iaquinta gli ha dato una mano, ogni tanto Candreva, trapiantato per sbaglio nella peggior Juve degli ultimi trent’anni. Non parliamo di Felipe Melo, che ha dato dispiaceri a Ferrara e crediamo a qualunque allenatore lo avesse avuto in questa stagione. Il classico contro il Milan, perso per 0-3, è la foto sbiadita di una Signora troppo vecchia per essere vera. Zac paga per tutti, dopo aver pagato il dazio di un Benitez sempre alle costole. Poi ecco che spunta improvvisamente Delneri, perché i programmi a Vinovo cambiano ormai come banderuole. Zac lascia una squadra all’inferno. Ma forse lo sapevamo tutti fin dall’inizio: gli errori si pagano dalla testa in giù. Dunque, la purga bianconera deve iniziare dall’alto. Da molto in alto.
Joni Scarpolini
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