FormulaB, ovvero l’importanza degli aggiornamenti
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mercoledì, maggio 12th, 2010
C’era una volta, in una Formula1 neppure tanto lontana, l’abitudine di aggiungere la sigla B alle evoluzioni delle monoposto inizialmente progettate. Una pratica oggi dimenticata anche perché gli sviluppi tecnici sono diventati la norma. Con cadenza quasi bisettimanale le vetture presentano piccole novità, mentre è prassi che un restyling quasi completo avvenga con l’approdo del campionato in Europa.
A Barcellona dunque – prima gara in continente della stagione 2010 – diverse scuderie hanno mostrato il volto semi-nuovo delle loro macchine.
Partiamo da chi ha lavorato di più. La Mercedes si è mossa verso Schumacher: passo macchina allungato, inclinazione dei triangoli delle sospensioni e modifiche aerodinamiche. Michael ringrazia e in Spagna per la prima volta batte il compagno Rosberg sia in qualifica (6° contro 8°) che in gara (4° contro 13°).
Rinnova la carrozzeria la Red Bull e anche qui le modifiche pagano: Webber domina il Gp mentre Vettel è terzo. Nella morsa dei due chiude Alonso con una Ferrari che presentava, oltre al nuovo pacchetto aerodinamico, il sistema F-Duct. Ideato dalla McLaren, ripreso dalla Sauber e già bandito dalla Fota per il 2011, il sistema F-Duct permette, attraverso un flusso d’aria gestito manualmente dal pilota (in Ferrari si ottura un foro con un dito), di guadagnare fino a 10 Km/h in rettilineo mandando in stallo l’alettone posteriore. Non è bastato evidentemente a Massa: solo nono in qualifica e sesto in gara (risalito soprattutto per le disgrazie altrui, vedi ritiro Hamilton a due giri dalla fine o prova disastrosa di Rosberg).
Infine passo avanti anche per la Virgin: i serbatoi sono stati allargati e ora garantiscono di imbarcare il carburante per l’intera corsa. I risultati si sono visti subito: per la prima volta entrambe le vetture hanno finito la gara, ultime e staccatissime, ma almeno l’hanno finita. È pur sempre un inizio!
Riccardo Marchese

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