Max Biaggi sovrano di Monza

Max Biaggi

Max Biaggi

Ed ora, provate a fermarlo. Max Biaggi è tornato a volare, dopo anni difficili e contraddistinti da un tormentone: “L’età è quella che è, giusto pensare ad altro”. Macché, il Corsaro dei Corsari non ci vuol proprio sentire. Per lui la moto è sacra, la competizione è vita. Dategli un buon mezzo, un team capace ed avversari rognosi. Max vi dimostrerà che anche a 39 anni suonati si può insegnare motociclismo e regalare emozioni. L’Aprilia è ai suoi piedi, l’Italia sa di aver ancora in lui un potenziale campione iridato.

La Superbike, dal suo anno di nascita 1988, attende impazientemente un vincitore proveniente dallo Stivale. E dopo un dominio pluriennale di Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna (con l’unico exploit francese di Raymond Roche nel 1990), sembra finalmente esser giunto il momento d’oro. L’Aprilia ha costruito in un anno e mezzo una gran moto, affidandola al pilota idoneo. Dopo un 2009 di studio, concluso al 4° posto, Max ha preso in mano il prezioso giocattolo di Noale, portandolo ai vertici del campionato. A Monza c’è stata l’apoteosi. Prima Superpole della carriera, seconda doppietta dopo quella del 28 marzo a Portimao. Biaggi semplicemente scatenato, abile a mettere in riga gli affamatissimi avversari. Aprilia veloce sul dritto e sapientemente domata dal ‘Corsaro’ nel misto. Leon Haslam, leader del mondiale, ha potuto solo contenere i danni salvo vedere il proprio vantaggio in classifica ridursi gradualmente. Tre punti: questo il misero bottino che divide l’inglesino del team Alstare dal gladiatore Max. Gli altri? A perder tempo, tra un capitombolo e l’altro. Jonathan Rea aveva spaventato tutti ad Assen, infilando due vittorie su due, ma a Monza è tornato ad assaporare l’asfalto. Due cadute, e lo scettro mondiale si allontana forse in maniera definitiva. La Yamaha ha ruggito in gara1, portando sia Toseland che Crutchlow sul podio, ma nella seconda manche ha concluso con un doloroso ‘zero’. Primo champagne per la BMW, con Corser terzo in gara2, ma per i tedeschi il mondiale è ancora un miraggio. Chiudiamo con la ‘triste’ Ducati, ormai ombra di sé stessa. Stavolta, anche i valorosi privati hanno arrancato assieme agli ufficiali. In classifica generale si salva il solo Carlos Checa, terzo a pari punti con Rea e a -71 da Haslam. Su Haga e Fabrizio, ormai, è quasi giunto il momento di stendere un velo pietoso.

Alessio Nardo

Chiudi
Diventa Redattore!
Vuoi scrivere per Noi ?
@Contattaci...
Copyright © 2012 Stadio Sport. Tutti i diritti riservati. - Privacy Policy
SEO by Seowebbs.com - P.Iva 04278590759 - Creazione siti web by Lorem Studio